PLAY MODENA – La ludoteca più grande d’Italia

Domenica 8 aprile 2018, sul treno fa caldo e una voce meccanica avvisa dei possibili ritardi a causa di una bomba della Seconda Guerra Mondiale che stanno cercando di disinnescare a Bologna. Fortunatamente la mia fermata è prima: sto andando a Modena per partecipare al PLAY, la fiera del gioco da tavolo e di ruolo che ormai da 10 anni si svolge in città.

Organizzato da ModenaFiere con le associazioni ludiche Club TreEmme, La Tana dei Goblin e Gilda del Grifone, Play – Festival del Gioco da dieci anni dà vita alla ludoteca più grande d’Italia e alla principale location dove conoscere e sperimentare le ultime novità in tema giochi da tavolo e di ruolo.
“Se in Italia ci sono giochi rari seguiti da 15 persone da noi troveranno dei tavoli dedicati” sottolineano gli organizzatori.

All’interno dei padiglioni si apre il paradiso del nerd: centinaia di stand di varie dimensioni dove provare giochi da tavolo e di ruolo (qui la nostra recensione di Memento Mori), dove farsi due chiacchiere con creatori e distributori, dove incontrare persone con la stessa passione. Possiamo trovare davvero di tutto, dalla piccola casa editrice indipendente alla grande distribuzione.
Non dovete comprare nulla, ma soltanto divertirvi?
Niente di più semplice! Oltre ai numerosi tavoli per le demo legati a editori e creatori è possibile anche fermarsi presso gli stand di alcune ludoteche o associazioni dove alcuni addetti sono a vostra disposizione per spiegare regolamenti e narrare avventure. Oltre a questo, anche bancarelle di mattoncini LEGO (attenti a non calpestarli!) e un’area dedicata ai giochi in legno, oltre che un piccolo record: la pista di trottole più lunga d’Italia.

Ma PLAY non è solo questo!
Appena fuori dai capannoni infatti si apre una spianata che ospita bancarelle straripanti di gadget, pupazzi, action figures, armi finte e vestiti colorati. Alcuni vendono attrezzatura per il gioco di ruolo dal vivo (LARP), altri si limitano a presentare la propria associazione: quest’anno anche nell’inedita versione educativa che ha visto la partecipazione di numerose scuole.

Anche i nerd hanno bisogno di nutrirsi e quindi ecco banchetti con birra, arrosticini, panini e piatti vari ed eventuali.
E dopo una bella mangiata cosa c’è di meglio di un po’ di sport?
Se siete dei tipi pigri (come la sottoscritta) potete limitarvi a osservare i rappresentanti di associazioni di rievocazione che spiegano e mettono in scena duelli medievali o rinascimentali.
Altrimenti, se volete mettervi in gioco, indossare un’armatura e smaltire il pranzo, potete sempre dirigervi verso le aree recintate e provare l’ebbrezza di sentirvi jedi oppure l’emozione di un duello di scherma rinascimentale. Per cinque minuti soltanto, dopodiché tra la stanchezza e il sudore vorrete solo che le braccia vi cadano dal corpo: ve lo assicuro, maneggiare una spada non è così facile come lo fanno sembrare in Highlander!

Lasciamo da parte le prodezze sportive per rientrare un attimo nei padiglioni. Arrivando qui non sapevo cosa aspettarmi e avevo soltanto una vaga idea delle persone che mi sarei trovata davanti: standisti esauriti e gruppetti di nerd dai venti ai quarant’anni.
Invece, appena messo piede nel primo padiglione, mi sono ricreduta! Certo, come ad ogni fiera chi sta dietro ai banchetti ha le occhiaie fino ai piedi, ma anche parecchia energia e tanta voglia di raccontare e raccontarsi. A colpirmi però è stata la presenza di un numero elevatissimo di famiglie con bambini al seguito e ragazzini di 11/12 anni che osservavano un po’ curiosi e un po’ perplessi i tavoli delle demo. Quest’anno la fiera, oltre a durare un giorno in più, ha scelto di dedicare un intero padiglione ai bambini, in modo da far conoscere anche ai più piccoli il mondo del gioco da tavolo: una scelta azzeccata, vista l’allegria all’interno del capannone.

Lungi dall’essere un evento di nicchia, PLAY coinvolge l’intera città e tutti i suoi abitanti. Provenendo da un paese dove se dici “gioco di ruolo” la maggior parte delle persone ti guarda tra il perplesso e lo schifato, sono rimasta piacevolmente sorpresa da una partecipazione così intensa. Per tre giorni, Modena è diventata la città del gioco: un gioco che unisce le generazioni, un gioco che è anche laboratorio, un gioco che insegna, che dà spazio alla creatività, alla cooperazione e prima di tutto al divertimento.

Ci rivedremo l’anno prossimo, sicuramente!

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Tutte le immagini di questo articolo vengono dal sito ufficiale della fiera.

“Non tutti gli erranti son perduti” diceva uno famoso, e anch’io ogni tanto mi trovo a peregrinare tra una storia e l’altra: film, libri, fumetti e giochi di ruolo scandiscono le mie giornate. Colleziono dadi e bottiglie vuote, mi piace dormire e perdermi nei boschi e ogni tanto trovo pure il tempo per studiare.

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