MOBA: Un vasto e bellissimo mondo ma…. con quale cominciare?

Ecco a voi una non-troppo-approfondita analisi dei maggiori esponenti del genere nell’intento di aiutare chi, forse perchè vissuto in un bunker antiatomico per tutta la propria esistenza, non si è mai approcciato a questo tipo di videogiochi.

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Un MOBA (Multiplayer Online Battle Arena) è un genere che sta impazzando negli ultimi anni grazie a League of Legends. Inventato da una semplice mod di Warcraft III, chiamata DOTA, e da una mappa personalizzata di StarCraft, è un tipo di gioco caratterizzato da mappe non troppo estese o articolate, attraversate (questo nelle modalità più comuni e classiche) da tre strade separate e sorvegliate da una serie di torri e strutture.

Il giocatore, una volta scelto un personaggio, si unisce ad una squadra di altre quattro persone e ne combatte un’altra tentando di distruggere tutti gli edifici nemici senza perdere, nel frattempo, i propri. La partita si conclude quando la struttura finale di una squadra viene distrutta.

Ad assistere i giocatori ci sono dei soldati comandati dall’intelligenza artificiale i quali marciano risoluti verso il nemico, utilissimi come carne da macello e fondamentale fonte di oro per chi dà loro il colpo di grazia.

Queste caratteristiche le hanno più o meno tutti gli esponenti del genere MOBA, ma un iniziato a questo universo, con cosa dovrebbe cominciare?

Ecco a voi una non-troppo-approfondita analisi dei maggiori esponenti.

Direi di iniziare col più famoso e giocato: League of Legends.

Questo interessante titolo, più noto a tutti come LoL, è stato uno dei primi ad uscire ufficialmente come gioco stand-alone e non come mod. La più interessante innovazione che portò all’intero mondo dei videogiochi fu il sistema di free2play adottato dalla Riot Games. Questo infatti garantiva all’utente comune, quello che non spendeva un centesimo, tutti i contenuti disponibili eccetto gli aspetti personalizzati dei personaggi; tutto il resto era fin da subito ottenibile senza troppe difficoltà. Questa innovativa strategia si rivelò vincente e sia i giocatori che i soldi non tardarono ad arrivare, per League of Legends.

Il gameplay è il classico: visuale isometrica, grafica piacevole, tante abilità diverse e il solito negozio per comprare oggetti usando i soldi guadagnati dai minion e dalle uccisioni; questi oggetti, per chi non lo sapesse, sono limitati alle singole partite e vanno comprati di volta in volta.

Consiglierei questo gioco ad un nuovo giocatore? Sì, LoL è infatti molto user-friendly, gradevole esteticamente e semplice nelle basi. Ovviamente richiede molto tempo per essere padroneggiato e le tecniche più avanzate potrebbero richiedere anche anni; la community invece non è decisamente fra le migliori, anzi…

Con più di 100 personaggi e 67 milioni di giocatori attivi mensilmente, questo divertente prodotto è il MOBA più giocato ed apprezzato in tutto il mondo.

DOTA 2, invece, è il seguito ufficiale di quella famosa mod che inventò il genere di questi videogiochi, e per quanto la Valve (forse per sentirsi più “trasgre” o chissà per quale motivo) insistette sul definirlo ARTS – Action Real-Time Strategy è senza ombra di dubbio il secondo MOBA (perchè è un MOBA, diamine!) più giocato. Nonostante il sistema free to play adottato sia molto simile a quello del suo diretto concorrente, questo videogioco non mancò di introdurre novità. Prima fra tutte uno stile grafico più tetro e particolareggiato, una mappa con molti elementi distruttibili e l’introduzione del ciclo giorno-notte nelle partite.

Qui fin da subito si hanno tutti i personaggi (il che può essere sia una cosa positiva che negativa) e i soldi (quelli reali, quelli che noi tutti ci promettiamo di conservare senza mai avere successo) si possono spendere per comprare singole parte di equipaggiamento apportando modifiche puramente estetiche. Unire una serie di pezzi per creare l’aspetto che più ci aggrada dona un gradevole tocco di personalizzazione ed unicità.

La domanda è ancora quella: consiglierei questo gioco ad un nuovo giocatore? No.

DOTA 2 è fin troppo complicato e assolutamente non user friendly; perfino un giocatore veterano di LoL potrebbe avere problemi ad approcciarsi a questo titolo. Attenzione però, questo non vuol dire che io non consigli questo gioco, anzi, è di una qualità sicuramente indubbia; dico solo che sarebbe meglio non approcciarsi al titolo in questione senza alcuna precedente esperienza col genere.

Inoltre, la community decisamente troppo aggressiva e poco amichevole non aiuta; si pensa infatti che sia la peggiore di tutti i Multiplayer Online Battle Arena.

L’ultimo gioco che affronteremo oggi è il più recente Smite; questo prodotto, forse perchè arrivato quando lo scenario dei MOBA era già dominato dalla concorrenza, è quello che a prima vista può apparire come il più innovativo. Innanzitutto i personaggi sono niente di meno che divinità realmente adorate nel passato, provenienti dalla cultura greca, romana, egiziana, cinese, maya e indù. Ma soprattutto la visuale è in terza persona! Già, non isometrica come negli altri, è posizionata alle spalle del nostro eroe (o, in questo caso, dio); questo fattore dà una maggiore azione al tutto non sfavorendo però il livello di strategia. Da citare anche la piacevolezza delle modalità meno canoniche, le quali godono di tanta popolarità quasi quanto quella principale. Infine, molto apprezzabile una certa semplicità negli oggetti da acquistare (quelli all’interno delle partite) aiutando molto il nuovo giocatore a decidere che cosa comprare (per i più inesperti è comunque presente la funzione di auto-acquisto, gestita totalmente dal computer). Ah, dimenticavo, la maggior parte degli aspetti sono comperabili anche con i punti ottenuti giocando! Non tutti e non a prezzi modesti, ma comunque c’è la possibilità di farlo.

Parlando delle funzioni fuori dalle partite, invece, ho apprezzato molto il matchmaking e il sistema di ranking (le partite classificate) che paiono più bilanciati rispetto la concorrenza.

Consiglierei questo gioco ad un nuovo giocatore? Assolutamente sì.

Se preferite i giochi un po’ più action rispetto i classici strategici o MOBA, Smite è come un faro di Alessandria nelle profonde oscurità dell’Ade, buttatevici a capofitto.

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