Preludio alla Fondazione di Isaac Asimov

asimovBuon inizio settimana a tutti, oggi sono qui per parlarvi di un libro, ed un autore, che non hanno bisogno di presentazioni, parliamo del testo del 1988 intitolato “Preludio alla fondazione” d’Isaac Asimov edito in Italia da Mondadori nella collana Oscar.

Partiamo dal presentare Asimov, uno degli autori di fantascienza più conosciuti e famosi, che ha molto influito su questo genere gettando i pilastri alla base della sua moderna evoluzione. Isaac nacque in una famiglia d’origine ebree nel 1920 nell’ex Unione Sovietica, dopo tre anni la famiglia si trasferì in America dove il ragazzo venne naturalizzato statunitense. Studiò chimica alla Columbia University dove si laureò nel 1939 e successivamente s’impegno nel conseguire un master in biochimica, che ottenne solo nel 1948, dopo il suo arruolamento nelle forze dell’esercito statunitense come soldato semplice, durante questo periodo partecipò ai primi esperimenti atomici del 1945. Ebbe due mogli e morì nel 1992 a causa dell’AIDS, contratto tramite una trasfusione di sangue infetto durante un’operazione al cuore, ma questo fatto venne rilevato solo 10 anni dopo la morte dello scrittore per evitare uno scandalo sia all’ospedale che alla famiglia. La sua produzione letteraria vanta innumerevoli testi, se ne contano quasi 500 tra romanzi e opere di divulgazione scientifica su svariati argomenti,  dal’astronomia alla biologia, sappiamo infatti che iniziò molto giovane a scrivere e che continuò questa sua passione durante tutta la sua carriera scolastica.

Quello di cui parlo oggi è uno tra i suoi ultimi scritti, come ho scoperto solo dopo l’acquisto, e si tratta di un prequel al “Ciclo della Fondazione”, un insieme di sette libri che narrano le sorti dell’impero Galattico, ma in questo particolare volume conosciamo Hari Seldon e la sua Psicostoria. Il nostro protagonista Seldon è un matematico che decide, in base ad una scelta che si rileverà poco saggia, di esporre ad un congresso di matematica su Trantor, capitale dell’Impero, una nuova teoria matematica da lui formulata e chiamata Psicostoria che fonde complessi calcoli matematici ai dati storici, permettendo di prevedere il futuro con un alta percentuale di riuscita di queste previsioni. Hari però spiega anche il “piccolo” problema che accompagna la teoria, cioè che i postulati, che dovrebbero regolare questo sistema, ancora non esistono e lui stesso non è in grado di dire quando riusciranno a teorizzare simili postulati.

Alla fine del congresso viene però convocato a corte dell’imperatore della Galassia che interroga il povero matematico dimostrando uno strano interessamento per la teoria, accortosi però dell’inutilità di quest’ultima lo lascia libero di fare ritorno sul suo pianeta d’origine; a questo punto la storia prende una piega del tutto imprevista, Hari incontra un giornalista di nome Chetter Hummin, quest’uomo propone al matematico di cercare di portare avanti lo studio di questa materia, tentando così di prevedere quale potrebbe essere il futuro dell’Impero, visto che teme per le sorti della Galassia. Fa inoltre notare che molto probabilmente Hari da quando è uscito dal palazzo sarà stato sorvegliato e che tenteranno d’allontanarlo dal pianeta il più velocemente possibile, ovviamente Seldon tenta di spiegare che la Psicostoria non è uno strumento affidabile, visto che non ha idea su come svilupparla, e che poco l’interessa d’essere allontanato da Trantor, visto che vuole fare ritorno sul suo pianeta d’origine. Mentre tenta di spiegare tutto questo dei criminali cercano d’aggredire i due, intimando al matematico di sparire dalla capitale, ma non si aspettano d’essere tranquillamente presi a calci e scacciati. Quest’ultimo episodio scuote l’animo di Hari che si lascia allora convincere da Hummin a seguirlo, in modo tale da poter iniziare il suo compito.

Da qui ha inizio uno dei cicli di romanzi che rimarranno nella storia della letteratura e qui m’interrompo io nel raccontarvi la trama per lasciarvi il piacere della lettura. Come al solito parlo di testi che mi hanno stupito e questo non ha fatto eccezione; di Asimov avevo sentito dire che era tra i migliori scrittori di fantascienza, se non il migliore, quindi avevo formato un preconcetto su quello che mi avrebbe atteso nella lettura, ma quello che mi ha colpito non è stata la sua capacità di descrivere o inventare un mondo inconcepibile per noi, bensì il fatto di riuscire ad integrare così bene questi elementi da farli passare in secondo piano, questa sua capacità di rendere credibile la fantascienza lo ha reso straordinario, almeno ai miei occhi, per non parlare del modo in cui riesce tramite pochi dialoghi e gesti a caratterizzare così bene i personaggi, dandone un quadro completo e riuscendo a caratterizzare un intero Universo letterario con una semplicità disarmante, rendendo accessibile a tutti la comprensione di cose così lontane normalità.

Come al solito consiglio a tutti di recuperare “Preludio alla fondazione”, che oltretutto ora si trova in edizione economica o anche usato a veramente due spicci, detto questo non mi resta che augurarvi un buon inizio settimana e ricordarvi di lasciare un mi piace alla pagina Very Nerd People per rimanere sempre aggiornati!

 

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