Le miniere di re Salomone

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Nel 1885 H.R. Haggard accettò una scommessa fatta con suo fratello che non sarebbe stato in grado di scrivere un’altra “Isola del Tesoro” di Stevenson.

Il risultato? il romanzo le miniere di re Salomone, che se forse non è troppo conosciuto oggi vendette 31.000 copie nel primo mese dalla sua pubblicazione, con oltre 13 edizioni nel primo anno. E’ considerato come un puro e semplice romanzo di avventura, è breve, veloce e divertente, e ai tempi ebbe tanto successo perché costituiva una sorta di fuga dalla rigida moralità Vittoriana e dal mondo industrializzato.

Tre uomini alla ricerca del fratello perduto nelle leggendarie miniere di re Salomone di uno di questi, Sir Henry Curtis, nonché vero macho con tanto di capelli biondi, bicipiti possenti e moralità di ferro.

Varie vicissitudini nel mezzo tipo una guerra interna per eliminare il re tiranno di una tribù e restaurare la più giusta monarchia del legittimo re (tra l’altro, altro macho trovato come schiavo dai tre uomini e riportato alla posizione di leader che gli spetta), morti, feriti, una sorta di love affair tra uno dei tre e una nativa, una prigionia di qualche giorno nelle miniere stesse e non rivelo la fine.

Un sacco di cose in non tante pagine, fantastico.

Evito di soffermarmi sull’inevitabile razzismo e l’infima posizione che le donne occupano in questo romanzo, semplicemente il risultato della mentalità dell’epoca (anzi, è anche troppo liberale per essere un’inglese nel 1885), perché sennò non ci si gode l’avventura, che è il vero centro del libro.

anna

Sono Anna, nata a Grosseto nel 1995 ma fiorentina. Le mie passioni sono il tè , il cioccolato e soprattutto i libri. Per questo scrivo di libri bevendo tè e mangiando cioccolato.

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