Parlando di album: Chasing Yesterday

Secondo album del gruppo di Noel Gallagher,come sarà andata?

Pochi giorni fa, precisamente il 2 marzo, è uscito finalmente il nuovo album dell’ ex componente degli Oasis e la sua band. Disponibile già, oltre che in versione CD, in vinile, nella sua versione digitale e su programmi e siti di musica in streaming, come Spotify.

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L’album è il secondo del gruppo, scritto interamente da Noel Gallagher e registrato a Londra. Lo stile è abbastanza basato su grandi classici rock, come dimostra il primo brano “Riverman”, che nei primi secondi ricorda “Wonderwall” degli Oasis. Un’altra canzone che colpisce molto è “The girl with X ray eyes” che ha un’atmosfera particolare, simile a “Starway to heaven” dei Led Zeppelin. Noel ha ammesso che tale canzone è ispirata, oltre  che dalla moglie Sara, dalla celebre “Starman” di David Bowie. Insomma, questo album vuol provare a rievocare i ricordi di chi ascolta gli artisti di un tempo passato, ma anche a far vibrare di emozioni le nuove orecchie, chi si avvicina ora a questo genere. Poi stiam parlando di un artista che, insieme al suo gruppo, ha messo la sua parte nella storia del rock.

Ma non a tutti potrebbe piacere, poichè le canzoni,o almeno la maggior parte, sono commerciali (Ciò non è però solo un difetto) e, come detto prima, riprendono melodie di vecchie canzoni e ciò, soprattutto da chi ama Gallagher da tempo, potrebbe non essere apprezzato. Insomma, sta di fatto che non è più la stessa persona, quello che faceva parte degli Oasis, innovativo certo, ma non si è mai discostato così tanto dal suo antico splendore. Però non è scomparso totalmente, ed un esempio è la canzone “Lock all the doors”, anche perchè la sua storia risale a ben 23 anni fa. Il ritornello fu scritto, ma Noel non sapeva come collegarlo con le strofe, finchè non ebbe un lampo di genio dopo tanti anni. La canzone sarebbe dovuta essere degli Oasis, ma è stata completata solo anni dopo. Una sua versione è stata resa nota al pubblico nel 2013 ma, pur avendo lo stesso ritornello, questa versione si avvicinava molto a “My sister lover” del ’97.

Un’altra canzone che riprende il suo vecchio gruppo è “The dying of light”, suonata precedentemente in qualche soundcheck, e messa online da qualche fan col nome “It makes me wanna cry”, titolo a detta dell’artista -di merda… A meno che la canzone non riguardi una cipolla!-. Dal sesto si passa a qualcosa di più lontano dal solito sound, quasi ambient come stile, e collega direttamente alla settima “While the song remains the same”. Con l’ottava canzone si ha un cambio totale di genere, mettendo in gioco un riff insistente, che molti potrebbero trovare fastidioso, ma potrebbe piacere ad altri. Qui si vanno a riprendere gruppi come i Queen of the stone age. Di “Ballad of the mighty I”, essendo stato uno dei singoli che ha anticipato l’album, non si può dire molto oramai: un ritmo perfetto (o disastroso?) creato dal basso insieme agli archi. L’altra canzone è “You know we can’t go back” che parla di un rapporto amoroso sull’orlo della fine, quando mentre vanno via ognuno per la sua strada, lui si volta e ricorda a lei che non potranno tornare indietro da questa decisione. A detta di Gallagher la canzone -é geniale!-.

Insomma, dopo il successo del primo album, questo potrebbe essere altrettanto favoloso, oppure far terminare disastrosamente la carriera del gruppo. Fino ad ora sembra essere ben accolto da vari fan, quindi potrebbe crearsene anche di nuovi. Ma cosa ne penseranno i fan più “anziani”? E cosa ne penserà Noel di ciò? Insomma,siamo sempre stati abituati alle sue provocazioni, ma potrebbe sorprenderci come mai ha fatto? Insomma, che sia  brutto o bello, questo CD merita sicuramente un ascolto, potreste innamorarvene… O odiarlo. Buon weekend musicisti!

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