Mary Barton

Widnes_Smoke

Ormai abbiamo capito che mi piace leggere, in particolare ho sempre amato i romanzi inglesi; è in parte per questo che ho scelto poco tempo fa di trasferirmi a Londra e iniziare a studiare letteratura inglese, perché…quale posto è meglio dell’Inghilterra per studiare letteratura inglese?

Alla fine della prima, sconvolgente, settimana di lezioni mi avevano già assegnato tre libri da leggere, ovviamente in poco tempo.

Tutti sanno quanto sia spiacevole dover leggere dei libri per forza, sopratutto quando, come nel mio caso, bisogna abbandonare a metà qualche altro libro (stavo leggendo quello nuovo della Rowling!); per questo ho iniziato a leggere il primo di questi tre  in uno stato non proprio di ottimismo, anzi, decisamente controvoglia.

Ma ho sbagliato, perché il libro che ho “dovuto” leggere, Mary Barton, di Elizabeth Gaskell, mi ha ricordato fin da subito il motivo per cui ho scelto di studiare letteratura inglese.

In Italia non è molto conosciuto (mi vergogno un po’ ad ammetterlo ma non l’avevo neanche mai sentito nominare) ma pare che qui sia un vero e proprio classico.

Mary è il nome della protagonista, la storia che si svolge attorno a lei è inizialmente abbastanza semplice e forse un po’ scontata, il classico romanzo con un’eroina combattuta tra due pretendenti, uno ricco e uno no.

Ma se il romanzo si fermasse a questo non sarebbe considerato un capolavoro. Mary è una delle prime protagoniste di un romanzo ad appartenere alla così detta “working class” figlia di un disilluso operaio che cerca di combattere per i diritti dei lavoratori negli “hungry forties” e cioè gli anni quaranta dell’800, segnati dal cambiamento nello stile di vita delle classi più povere dopo l’industrializzazione, e un’insormontabile divisione tra classi sociali.

L’autrice conosceva bene le condizioni dei lavoratori e le loro richieste, aveva sposato il pastore di una cappella di Manchester famosa per essere il punto di incontro di lavoratori e intellettuali con idee progressiste; attraverso questo romanzo cercava di lanciare un messaggio alle classi più alte, per avvertirli del pericolo che potevano correre continuando ad ignorare le basiche richieste di diritti dei lavoratori. Il mezzo che utilizza narrativamente per descrivere questo pericolo è un delitto, l’omicidio di qualcuno vicino alla protagonista, che deve dimostrare la sua maturità, la sua indipendenza, facendo una scelta dalla quale dipenderà la vita di altre persone a lei care.

 

anna

Sono Anna, nata a Grosseto nel 1995 ma fiorentina. Le mie passioni sono il tè , il cioccolato e soprattutto i libri. Per questo scrivo di libri bevendo tè e mangiando cioccolato.

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