L’Era Glaciale 5 – Quando è davvero ora di smettere

Il 22 agosto in tutti i cinema uscirà il quinto capitolo della saga de “L’era glaciale”, ma già il 16 agosto è stato possibile vederlo in anteprima in molti cinema italiani. Inevitabilmente quando si arriva ad un numero così alto di sequel (fino ad ora si tratta della serie animata più longeva) l’originalità non può essere una peculiarità, ma se si tirano in ballo astronavi e viaggi spaziali, forse è perchè non si ha davvero più niente da dire. Tutto infatti prende avvio quando lo scoiattolo Scrat, al solito intento a incastrare la sua ghianda, attiva un navicella spaziale sepolta nel ghiaccio (proprio quella vista per un attimo nel primo film) e finisce per colpire un asteroide che inizia a precipitare verso la Terra. Sul nostro pianeta intanto il bradipo Sid è alle prese con le solite delusioni d’amore, Diego e Shila con la possibilità di avere un figlio, mentre Manny deve invece accettare che sua figlia Pesca sta per sposarsi e se ne andrà via di casa. Dopo una pioggia di meteoriti (anch’essa causata da Scrat che continua ad essere sballottato per tutto il cosmo) il gruppo ritrova Buck, il furetto del terzo capitolo, che li mette in guardia su una disastrosa profezia riguardante l’asteroide e li convince ad andare proprio nel punto dell’imminente schianto per capire cosa lo attragga sulla Terrae come riuscire a fermarlo. Lo schema è quello classico e ricorrente in questa saga del “road movie”, in cui in ogni capitolo il branco deve affrontare un viaggio per raggiungere un certo obiettivo, e anche il quinto non si discosta dalla sua “comfort zone”. Il problema è che nel frattempo si scatenano gag e situazioni sempre più surreali, anche troppo per quella che è la classica comicità della saga, che culminano con la scoperta di Geotopia, una città fatta di cristalli magnetici al cui interno vive una stramba comunità hippie che si muove su massi fluttuanti.

 

Dopo la delusione del quarto film solo l’amore per i personaggi mi ha spinta a dare una possibilità anche a questo. Ma se l’affezione che provo per quel branco strampalato basta a portarmi al cinema, non è invece sufficiente a farmi apprezzare il film: è davvero troppo vuoto per reggersi solo sui personaggi. Personaggi che tra l’altro sono estremamente cambiati rispetto ai primi episodi: forse l’unico sempre uguale è Sid, ma già Manny e Diego, con varie compagne e famiglie a seguito, hanno altri pensieri e questioni di cui occuparsi. Non si tratta più di un gruppo di amici ma quasi di una famiglia allargata, e mi chiedo se non abbiano deciso di far uscire un quinto capitolo solo per far accasare anche Sid e far avere a tutti una felice vita di coppia. Anche Buck, che nel terzo film avevo apprezzato moltissimo qui diventa ancora più svitato del solito: nella sua prima apparizione era decisamente più ridimensionato e le sue gag erano posizionate in modo sensato, mentre qui è fin troppo presente e rasenta la demenzialità, diventa quasi irritante. Per non parlare del fidanzato di Pesca, che è stato dipinto come un vero imbecille così che il futuro suocero Manny possa odiarlo più facilmente.

 

Che giudizio dare dunque? Sicuramente è godibile e fa ridere ogni tanto, ma di una comicità semplice e diretta più apprezzabile dai bambini. A livello di trama e contenuti non aggiunge assolutamente niente, eccetto nuovi personaggi ai già numerosi membri del “cast”. So che è un commento scontato da fare riguardo a un sequel, ma se ogni probabile futuro film deve essere un continuo viaggiare da una parte all’altra del globo aggiungendo figli, fidanzate e amici strambi forse sarebbe davvero arrivato il momento di chiudere per sempre questa saga e pensare ad altre storie. Manny, Diego e Sid non hanno più niente da dirci, meglio lasciarli alla loro tranquilla routine familiare e raccontare la storia di qualcun’altro.

[Fonte immagini: Ice Age Movies su facebook]

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Koda

Sono una super appassionata (ed esperta) di animazione, amo la filosofia dei cartoni animati, dagli anime ai cartoon americani fino ad arrivare alla mia adorata Disney, per me uno stile di vita. Accanita divoratrice di fumetti e libri classici.

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