L’uccello che girava le viti del mondo

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Stanchi della folla di gente che invade le spiagge, non potete ritirarvi in un luogo sperduto senza che nessuno vi rompa? O siete già da soli e volete qualcosa che vi rilassi e non vi faccia pensare a nulla? Allora esiste il libro per voi, o meglio lo scrittore, sto parlando del “l’uccello che girava le viti del mondo” di Murakami Haruki scrittore di origine Giapponese, edito da Einaudi Super ET. Come forse si era già capito dai miei precedenti articoli non sono qui per recensire libri, per svariati motivi uno fra tutti il fatto che non sono nessuno per farlo, infatti quello che cerco di fare è darvi una mia opinione e consigliarvi l’acquisto di un titolo che, in qualche modo mi ha molto colpito, diciamo che con questo titolo rischio un po’, perché non è una lettura adatta a tutti non per la difficoltà dell’argomento anzi, più che altro per lo stile dello scrittore, alquanto particolare.

Per cercare di spiegarmi meglio, quando leggo una sua storia entro nella sua dimensione e mi sembra di vivere in una bolla d’aria in mezzo al mare, sono simpatico visto che ricordo il mare anche a quelli a casa davanti al computer eh?, però tornando seri questa è l’impressione che ho mentre leggo un suo romanzo, il mondo diventa coperto di ovatta e si allontana dalla mia percezione, ogni mio gesto assume un peso e un valore diverso.

Foto di Murakami Haruki.

Ora so che può sembrare poco credibile come cosa, ma ci metto ore, se non giorni, ad uscire da questo stato, quindi quando dico:” Non è una lettura per tutti”  mi riferisco più che altro a questa sensazione che può non piacere affatto.  Ritornando al nostro titolo si  parla di Okada Tōru e di sua moglie Kumiko, il tutto parte da degli episodi di per sé insignificanti, che avvengono dopo che il nostro protagonista ha consegnato le dimissioni e vive da casalingo svolgendo tutte le mansioni che prima si divideva con la moglie, a seguito di questo evento succedono due cose la prima la scomparsa del gatto di famiglia, la seconda è la chiamata anonima di una donna che desidera fare sesso telefonico con Okada; da questi fatti, apparentemente normali, si susseguiranno eventi che non rientrano affatto nella normalità e che ci porteranno nella dimensione dello scrittore; tutti ciò, in particolare gli elementi che ci sembrano più casuali, saranno solo una metafora utile per provare a districare la complessità, che si può creare nel rapporto di coppia, derivata dallo scontrarsi di due universi affini, ma pur sempre diversi, che portano con sé vari tipi di problematiche a volte riconoscibili, a volte non visibili e che hanno una loro struttura determinata dalla loro genesi e da come si sono evoluti.

Questo è Murakami, un insieme di elementi che se uniti, legati insieme e visti dalla giusta angolazione rendono tutto chiaro e comprensibile, il paragone immediato da fare, vista anche la nazionalità dello scrittore, è l’origami, un insieme di molteplici passaggi apparentemente “insensati” ma che portano ad una figura complessa e facilmente riconoscibile.

Il mio consiglio è, sempre se siete in vena di provare una sensazione simile, di recuperare questo libro e immergervi nella lettura in modo da giudicare voi gli effetti, nel caso ci siano, e magari condividere con noi commentando le vostre sensazioni; intanto ricordatevi di lasciare un mi piace se vi è piaciuto l’articolo e di condividerlo.

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