Padri e Figlie: un flop italiano o un dramma ben riuscito?

padri e figlie

Sono ben pochi i cinefili che apprezzano il cinema italiano. Davvero pochi, una specie rara. Mi sono imbattuta in “Padri e Figlie” (2015, sceneggiatura di Brad Desh) di Gabriele Muccino per caso e non sapevo cosa aspettarmi, il cast prometteva bene, il trailer pure. Ma vediamo in breve la trama.

Jake Davis (Russel Crowe) è uno scrittore che si è aggiudicato già una volta il prestigioso premio Pulitzer, è sposato ed ha una figlia di nome Katie (Kylie Rogers). Una sera durante una lite con la moglie, la macchina su cui stavano viaggiando viene travolta da un camion . La donna muore praticamente sul colpo, Jake riporta un trauma cranico grave, Katie solo qualche graffio. Il lutto sembra un vuoto incolmabile nella vita dello scrittore e della figlia, niente sembra peggio finché Jake non inizia a notare dei tremori alla mano. Questi disturbi si evolvono presto in violente convulsioni. I danni causati dall’incidente costringono l’uomo a ricoverarsi in un ospedale psichiatrico per sette mesi, lasciando la bambina ai ricchi zii materni. Una volta tornato, Jake riceve dai suddetti parenti una proposta che lo lascia totalmente spiazzato, in più il suo nuovo libro è un fiasco totale e ha poche finanze. In contemporanea si analizza la vita di Katie, diventata assistente sociale, dopo 25 anni. La ragazza sta anche conseguendo una laurea in psicologia, sembra avere un’inclinazione ad aiutare gli altri. Katie però ha vari problemi poiché pensa di non essere più in grado di amare, e questo la spinge ad avere molteplici rapporti occasionali con ragazzi che neanche conosce. Quando incontra l’uomo che sembra essere giusto per lei non sa se riuscirà a reggere lo stress.

Se non si fosse notato il film è profondamente drammatico. La storia ha continui salti temporali dagli anni ’80 a venticinque anni dopo, ovvero nel periodo dopo l’incidente e quando Katie è all’università. Tralasciando l’iniziale spaesamento dello spettatore, è interessante vedere come le due narrazioni parallele si completino e cooperino al fine di incuriosire e far progredire la storia. La vita di Katie da adulta è una conseguenza di ciò che le è successo negli anni ’80, ma cosa sia realmente successo si sa solo alla fine, è quindi necessario seguire tutta la storia, entrambe le storie, per mettere insieme i tasselli del puzzle. Ovviamente la trama in un film è anche recitata, in questo caso vediamo tra i protagonisti Russel Crowe e Amanda Seyfried, due personaggi che nella narrazione non si incontrano mai ma che artisticamente collaborano bene, infatti, a mio avviso il film si regge interamente sulla loro interpretazione. Formidabile, come al solito, anche se breve, quella di Diane Kruger che interpreta la zia di Katie, antagonista nella storia, vittima della sua. La pellicola invita infatti ad analizzare sempre le cause e le conseguenze di determinate azioni, perché qualcosa succede? Non sempre tutto è solo bianco o solo nero ma ha un motivo, che ovviamente non giustifica ma fa riflettere.

Una storia è anche portata sullo schermo grazie ad una sceneggiatura. In questo caso è debole. La sceneggiatura non dice granché nonostante, e questo gli va riconosciuto, faccia delle emozioni e dell’emotività in generale le vere protagoniste. Nel film avvengono vari colpi di scena, ma sono raccontati lentamente, ciò che fa mantenere l’attenzione è questo continuo stuzzicamento della sensibilità dello spettatore. Come ho detto i colpi di scena ci sono, ma non aspettatevi molto spesso niente di felice perché vi illudereste, poveri stolti. Il film procede a rilento e quindi torno a ribadire che ciò che lo rende piacevole o interessante sono le magnifiche interpretazioni dei tre attori sopra citati. Da notare anche il doppiaggio. E’ terribile, soprattutto quello della Seyfried. Russel Crowe mantiene il suo doppiatore formidabile, lo stesso la Kruger e Octavia Spencer (sì, c’è anche lei), anche le loro notevoli. Che dire, se volete passare una serata all’insegna delle lacrime avete trovato il film che fa per voi. Buona visione!

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Juliet

Salve a tutti. Sono Annalisa Ballerini, una cinefila entusiasta di condividere con un pubblico la propria passione per la settima arte!