“L’ultima Eclissi” di James Rollins

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L’ultima ecclissi di James Rollins è un gradevole romanzetto fantascientifico d’avventura. E ad un lettore poco voglioso di ingombranti pesantezze e poco pretenzioso ciò può anche bastare. Il libro infatti si legge in una notte, forse in una notte e nella mattinata successiva nel caso in cui siate particolarmente flemmatici nella lettura. E in ciò si racchiude quello che potremmo definire un grande pregio per un romanzo di evasione: la leggerezza e la fugacità. In verità le pagine da leggere sono pure molte (450) ma scorrono come le acque di un torrente in piena e non presentano particolari complicazioni narrative. Dunque una qualità del volume è la facilità di lettura e la semplicità dello stile: ovviamente, in tal caso, un pregio è anche l’altra faccia di un difetto.

James Rollins

Ma veniamo a qualche rapido accenno alla trama. Nel corso di una eclissi memorabile si scatenano una serie di terremoti di grande intensità lungo la costa occidentale degli Stati Uniti d’America. Los Angeles è praticamente ridotta in macerie. Intanto Karen Grace, un’antropologa impegnata in lavori di studio nell’Oceano Pacifico, incappa in alcune scoperte sconcertanti in senso archeologico e storico. A quanto pare sui fondali dell’oceano riposano i resti di una antichissima civiltà che conosceva l’uso di materiali dalle proprietà incredibili e quasi magiche. Nello stesso lasso di tempo Jack Kirkland, un agente federale, viene assegnato alla risoluzione di un caso clamoroso: l’Air Force One è precipitato proprio nell’Oceano Pacifico, e il Presidente degli Stati Uniti ha tragicamente perso la vita. Dopo una serie di avventurosissimi eventi, le storie del federale e dell’antropologa si troveranno intrecciate e la situazione sarà risolta per mezzo di un espediente inverosimile e assurdo: uno sbalzo temporale che riporterà tutto indietro, magicamente.

La storiella ha anche la sua freschezza e il suo appeal, presenta pure delle caratteristiche positive, indubbiamente, ma nel complesso il nocciolo attorno a cui si dipana la trama è onestamente troppo inverosimile. E’ certamente vero che una scoperta di quel calibro effettuata sul fondo dell’Oceano Pacifico rivoluzionerebbe la nostra concezione della Storia laddove si verificasse, ma i risvolti per così dire fanta-tecnologici della vicenda sono eccessivamente surreali.

Ultima eclissiPositivo, invece, il ritmo narrativo e la capacità dell’autore di mantenere sempre alto il flusso della lettura, insomma difficilmente ci si annoia. Si tratta comunque di un romanzo che può essere letto senza troppa accortezza, proprio perché le pretese sono molto basse dal punto di vista letterario. Alla fine della lettura vi rimarranno ben poche reali conoscenze sul mondo, ma avrete comunque goduto comunque di una avventura che a tratti vi rilasserà, a tratti vi ecciterà pure, e non arriverà mai a stancarvi.

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Cicero

Sono un accanito lettore. Condividerò con voi alcune mie riflessioni e cercherò di invitarvi alla lettura. Ché è meglio.

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