L’Esorcista: spettacolo per gli occhi ma terrore per la mente

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Bentornati ragazzi, in occasione di Halloween ho deciso di recensire un capolavoro che ha dato il via ad un nuovo tipo di film horror: le possessioni demoniache, un genere che è stato sfruttato fino ai giorni nostri avvolte in modo adeguato e avvolte in modo pietoso, ma bando alle ciance perché la pellicola di oggi è L’Esorcista di William Friedkin del 1973 adattamento del romanzo di William Peter Blatty, tratto da una storia vera, di cui qui è anche sceneggiatore.

La trama segue le vicende di una ragazzina Regan Mac Neil che comincia a dare segni di squilibrio mentale per poi scoprire di essere impossessata dal demone Pazuzu e di un prete di nome Damien Karras che ha perso la fede in Dio per poi rinnovarla alla vista della bambina indemoniata, concludendosi  con l’esorcismo finale che metterà a dura prova sia fisicamente che mentalmente padre Merrin, un prete chiamato apposta per l’occasione padre Karras e la stessa Regan.

Dire che questo film è un capolavoro non è abbastanza perché riesce tutt’oggi, dopo 40 anni dall’uscita, a terrorizzare e a sorprendere ma andiamo con ordine: in primo luogo vorrei parlare della sceneggiatura scritta dallo stesso autore del romanzo, inutile dire che ha fatto un lavoro impeccabile in ogni dialogo o in ogni battuta riuscendo ad immergere lo spettatore nel contesto ed in alcuni momenti a terrorizzarlo. Le interpretazioni sono impressionanti, gli attori recitano i modo  perfetto facendo emergere le emozioni che si dovrebbero provare in quei momenti di puro terrore o di preoccupazione; Regan Mac Neil è interpretata da Linda Blair una giovane ragazza che riesce a dare  una prova incredibile nelle varie fasi della possessione o quando la bambina è completamente impossessata ha una sguardo gelido è malvagio, uno sguardo che soltanto il diavolo può avere; padre Karras ha il volto di Jason Miller un prete-psichiatra che ha perso la fede ed  è perseguitato dal senso di colpa per non essere stato accanto alla madre nel momento della morte cercando un modo per redimersi decidendo di aiutare la ragazzina, interpretato magnificamente, (sono monotono lo so), da una prova alquanto notevole facendo trasparire tutte le emozioni che prova in quel momento come i sensi di colpa nei confronti della madre, la rabbia verso il diavolo nella scena finale o lo stupore dinanzi alla bambina nel momento in cui la possessione è completa; Max Von  Sydow ha il compito di interpretare padre Merrin un sacerdote esperto di esorcismi; infine Ellen Burstyn è il volto di Chris Mac Neil la madre della ragazzina una donna preoccupata per la salute della figlia, interpretata magistralmente facendo trasparire le angosce e le paure che una madre dovrebbe provare in una situazione del genere.

Registicamente è fatto con molta cura, le inquadrature sono fatte in modo da tenere alta la tensione e le scene con la bambina specialmente sono di puro terrore anche grazie a vari primi piani; un altro punto registico è il modo in cui la pellicola vuole far paura, un modo psicologico, andando a toccare lo spettatore nell’inconscio, di cui la maggior parte del lavoro lo fanno i dialoghi. Interessante è anche una scena nel buio in cui piano piano spunta la faccia di Regan ormai completamente posseduta, la sequenza in se è molto semplice ma riesce a incutere una suggestione non da poco; stessa cosa per la famosa scena del ragno in cui scende dalle scale a quattro zampe e a pancia in su, una cosa impossibile che colpisce lo spettatore lasciandolo scioccato.

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Gli effetti speciali hanno un ruolo molto rilevante, il trucco della bambina è fatto nei minimi particolari, lo stesso va detto per Max Von Sydow che hai tempi delle riprese aveva circa 40 anni mentre nel film ne dimostra 70, ma anche  il momento in cui Regan gira la testa all’indietro è diretto in maniera ottimale e per l’epoca, ma anche ai giorni nostri, era motivo di svenimento.

In ultimo la colonna sonora è veramente eccezionale, la musica contribuisce a creare tensione all’interno del film ma anche all’esterno, specialmente se visionato di notte e al buio.

Per concludere L’Esorcista è un capolavoro su tutti i fronti, ha creato il genere delle possessioni e diretto magistralmente, recitato con criterio dando l’esempio su come va trattato un horror di questo tipo, una colonna sonora che si amalgama perfettamente con il tono del film, in pratica entra di diritto negli archivi della storia del cinema.

Piccolo appunto personale di cui ci tengo a parlarne: molti che vedono l’esorcista ai tempi nostri dicono che è brutto e fa schifo per i suoi effetti speciali arretrati, ora perché non provate a immaginare di essere negli anni ’70 dove non c’è ancora tutta la tecnologia moderna e provate a guardarlo in quell’ottica come ho fatto io; perché molti film è così che vanno visti per riuscire ad apprezzarli a pieno e non a caso questo particolare film ha provocato non pochi danni ai suoi tempi.

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