Merlin: l’amicizia è la vera magia

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Bentornati, oggi cambio tipo di recensione, non tratterò un film ma bensì una serie televisiva di una strana bellezza, parlo di Merlin, serie tv basata sui racconti di Re Artù e dei cavalieri della tavola rotonda.

Questa serie nasce nel 2008 da una casa inglese indipendente e rivisita ampiamente la leggenda della storia originale, si discosta molto dall’opera originale creando una nuova storia più moderna; la storia racconta le vicende di un giovane ragazzo dotato di poteri magici di nome Merlino, costui si dirige a Camelot alla ricerca del suo destino imbattendosi nel principe Artù con cui attacca briga fin da subito ma nello stesso tempo apprende una dura verità, a Camelot è proibito l’uso della magia e chiunque venga colto in fragrante viene condannato a morte. Qui Merlino conosce un vecchio di nome Gaius che diventerà con il tempo una specie di padre e mentore, diventa servitore del principe dopo avergli salvato la vita dinanzi agli occhi del re Uther, con questo avvenimento cominciano le loro avventure tra pericoli e mostri, magie e sortilegi; col tempo il rapporto tra Merlino e Artù cresce creando tra di loro un profondo legame, puro e sincero che è possibile riassumere in una sola parola: Amicizia.

Come detto prima, la serie si discosta molto dalla leggenda, nella storia che tutti conosciamo il rapporto che vi è tra Merlino e Artù è quello di maestro e allievo, la magia viene praticata liberamente dal mago e il principe, fin dall’infanzia, cresce con dei sani principi mentre nella serie tv, ci viene presentata una Camelot chiusa con un re tiranno e un principe spaccone ma è proprio durante il primo incontro che succede la vera magia; Merlino sfida apertamente Artù davanti a tutti provocando nel ragazzo il primo cambiamento, impara cosa vuol dire il rispetto verso qualcuno che non ha paura di dire ciò che è giusto ed è proprio in quel momento che nasce l’amicizia tra i due. Questo sentimento viene esteso per tutte e 5 le stagioni in maniera diversa ma sempre presente e costante, ad un certo punto la storia viene anche messa da parte per concentrarsi sui due protagonisti e sulla loro crescita, viene dimostrato come l’affetto e la stima reciproca cresce di puntata in puntata diventando inseparabili; una delle cose più belle della serie è la capacità di reinventare gli avvenimenti e spiegare come si è arrivati ciò, vado a spiegare meglio. Nei racconti Merlino viene rappresentato come un vecchio saggio che vuole costruire un regno giusto e per questo prende un bambino e lo cresce personalmente in modo che abbia le giuste qualità per divenire re e unificare quelle terre, qui invece ci troviamo difronte ad un Merlino giovane e inesperto che non sa padroneggiare le sue doti magiche e ogni giorno si allena con costanza per migliorarsi e per proteggere re e principe, stesso discorso vale per Artù, egli è bullo moderno, fa lo spaccone e si crede superiore ma con il tempo, e grazie alla compagnia di Merlino, riesce ad acquisire quelle qualità che lo porteranno ad essere il vero re che può riunire Albione.

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La serie non manca certo di azione e in ogni puntata vi è sempre qualche nemico da fronteggiare che mette e dura prova la quotidianità del regno, si passa da stregoni malvagi a orchi, dai re che vogliono la guerra ai draghi fino a quando il vero cattivo della storia non si presenta ovvero Morgana; questa donna è la figliastra di Uther che cova dei poteri magici sopiti, con il tempo questi poteri vengono alla luce e così anche la verità sulla sua storia provocando in lei un drastico cambiamento trasformandola da sensuale, amorevole e coraggiosa a perfida e senza scrupoli

Gli effetti speciali della serie non si possono dire eccezionali, sono nella media per una serie televisiva che sa il fatto suo ma di certo si può fare di meglio, molto meglio ma d’altronde questo è un peccato su cui si può chiudere un occhio, in questo caso

I personaggi sono il vero fulcro della storia, ben caratterizzati per tutto l’arco stagionale, hanno una loro personalità anche se verso le ultime stagione vi ne sono parecchi che finiscono a fare da contorno anche se ogni tanto gli viene dedicata qualche puntata; la recitazione è nella norma, non eccelle ma non è nemmeno pessima, gli attori se la cavano ma si potrebbe avere di meglio.

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In conclusione questa è una serie tv fatta davvero con criterio, non si concentra sulla spettacolarità o sulla storia ma nei rapporti tra i personaggi, specialmente per i due protagonisti; dialoghi interessanti e particolare merito va all’ultima puntata, priva di qualsiasi tipo di azione ma molto profonda che riassume in essa tutto ciò che la serie vuole comunicare. Quindi è una serie tv che consiglio a tutti di vedere perché merita.

 

 

 

 

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La serie viene sviluppata in Inghilterra, patria di un grande attore che ha fatto la storia del cinema, Christopher Lee, un uomo che ha saputo interpretare tanti ruoli variando in ognuno di essi, un attore con la A maiuscola, addio Sir Christopher Lee.

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