Pantera di Stefano Benni

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Pantera

Negli ultimi tempi si è molto sentito parlare di Stefano Benni , scrittore, giornalista e drammaturgo italiano detto anche il Lupo, poiché ha rifiutato il premio De Sica finanziato dal Governo per commemorare il famoso attore; i motivi del rifiuto sono ben chiari a chiunque segua la pagina ufficiale e vengono spiegati chiaramente qui ( mettere il link del post su fb) in poche e semplici parole visti i tagli effettuati alla cultura, non solo da questo governo, ma anche dai precedenti, lo scrittore ha deciso di rifiutare di ritirare un premio che serve solo a mantenere un apparenza di riguardo nei confronti della Cultura italiana.

Per via di queste numerose notizie ho deciso di parlare di Pantera, un suo libro, allo scopo di far conoscere una sua opera a chi non ha mai sentito parlare di questo personaggio e stimolarvi magari a recuperare qualche suo testo; quindi, detto ciò, parlerò di un  libro intitolato  “Pantera” , ovviamente, di Stefano Benni edito da Feltrinelli e pubblicato nel 2014.

L’autore Stefano Benni.

La trama parla di un ragazzo, di cui non sapremo il nome e che non sarà il nostro protagonista, ma sarà solo la voce narrante che ci accompagnerà nell’Accademia dei Tre Principi, una sala da biliardo famosa in Italia poiché ritrovo di molti e  bravissimi giocatori di biliardo; la sala ospita ,oltre a numerosi tavoli da gioco, tre biliardi molto pregiati, da cui prende il nome il luogo stesso, essi  vengono così descritti :” I Principi erano tre biliardi a fondo sala. Il Principe Azzurro, senza buche per il gioco all’italiana e la carambola, il Principe Nero, di legno scuro, a buche strette per l’americana, e il Principe Maggiore, tre metri e sessanta di lunghezza, uno dei primi dove si poteva giocare all’inglese e alla piramide Russa”.  Il nostro narratore è un giovane universitario alquanto sbandato che ha deciso di far si che la vita scorra in lui tutta d’un fiato, ubriacandosi tutte le notti e fumando fino a riempirsi i polmoni di catarro, ma un giorno un allettante offerta di soldi facili lo porta all’Accademia dove inizierà a lavorare come tuttofare e conoscerà Pantera una tra le migliori giocatrici di biliardo d’Italia e forse del mondo.

Pantera non è una donna qualsiasi, lei è mortalmente bella, incarnazione vivente della dea del biliardo, una femme fatale in tutto e per tutto con un innato dono per la stecca; cresciuta fin da piccola a contatto con questo ha imparato il gioco rimanendo sveglia nottate intere a ripetere i colpi che vedeva durante il giorno nel locale di famiglia; un infanzia difficile tra le angherie del padre e le nottate insonni che si trascineranno fino alla fuga, all’allontanamento da quel mondo per poi tornarci come divinità incarnata, come incontestabile regina che affronta l’uomo, ma cosciente del fatto che anche in quella posizione lei stessa sarà soggetta al destino. Attraverso il narratore vedremo alcuni episodi significativi della vita di questa donna e della sala stessa, di cui conosceremo i più famosi e assidui visitatori ammessi ai tre Prinicipi, uno fra tutti Tamarindo un elegantone spocchioso, ma con una mano ferma ed un tiro magnifico o il Puzzone, un bravissimo giocatore con la peculiarità di distrarre l’avversario con i suoi fetori corporei. Nella seconda parte del libro troviamo una nuova protagonista, ci ritroveremo in riva al mare nei panni di Aixi una ragazzina che si ritroverà in un nuovo stupefacente mistero, in cui ritroveremo Pantera come personaggio marginale, dovrà affrontare un doloroso cambiamento che sconvolgerà la sua vita e che creare le basi per un nuovo inizio.

In poche e semplici righe ogni personaggio verrà delineato e subito ci potremo appassionare alla storia di una rivincita tutta femminile, vedremo grazie a poche pagine cosa significa conquistarsi un posto nel mondo lottando e battendosi fino allo stremo e capiremo anche cosa significa vedersi negare quando si crede di poter avere tutto, poiché anche il destino di una dea è nelle mani dell Parche.

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