Operazione U.N.C.L.E.: lo spionaggio divertente e alla moda!

operazione uncle

La sala di un cinema è senz’altro un luogo magico. Non c’è paragone fra la visione di un DVD a casa, anch’essa molto piacevole ma meno, ed una serata passata in una stanza buia, ampia, ipnotizzati dalle immagini che scorrono frenetiche sullo schermo, circondati dall’audio, in simbiosi con la poltroncina. Ma è ancora più bello condividere le emozioni con le altre persone del pubblico come, per esempio, le risate! Ho vissuto ancora questa piacevole esperienza quando sono andata a vedere “Operazione U.N.C.L.E.” (2015) di Guy Ritchie con un Henry Cavill pieno di fascino e un agguerrito Armie Hammer. Ma vediamo in breve la trama:

Anni ’60, nel pieno della Guerra Fredda. L’agente della CIA Napoleon Solo (Henry Cavill) si reca nella Berlino Est per prelevare Gaby Teller (Alicia Vikander), figlia dello scienziato Udo Teller che lavora per gli Stati Uniti, e che è attualmente scomparso. I due riescono a sfuggire all’agente del KGB Illya Kuryakin (Armie Hammer), incaricato anche lui di prendere la ragazza prima dell’americano. Quando arriva nella Berlino Ovest (dopo una fuga a dir poco spettacolare), Napoleon viene informato che lo zio di Gaby, Rudi (Sylvester Groth), lavora per i Vinciguerra, dei ricchi possidenti italiani che intendono produrre una bomba atomica e minacciare l’equilibrio mondiale. Il giorno seguente Napoleon viene informato del fatto che dovrà collaborare con Illya Kuryakin e, nonostante le complicanze stereotipate nell’adattarsi alla nuova cooperazione, le due spie e Gaby si recano Roma sotto copertura per fermare il complotto e recuperare Udo Teller.

Lo stile di realizzazione della pellicola è perfettamente in sintonia con l’ambientazione della storia, sia spaziale che temporale. Le “rifiniture” strettamente coreografiche riprendono le tecniche caratteristiche dei film di spionaggio degli anni ’60 e ’70. Ma un aspetto particolare del film, data la sua cornice storica, è la moda. Se guarderete questo film non potrete non rimanere incantati e stupiti dalla singolare moda degli anni, che partecipa attivamente alla piacevole riuscita del film. L’unico aspetto che non mi ha convinta è la recitazione di Alicia Vikander che considero assolutamente inespressiva, ma questo difetto è compensato da quella brillante di Henry Cavill ma soprattutto da quella di Armie Hammer; come si suol dire: bravo e bello. Siamo chiari, è una storia assolutamente senza pretese che gioca sulla stereotipizzazione dell’astio tra America e Russia, impreziosita da rocambolesche fughe e spettacolari inseguimenti, il tutto condito da scene cariche di un umorismo molto efficacie.

Insomma, se volete passare una piacevole serata tra amici guardando una commedia di spionaggio semplice, ma con carattere, questa potrebbe essere una valida opzione.

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