La vita è meravigliosa (1946): un film senza tempo

la vita è meravigliosa

Ci sono dei film, vecchi o nuovi che siano, su cui si basa la storia del cinema. Hanno qualcosa di particolare, forse la regia, forse un bravo attore o una talentuosa attrice, ma qualunque sia il motivo questi grandi successi non possono non essere mai visti e ricordati. Dato che oggi è Natale ho deciso di proporvi una delle tante pietre miliari della storia della settima arte: La vita è meravigliosa (1946) di Frank Capra. Il film viene tutt’ora ricordato durante il periodo natalizio, visto che una parte della storia si svolge la vigilia di Natale, e quindi molti di voi già lo conosceranno, ne avranno sentito parlare o avranno giusto scorto alcuni fotogrammi intravedendo un affascinante James Stewart che corteggia una giovane Donna Reed. Il film si ispira al racconto The Greatest Gift (1939) di Philip Van Doren Stern. Ma vediamo in breve la trama:

George Bailey (James Stewart) è un giovane uomo d’affari che si è sempre curato del prossimo, sacrificando il più delle volte i suoi sogni e le sue aspirazioni. Egli infatti fin da piccolo voleva girare il mondo, esplorare, fino ad arrivare a laurearsi per costruire strutture architettoniche moderne dalle enormi dimensioni. Vari stravolgimenti della vita però lo portano a non soddisfare mai questi sogni, ma solo a dedicarsi all’azienda di famiglia data la morte prematura del padre, la Bailey Costruzioni e Mutui, che permette anche ai modesti lavoratori di arrivare a possedere un’abitazione. Dopo poco tempo si sposa con Mary (Donna Reed), che conosce fin dall’infanzia, e che involontariamente, considerando anche i figli in arrivo, lo lega alla cittadina da cui ha sempre voluto fuggire, Bedford Falls. Gli affari vanno bene e l’azienda riesce a tenere testa al monopolio commerciale di Henry Potter (Lionel Barrymore) il quale, con la sua spregiudicatezza, cerca di possedere tutta la cittadina. Tutto precipita però quando lo zio (Thomas Mitchell) e socio di George perde 8000 dollari che dovevano essere versati in banca: senza il pagamento l’azienda andrà in bancarotta. I soldi non si trovano, con la polizia alle calcagna e credendo di valere più da morto che da vivo, George pensa che l’unica via possibile sia il suicidio. Ma una figura interrompe il suo piano. E’ il suo angelo custode, mandato dal cielo per aiutarlo a capire il valore inestimabile della vita. L’angelo, Clarence (Henry Travers), mostra a George cosa sarebbe accaduto se lui non fosse mai nato.

La trama risulterà familiare a molti dato che è stata sfruttata e riadattata più volte. Da ogni fotogramma trapela un’immensa vitalità, quest’ultima è il vero protagonista e passa momenti in cui è valorizzate ed altri in cui la sua importanza vacilla, ad esempio mentre George pensa al suicidio. Se ci pensiamo tutto il film è un grande viaggio, un excursus sulla vita di un uomo che pensa prima agli altri e poi a se stesso. Il film inizia la notte in cui il nostro protagonista sta cercando di sfuggire alla suddetta situazione spinosa e, grazie alle preghiere dei suoi cari, le figure celesti si allarmano chiamando Clarence affinché aiuti George. Prima però di farlo scendere sulla Terra gli narrano tutta la storia della sua vita perché conosca e soprattutto comprenda l’uomo che deve salvare. Andando avanti col racconto si ritorna poi alla situazione iniziale, superandola e giungendo poi all’epilogo il quale porta con sé gran parte del messaggio: l’inestimabile importanza della vita, non solo per noi stessi ma anche per gli altri, e la sopravvalutazione dei beni materiali. L’uomo è una creatura che vive di e grazie ai rapporti sociali e che condiziona ampiamente le vite altrui venendo poi influenzato a sua volta: la vita sembra così una perenne condivisione. Il tutto è accompagnato dalla poesia della cinematografia della fine degli anni ’40 che è impreziosita da colonne sonore ammalianti, costumi caratteristici e una fotografia che crea un’atmosfera quasi onirica. Come sosteneva lo stesso Frank Capra, il film sembra avere vita propria, parla da solo ed eccelle per merito suo. Ma questo è possibile grazie ad un puzzle vincente che si completa con l’egregia interpretazione dei due protagonisti, due grandi attori della storia del cinema (James Stewart è, fra l’altro, terzo nella lista maschile delle star più importanti del cinema americano stilata dall’American Film Institute).

Se volete dunque passare una dolce serata rilassante vi consiglio questa piccola perla.

Citazione: Ti è stato fatto un gran regalo: vedere come sarebbe stata la vita qui senza di te. (Clarence)

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