Il Libro Della Giungla – Degno remake?

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La Disney in questi anni sta tentanto l’impresa di riportare al cinema i suoi grandi classici in versione live-action ma i risultati, in termini di qualità, non sono sempre stati soddisfacenti, arrivando al punto di stravolgere la storia originale e Maleficent ne è un esempio lampante. Il Libro Della Giungla, diretto da Jon Favreau fa parte anche lui di questa serie di film poco soddisfacenti oppure riesce ad eguagliare la sua controparte animata?

La trama del film è quella che tutti conosciamo. Un neonato viene trovato da Bagheera nel bel mezzo della giungla, lo affida a una famiglia di lupi che lo cresce come uno di loro insegnandogli ad essere un vero lupo. Una vita spensierata e selvaggia per il giovane Mowgli ma tutto finisce quando la minaccia di Shere Khan si presenta; Mowgli è costretto a fuggire dalla giungla per rifugiarsi nel villaggio degli uomini dove sarà al sicuro dalla tigre ma ci riuscirà?

Il film tratta dell’evoluzione di Mowgli durante il corso della sua fuga, cresciuto come un lupo quando non lo è, è un uomo e tutta la pellicola serve per fargli accettare questo ma non solo a lui, anche agli animali della giungla che lo hanno visto crescere capendo che, alcune volte, l’uomo è la soluzione hai problemi e non l’animale perchè ci sono cose che gli animali non riescono a fare. Mowgli dimostra più volte la sua intelligenza umana durante lo svolgimento degli eventi e questa sua peculiarità farà in modo che venga apprezzato dalla maggior parte degli abitanti della giungla.

Gran merito di tutto il film son gli effetti speciali veramente impressionanti, l’intera pellicola è stata fatta interamente i green screen, la giungla, gli animali non sono realmente presenti ma tutto frutto di un CGI immensa e con un realismo impressionante e con una particolare attenzione per i dettagli; forse l’unica pecca di questo massiccio uso della CGI è Bagheera che, per quanto sia bello, in alcune scene si nota fin troppo la sua finzione ma per il resto è tutto impeccabile, ogni cosa fatto con cura maniacale, segno che la tecnologia nel cinema sta facendo passi veramente da gigante.

I personaggi sono magistralmente doppiati, le loro voci sono imponenti e quanto mai azzeccate per l’occasione, fra tutti spicca Shere Khan la cui voce mette realmente i brividi e una grande paura nello spettatore ma anche il resto con un Giancarlo Magalli straordinario nei panni di King Louie, una voce possente e straordinaria. Parlando di personaggi, non hanno una caratterizzazione esorbitante ma la loro personalità contiene alcuni tratti interessanti e durante il film hanno, alcuni di loro, una crescita; uno su tutti Baloo, all’inizio si dimostra opportunista e sfruttatore per poi divenire uno dei migliori amici del cucciolo d’uomo e il primo a schierarsi contro la tigre. Bagheera ha il ruolo di guida saggia e accompagna Mowgli lungo tutto il suo viaggio; infine Shere Khan si dimostra un villain spietato e disposto a tutto per uccidere quello che lui odia di più, ovvero l’uomo.

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La colonna sonora è a sua volta magistrale, le musiche son ben composte e riescono a coinvolgere lo spettatore e la canzone “Lo stretto indispensabile” è semplicemente magnifica, riporta gli adulti ai tempi in cui erano bambini ricollegandosi alla controparte animata. Carina invece è la rivisitazione della canzone di “Voglio essere come te” anche se non è all’altezza di quella originale.

Piccola nota negativa del film è proprio il suo protagonista interpretato da un giovane Neel Sethi, attore esordiente che purtroppo offre una performance non particolarmente soddisfacente, l’espressività del viso completamente assente e la staticità del corpo rendono il personaggio di Mowgli meno profondo di quello che si vorrebbe mostrare e con esso anche il suo doppiatore non gli rende giustizia facendo notare fin troppo che si sta recitando una scena.

In ultimo, la Disney e il regista hanno inserito all’interno della pellicola dei riferimenti al loro capolavoro ovvero “Il Re Leone” in tre scene a dir poco fantastiche, un omaggio a un classico intramontabile.

In conclusione, Jon Favreau dimostra ancora una volta di saper trattare pellicole ad alto budget offrendoci un film che rende giustizia all’originale rielaborando leggermente la storia e offrendoci un mondo immenso e fantastico che farà colpo sui bambini e scioglierà gli adulti. Insomma, la Disney questa volta ha fatto centro uscendo da quel girone di rivisitazioni brutte e troppo fuori tono con il personaggio; Il Libro Della Giungla è un film riuscito su tutti i fronti alla fine e il successo che sta avendo è tutto meritato.

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franxy96

Sono un appassionato di cinema e di tutto il suo mondo, volenteroso di condividere la bellezza della settima arte

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