OLD BUT GOLD: Heroes of Annihilated Empires

Old but Gold: giochi con qualche anno sulle spalle ma comunque validissimi, giochi che magari non hanno avuto il successo meritato, o semplicemente giochi che nonostante la veneranda età meritano ancora l’attenzione di chi, di attenzione, non ne aveva ancora concessa; cominciamo con Heroes of Annihilated Empires.

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Ebbene, bando alle ciance. Il pensiero di ideare questa serie è stato prodotto dalla mia recentissima esperienza con Heroes of Annihilated Empires – Chapter 1, titolo che affrontai già qualche anno fa e che solo di recente mi sono procurato in forma fisica (purtroppo in Italia non l’hanno mai distribuito).

Già dalla copertina che vi riporto qui di fianco possiamo subito notare due cose interessanti: 1° Il marchio con scritto sopra “From the Creators of Cossacks Series”, 2° Appena sotto il titolo “Chapter One”.

Bhè, della prima posso solo dire che è un buon segno, un marchio di qualità. Per chi non lo sapesse i Cossacks erano degli RTS basati sulle guerre al moschetto, noti per l’ingente numero di unità di cui si poteva disporre sul campo di battaglia. Non troppo particolari nelle meccaniche ma comunque dei bei strategici, insomma, erano molto carini.

La GSC (società ucraina nota per aver prodotto i famosi S.T.A.L.K.E.R.) confidava tanto in Heroes of Annihilated Empires da averla ideata fin da subito come una trilogia (ecco perchè quel “Chapter 1”) e da averne finanziato ben cinque libri (nessuno dei quali tradotto in italiano, purtroppo); purtroppo i risultati sperati non sono arrivati e nel 2011 la compagnia ha chiuso senza aver dato alcun erede a questo sottovalutato strategico.

Ma a conti fatti, com’è il gioco?

Il gameplay si basa su un’interessante mescolanza di elementi RPG e RTS; i primi si ritrovavano nell’utilizzo del nostro eroe, sulle sue statistiche, magie ed oggetti da equipaggiare; i secondi invece costituivano la classica costruzione, raccolta di risorse ed arruolamento di uomini.

La campagna, piacevole e mediamente longeva, ci mette nei panni di un Ranger elfico e ci pone fin da subito ad affrontare la minaccia dei non morti, la trama è ben scritta e non mancano i colpi di scena.

Nelle più tipiche schermaglie invece possiamo usare, ovviamente, tutte e quattro le razze. Nani, Elfi, Non Morti e Cryo; tutte differenziate sia per estetica che per meccaniche. I primi si basano sulle armi da fuoco e sui golem, i secondi fanno affidamento sugli archi e sui centauri per il corpo a corpo, i Non Morti reclutano grandi quantità di truppe corpo a corpo più altre creature della notte (vampiri, lich, fantasmi…) per i combattimenti sulla distanza, gli ultimi invece si basano sugli yeti e sulle creature del gelo, rallentando prima i nemici con la magia per poi finirli con la fanteria.

Nelle partite singole però, la cosa più particolare è la scelta che si deve fare ad inizio partita: RPG o RTS? Questo dilemma è posto in un modo molto semplice, i primi lavoratori possono essere evocati unicamente con una magia, questo incantesimo però pietrifica il nostro personaggio per ben 30 minuti dopo l’attivazione, privandoci dell’ utilizzo del nostro campione per l’intera durata. Qualora non volessimo però usare la magia potremmo comunque usare il nostro personaggio per uccidere i mostri neutrali, ottenere equipaggiamento ed esperienza, comprare magie ed arruolare mercenari dai campi di unità neutrali sparsi qua e là per la mappa. Questa decisione modifica radicalmente il gameplay, rendendo il tutto più vario ed interessante.

Il comparto tecnico si difende bene tutt’ora, con colori accesi ed un primo tentativo di effetto 3d (seppur ancora molto grezzo), l’unica vera mancanza a cui si potrebbe faticare ad abituarsi è l’assenza totale dello zoom e la sostituzione di questo con una piacevole rotazione della visuale, sempre effettuabile con la rotella del mouse.

Le battaglie che vedremo prendere vita potranno quindi essere sì scontri fra enormi eserciti (che recluteremo puntualmente con un bel po’ di sano morbo di parkinson sul mouse), vedere draghi che affrontano zeppelin e scheletri marciare in massa, ma potremmo anche vedere intere orde di nemici schiantarsi contro il nostro eroe e morire in pochi istanti…o ucciderci e porre fine alla partita.

La soundtrack invece, composta da soli 6 pezzi, è straordinaria. Tutti e sei i brani sono sensazionali e non è raro ritrovarsi a fischiettarne uno dei motivetti.

Parliamo invece di difetti, purtroppo ce ne sono anche qui. Innanzitutto un’intelligenza artificiale non sempre brillante, una fastidiosa scarsità di mappe per la modalità schermaglia, la mancanza di strumenti per l’organizzazione degli eserciti (sarà impossibile creare delle formazioni decenti senza impiegarci almeno due minuti a posizionare ogni singolo frangente)ed, infine, uno scarso numero di fazioni; ok, sono tutte abbastanza carine e particolareggiate, ma quattro sono poche, sia per allora che per adesso.

Heroes of Annihilated Empires è da un lato un RTS vecchio stile, dall’altro un RPG innovativo; il tutto fuso ad un sacco di unità a schermo, un buon comparto tecnico ed un’ottima colonna sonora. Un gioco che avrebbe decisamente meritato un successore, migliorato dove questo capitolo manca.

Peccato, un vero peccato.

 

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