New Ultimate Spider-Man: un nuovo ragno in città

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Salve a tutti! Vedendo un nuovo eroe in questa nuova città (che di nuovo non ha un beato nulla, però fa figo), ci vuole un nuovo recensore per una nuova avventura! Il mio nome è Gerald, meglio conosciuto come Elguercio, e questo è ciò che farò da ora in poi!…. Ma non hai fatto niente ancora, mi direte….. ok avete ragione…. ma a tutto c’è rimedio!

Dunque, first things first. Di che cosa mi occupo? Di tutto, dai fumetti ai videogiochi, passando per i libri e in genere ogni tipo di medium. Come lo faccio? Beh con la mia dissacrante e spensierata simpatia, mi pare ovvio!… Non ci avete creduto, eh? Beh, almeno ci provo, e ogni tanto ci azzecco… spero… Comunque, una cosa che ho molto a cuore sono gli eroi, di tutti i tipi, e primo fra tutti quello che, secondo me medesimo me stesso, rappresenta al meglio l’ideologia eroistica che ci è stata passata dall’epica greca fino ad arrivare a Rocco Siffredi (non ci si sorprende mai di come gli italiani scelgano i loro eroi popolari… forse dovremmo però). Il personaggio a cui mi riferisco è Peter Parker, meglio noto al secolo come Spider-Man. Si, ok, avete ragione. Con al secolo ci si riferisce al nome reale, però Peter è un caso a parte. Perché oramai nessuno pensa più all’uomo sotto alla maschera, oramai si tratta tutto di grandi menate tra gente con super poteri, e la cosa un po’ mi scoccia. Il primo grande passo compiuto in casa Marvel fu quello noto con la grande formula “supereroi con super problemi”, in modo che anche la loro vita privata, ciò che accadeva senza maschera, fosse importante tanto se non più di quello che facevano belli agghindati nel loro costume.

Tornando a noi -non ho mai capito perché si dica così-, non parlerò propriamente di lui, ma del suo successore nell’universo Ultimate, universo alternativo al Terra 616 classico, nato nel 2001 per “avvicinare nuovi lettori, troppo giovani per ricordare le origini dei supereroi”, nel 2011 rinnovato ancora una volta con una nuova serie, New Ultimate Spider-Man, scritto dal millenario scrittore di questo personaggio, Brian Michael Bendis, e disegnato da una straordinaria Sara Pichelli. Questi è Miles Morales, tredicenne afroamericano con una vita piuttosto semplice. Nessun disagio, nessuna famiglia che lo ha lasciato dai suoi zii diosolosaperché, una bella mamma (sexy a detta dell’amico Ganke… solo da lui… certo…), un padre affettuoso e con un grande senso di giustizia. È solo leggermente xenofobo verso i mutanti, ma sperando di riuscire in futuro, magari approfondendo in generale gli eventi dell’universo Ultimate, a parlarvi un po’ anche del Peter Parker di questo Universo, la cosa è anche comprensibile. Insomma ha una gran bella famiglia! Ah già, suo zio Aaron, noto ai più come Prowler, è un super-ladro ricercato da Interpol, FBI e SHIELD, e suo padre potrebbe essere stato un serial killer di fama mondiale (non si capisce NIENTE su questo aspetto), ma a parte questo è una famiglia normale.

Il suddetto zio super criminale, introducendosi, illegalmente, mi pare ovvio, in un laboratorio Oscorp (nome che spero vi sia familiare) ruba una certa quantità di oggetti di oscura utilità (ad oggi non ne so nulla) e, per sbaglio ( *cough* deus ex machina *cough*) un ragno geneticamente modificato gli ci si infila nella borsa. Il ragno morde Miles e lui ottiene poteri ragneschi. I suoi nuovi poteri non li usa subito, perché lo Spider-Man originale è ancora in circolazione, e quindi cerca di vivere la sua vita normalmente. Un evento straordinario, soprattutto perché era una cosa MAI provata prima da altri scrittori dell’arrampicamuri di Terra 616, lo costringerà però a prendere atto del suo ruolo e delle sue responsabilità (una parola scelta non casualmente). Infatti assiste in diretta alla morte effettiva e definitiva di Peter Parker. No, non è un grande spoiler, capitemi è passato un anno e non prescinde la bellezza del nuovo o del vecchio Spider-Man essere a conoscenza di questo dettaglio (lo so per esperienza personale). Insieme a Peter muore anche Norman Osborn (dettaglio non da poco), nel suo solito tentativo di porre fine alla vita di Peter (con la Marvel non ritornano a volte, ritornano sempre). Miles, come già detto, assiste a tutta la scena e non interviene, anche perché arriva troppo tardi, e questo sarà il primo di molti dei grandi motivi che lo spingeranno a prendere il posto dell’eroe, ovvero il senso di colpa per non aver scelto di mettere prima un costume ed iniziare a combattere il crimine. Altro grande motivo è il suo dialogo con Gwen Stacy (è un universo parallelo, quindi lei è viva, più o meno, e ve ne parlerò più in là) insieme alla scena più bella e toccante che abbia mai visto come sfondo, in cui è lei a dare a Miles la fatidica frase che anche per il nuovo Spider-Man sarà il motore di pensiero ed il suo motto: “Peter credeva che da un grande potere derivino grandi responsabilità” (come vi ho detto ritornano sempre). Anche se dopo iniziali problemi con le autorità e con l’adattarsi al suo nuovo stile di vita, Miles inizia la sua nuova carriera da supereroe, mostrando grande tenacia insieme a grandi fallimenti (epici a volte), che servono a far capire anche al lettore che comunque è di un tredicenne ancora inesperto che stiamo parlando, e che deve capire ancora molte cose. Ultimo evento di cui vi parlerò è la scoperta da parte dello zio di Miles, Prowler, del suo segreto, che cercherà di usarlo a suo vantaggio.

Non scenderò in dettagli, vorrei che voi lo leggeste e che capiste, cari lettori (spero siate più di uno), che ciò che ho detto ora è solo una punta di un gran bel iceberg, e che non potevo fare a meno di dire certe cose se volevo parlarvi in modo chiaro di cosa potrebbe presentarvi questa nuova storia. Oltre a ciò posso darvi il mio commento su alcune questioni. La più grande critica mossa forse a questo nuovo eroe è il colore della sua pelle. Non è stata una critica razzista, ma più che altro per un motivo contrario, cioè la paura dei lettori era che questa fosse solo una mossa pubblicitaria dedita al solo scopo di attirare un target maggiore. Se da un lato è probabile che la Marvel avesse questa intenzione, dall’altro è impossibile che questo sia l’unico motivo. A mio modestissimo parere, era un tentativo di cambiare qualcosa, di introdurre elementi nuovi anche per ampliare l’esperienza di lettori che già da tempo seguivano il vecchio Peter in Amazing Spider-Man (stessa cosa forse hanno cercato di fare con Superior Spider-Man), tant’è vero che hanno anche dato a Miles poteri che Peter mai ha visto. La storia, poi, regge bene. I personaggi secondari sono abbastanza interessanti, non sopra le righe ma neanche ad un livello fuori scala di bruttezza. I nemici sono gli stessi di prima praticamente, e già piacendomi non posso cambiare idea su questo. In più sento fin dentro le ossa che c’è qualcosa in ballo per questo personaggio, che in molto è simile all’eroe che desideravo essere da bambino, e quindi anche questo gioca a favore dell’opera. Beh per questa volta è tutto! Spero che la lettura vi sia piaciuta e che ne vogliate molte altre. Kawabonga e altri saluti dal vostro (spero in futuro) amato Gerald di quartiere.

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