Mansfield Park (e la mia rabbia contro gli adattamenti)

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“Mansfield Park” è un altro dei libri che stanno sulla lista del mio corso di letteratura.Quando  a settembre l’ho letta ero felicissima. L’unico libro di Jane Austen che mi mancava, e che ho deliberatamente aspettato a leggere, perché non volevo che “l’esperienza Austen” finisse.

Ogni suo libro che leggo mi fa sempre lo stesso effetto,non volevo esaurire quell’emozione, la stesso di quando aspettavi che uscisse il nuovo film di Harry Potter per fiondarti al cinema il prima possibile. Pensate aspettare di vedere l’ultimo per anni. Io ho aspettato per anni e quando finalmente l’ho letto non mi ha deluso.

Dicono che mansfield park sia il libro più importante (al livello di stile, di contenuti, di maturità) della scrittrice; ma anche il meno amato. Non è difficile intuire il perché; “l’eroina”, Fanny Price, è tutto tranne che un’eroina; non assomiglia affatto a Elizabeth Bennet di “Orgoglio e Pregiudizio”, né a Emma.

Fanny è una ragazza completamente passiva, non fa assolutamente niente, è la personificazione della moralità, della rettitudine, oggi la chiameremmo decisamente una “moralista”, in senso dispregiativo. Subito dopo averlo finito mi sono andata a guardare due degli adattamenti, uno del 1999 e uno del 2007; ho trovato incredibile come abbiano cambiato la protagonista.

Nel primo Fanny sembra tutti tranne che Fanny, è una ragazza “sbarazzina” che scrive “storie” (il personaggio vero non scriverebbe mai storie, sopratutto non spiritose come quelle del film) persino il modo in cui si muove fa capire che non è lei. Lo stesso vale anche per il film del 2007.

Per quanto persino a me non sia molto simpatica la protagonista (e io non ho quasi mai da ridire sulla Austen) il libro ha un suo senso, una sua logica per cui serviva quella protagonista, perché senza è solo una storia d’amore nell’Inghilterra dell’ottocento. quanto mi da fastidio che non siano stati fedeli al libro (secondo me). Ma lo avrà saputo cosa voleva scrivere o no?!

Comunque, mi sembra doveroso rendervi partecipi di almeno i tratti salienti della trama: Fanny Price fa parte di una famiglia abbastanza povera; le sorelle della madre invece si sono “sposate bene” e decidono di “aiutare” la sfortunata sorella facendosi carico  della maggiore delle figlie, Fanny. Questa, pur vivendoci insieme, non viene trattata al pari dei figli della zia, essendo molto riservata. L’unico che si accorge sempre di lei è uno dei cugini, Edmund, del quale è innamorata. l’Arrivo dei fratelli Mary e Henry Crowford complica un po’ (molto) il delicato equilibrio che si era stabilito a Masfield Park.

Scusatemi l’invettiva contro i film (che poi sono anche fatti bene) ma sono stata presa da un’attimo di rabbia. Consiglio vivamente di leggere il libro.

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