MEMENTO MORI – Benvenuti nell’incubo

Al Play abbiamo avuto occasione di provare Memento Mori, opera prima di Andrea Ferrari, Marco B. Bucci e Andrea Felicioni. Questo gioco di ruolo a metà tra l’horror e il fantasy è uscito in occasione della scorsa Lucca Comics&Games ed è già in attesa di un’espansione…
Ma di questo vi diremo di più alla fine!

Di cosa parla Memento Mori?
Siamo nel Medioevo, la peste si sta diffondendo in tutta l’Europa, decimando ricchi e poveri. Un incubo che ha aperto le porte a mostri, succubi, folletti ed altre creature provenienti da una dimensione parallela chiamata “Oltre il Velo” e accessibile da pochi eletti tramite portali e strappi nella realtà.
I giocatori interpretano degli Erranti, ovvero degli appestati che per un misterioso motivo hanno l’occasione di vedere ciò che si trova Oltre il Velo, un mondo oscuro e spaventoso che rimane celato alla maggior parte degli esseri viventi ma che dona ai nostri personaggi dei poteri oscuri per realizzare i propri sogni, corrompendoli.
L’ambientazione è cruenta, spietata, assolutamente immersiva e inadatta agli stomaci deboli: nei testi, così come nelle illustrazioni di cui è ricco il manuale, non vengono risparmiati dettagli sanguinosi che potrebbero infastidire alcuni.
Ma veniamo al manuale: ovviamente non si deve mai giudicare un libro dalla copertina, ma questo piccolo tomo attira subito l’attenzione! Rilegato in tela, con dettagli dorati, somiglia quasi ad un libro antico. La stessa impressione si ha sfogliando le pagine dai bordi anneriti zeppe di disegni e schizzi di oggetti e creature mostruose.

Sebbene Memento Mori si concentri più sulla narrazione e sull’atmosfera, i creatori non hanno trascurato il regolamento. Le caratteristiche sono rappresentate da quattro organi (cerebro, nervi, cuore e viscere) che indicano quattro diversi approcci alle situazioni.
Il nostro personaggio è un tipo istintivo ed egoista? Oppure un filosofo gentile e generoso? A seconda del carattere del personaggio e del suo modo di affrontare la vita, tireremo i dadi corrispondenti al punteggio di “sangue” sommati a quello dell’organo prediletto. Interessante come a questi dadi se ne possano poi aggiungere altri, legati al nome, ai suoi legami affettivi o materiali, alle sue virtù. Insomma, ogni tratto del personaggio, se in linea con quello che serve alla narrazione, potrà aiutarlo a superare gli ostacoli.

Ma la vera chicca è la meccanica dell’annerimento.
Avete presente D&D, dove il personaggio con il passare dell’avventura diventa sempre più forte? Sì?
Ecco, dimenticatelo!
Qui giochiamo degli appestati, delle persone malate e destinate inevitabilmente alla morte, la cui essenza viene progressivamente contaminata. Ogni volta che i personaggi falliscono un tiro o subiscono un trauma fisico o psicologico anneriranno il proprio sangue e, una volta terminato lo spazio a disposizione dovranno scegliere se corrompere un organo, un legame, una virtù o anche il proprio nome. Ogni volta che questo avviene riceveranno dall’Oltre il Velo dei poteri oscuri, che doneranno loro delle nuove capacità magiche. Se prima il nostro caro personaggio grazie alla virtù “cerusico” sapeva guarire ogni tipo di malattia, ora dopo averla corrotta sarà forse in grado di far spuntare bubboni pestiferi su tutti quelli che tocca.

Dal punto di vista del game master l’unico difetto è riuscire a tenere unito un gruppo di personaggi con aspirazioni diverse, provenienti da ceti diversi in un mondo in cui la posizione nella società era determinante. È un ostacolo facilmente aggirabile con un po’ di ingegno, che non rovina l’esperienza di gioco.
Alcuni potrebbero storcere il naso di fronte alle campagne di breve durata per cui è pensato il gioco: specie quelli che amano crescere insieme ai propri personaggi potrebbero trovarsi disorientati di fronte a un mondo che ha il preciso scopo di distruggerli e renderli sempre più simili ai mostri da sconfiggere.

Insomma, Memento Mori è da provare e riprovare per immergersi a fondo nelle sue atmosfere cupe e folli.
E c’è anche una novità: quest’anno, a Lucca, uscirà la sua prima espansione! Un nuovo volume comprendente un bestiario, un grimorio e un erbario, intitolato Coex.
Noi siamo già sotto il loro stand, pronti per nuovi contenuti e una nuova demo. Cosa aspettate a raggiungerci?

Vi è piaciuto l’articolo? Condividetelo e seguiteci anche su Facebook per rimanere sempre aggiornati!

Condividi su

“Non tutti gli erranti son perduti” diceva uno famoso, e anch’io ogni tanto mi trovo a peregrinare tra una storia e l’altra: film, libri, fumetti e giochi di ruolo scandiscono le mie giornate. Colleziono dadi e bottiglie vuote, mi piace dormire e perdermi nei boschi e ogni tanto trovo pure il tempo per studiare.