La versione di Barney

versione di Barney

Questo romanzo “La versione di Barney” di Mordecai Richelr, edito da Adelphi in Italia, è una di quelle storie che non saprei definire perché mi parrebbe di sminuire ciò che viene raccontato. Cercherò di riassumere in breve la trama che parla di Barney Panofsky un uomo che narra la sua vita dissoluta, sotto forma autobiografia, dividendola in tre parti, ognuna col nome di una sua ex moglie, questo personaggio così immorale si mette a nudo esponendosi al giudizio delle persone.

:”Tutta colpa di Terry. È lui il mio sassolino nella scarpa. E se proprio devo essere sincero, è per togliermelo che ho deciso di cacciarmi in questo casino, cioè di raccontare la vera storia della mia vita dissipata. Fra l’altro mettendomi a scribacchiare un libro alla mia veneranda età violo un giuramento solenne, ma non posso non farlo. Non posso lasciare senza risposta le volgari insinuazioni che nella sua imminente autobiografia Terry McIver avanza su di me, le mie tre mogli (o come dice lui la troika di Barney Panofsky), la natura della mia amicizia con Boogie e, ovviamente, lo scandalo che mi porterò fin nella tomba ”.

Il protagonista ripercorre ogni passo e scelta importante andando a raccontare la sua versione della storia, o meglio come lui tempo dopo rivede ogni evento, con occhio più o meno critico; tra gli episodi più significativi c’è la scomparsa del suo migliore amico Bernard “Boogie” Moscovitch di cui venne accusato, poiché lo aveva trovato a letto con la sua seconda moglie, questa accusa gli causò molteplici problemi siccome non aveva mai avuto la possibilità di scagionarsi. Altro evento molto importante nella sua vita è l’incontro con il suo vero amore Miriam, conosciuta durante il ricevimento del suo secondo matrimonio con una giovane ereditiera, questa donna s’innamorerà di Barney nonostante, o forse proprio per, il suo carattere e i suoi modi di fare.

Questi due episodi sono colonne portanti della storia e ricorrono durante tutta l’autobiografia poiché , come viene detto da lui nell’incipit, il racconto è un tentativo di giustificarsi agli occhi del mondo, in modo da scagionarsi dalle sue colpe e dai suoi rimpianti, ma soprattutto agli occhi di Miriam, che lo ha abbandonato alle porte della vecchiaia ormai sconfitta dal “mostro” di Barney.

Immagine presa dal film “La versione di Barney” , in particolare della continuazione del primo incontro tra il protagonista e Miriam.

:“Ah, davvero” dico, mettendo via l’ennesimo rancorino da covare in santa pace. Secondo Miriam era quella la mia vera passione. “C’è chi colleziona francobolli, o scatole di fiammiferi” mi ha detto una volta. “Tu collezioni rancori””.

Barney è carismatico e smaliziato, con la sua scrittura ci offre la sua personale visione del mondo e delle persone che ha incontrato durante tutta la sua esistenza, raccontandole in modo diretto, descrive come questi individui, che col passare del tempo sono diventati personaggi di spicco della società moderna, scrittori o politici impegnati,  erano agli inizi  giovani dissoluti con idee opposte a quelle che hanno sviluppato con il tempo, si ritrova quindi a criticare tutto e tutti salvando pochissime persone, ma rimanendo sempre consapevole che questo processo di cambiamento e “ritorno nei ranghi”, inteso come ritorno all’interno di un modo di pensare più convenzionale ed accettato, sia un cambiamento piuttosto comune e normale nelle persone; tutto ciò lo spingeva ad odiare la gente per quel loro stupido modo di agire e a criticarne l’ipocrisia intrinseca, anche se in alcuni punti si noterà invidia per quei personaggi che erano più socialmente affermati e conosciuti, sempre però nascosta dall’odio e il ripudio verso di loro.

Il motivo per cui non riesco a “inquadrare” il romanzo, riguarda la storia e come essa viene raccontata, cioè in modo divertente in alcuni punti, arrivando ad essere quasi grottesca, mentre in altre parti  cambia totalmente timbro diventando seria e riuscendo a trasmettere l’infelicità e la rabbia che l’uomo cova dentro sé, per il suo carattere e per le scelte che ha fatto, tutto ciò ribadisce il concetto che si cela dietro molte parole di Barney, poiché lui oscilla tra il voler essere accettato dalle persone  e il fatto di sapere che mai nella sua vita avrebbe potuto agire in modo differente; lo scrittore rappresenta in pieno il processo che ogni persona affronta quando racconta degli episodi della sua vita, cioè il fatto di assoggettare la storia e ciò che accade al proprio scopo, per questo non esistono testimoni che possono essere oggettivi, poiché di ogni storia esisteranno sempre due versioni, inutile negarlo anche se solo a noi stessi,  non riusciremo mai ad avere una visione dei fatti chiara ma sempre distorta da ciò che è la nostra mente, cioè un filtro per ciò che accade.

Foto di Mordecai Richelr

“La versione di Barney” è la giustificazione che tutti potremmo o vorremmo scrivere poiché anche giudicando negativamente il personaggio l’immedesimazione con esso non potrà essere evitata, tutto questo è anche dovuto all’espediente dell’autobiografia; il grande pregio del libro è proprio il fatto che riusciamo ad entrare nel personaggio, accorgendoci di quanto lui stesso sia ipocrita e menefreghista nei confronti degli altri, siamo  quindi spinti a riflettere su quanto tutto ciò possa appartenere anche al nostro animo, pagina dopo pagina ci accorgiamo che la versione dei fatti Barney può “suonare” strana non tanto perché forse non corrisponde alla verità, ma tanto per il fatto che ogni volta il nostro stesso modo di vedere le cose sia messo in discussione tramite le parole del protagonista; questo non è il migliore messaggio che può essere dato alle persone, ma è il più sincero che l’autore può provare a raccontarci, visto che come viene ipotizzato da molti Richelr abbia messo molto di sè nella figura del protagonista. In definitiva lo considero un romanzo estremamente divertente, che coinvolge nella lettura senza mai scadere nel banale e tramite alcuni espedienti, che non voglio dire per non rovinare la lettura, riesce non solo  a far intuire al lettore alcune verità prima che esse vengano svelate, ma anche a incrinare i ricordi e l’immagine che abbiamo di noi stessi, poiché le menzogne di Barney sono e saranno anche nostre.

“La prima volta che ho detto la verità sono stato accusato di omicidio. La seconda ci ho rimesso la felicità.” 

 

 

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