La scienza vi sembra complicata? Ve la presenta Terza Cultura ( e vi dà pure i crediti!)

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Foto dentro Il_Laboratorio alla Specola, dove prendono vita le iniziative di Terza Cultura (foto presa dal sito web di Terza Cultura)

Premessa: questo articolo potrebbe dare una svolta alla vita di qualcuno di voi.
E non lo dico con ironia, questa volta su Very Nerd People abbiamo in serbo un’occasione davvero interessante per i nostri lettori!
Certo, servono due requisiti fondamentali per coglierla:
1) dovete essere iscritti a una scuola superiore di Firenze e
2) dovete frequentare una classe del triennio.

Non so quanti di voi conoscano Terza Cultura: chi non l’ha mai nemmeno sentita nominare clicchi subito su questo link!
Per chi è troppo pigro per cliccarci, o ha la wi-fi lenta, o con una mano sta rimestando il semolino nel tegame e non può momentaneamente usare le mani, riassumo: Terza Cultura nasce a Firenze da un team di dottori e professori con altissime competenze in vari ambiti scientifici, tecnologici e della promozione culturale: il loro scopo è quello di avvicinare già fin dalla tenera età alle Nuove Tecnologie.
La cooperativa organizza corsi rivolti a bambini e adulti e dà la possibilità di creare e sperimentare personalmente robotica e informatica.
Lo staff diTerza Cultura mira a rendere più semplice e comprensibile (e più accattivante) la scienza organizzando incontri nelle scuole e progetti estivi, e sensibilizza a temi quali lo spreco dell’elettricità, le risorse ambientali e la ricerca sui tumori .
Tra poco ricomincia la scuola e i ragazzi del triennio saranno sicuramente un po’ preoccupati per il famoso “credito formativo”: c’è già chi è pronto a esibire il certificato della sua associazione sportiva e chi invece quasi quasi proverebbe a fare una di quelle attività pomeridiane della scuola che però lo convincono poco….
E perché invece, cari studenti fiorentini, non provate ad aderire al progetto “FORMARSI X FORMARE” di Terza Cultura?
Quest’anno infatti a ben venti studenti del triennio sarà data la possibilità di partecipare ad un corso di formazione scuola-lavoro della durata di ben 60 ore (30 di teoria, 30 di pratica) che ha l’obiettivo di formare dei “giovani educatori” sull’utilizzo delle Nuove Tecnologie nella Didattica.
Gli argomenti del corso sono vari e accattivanti, e forniscono una preparazione in diversi ambiti quali: concetti di base sulla comunicazione e la formazione, logica del creative computing, robotica educativa e modellazione digitale per stampanti 3D.
Il corso si svolgerà alla Specola e potranno partecipare fino a due studenti per ogni scuola (a patto che siano un maschio e una femmina… pare che la Cooperativa infatti fatichi ad attirare le ragazze – purtroppo sappiamo quanto certi stereotipi di genere finiscano col troncare le ambizioni “troppo maschili” delle ragazze o “troppo femminili” dei ragazzi… ma chi l’ha deciso? Ragazze fatevi avanti).
Lo scopo finale dell’iniziativa è che ogni coppia di partecipanti presenti il suo personale progetto didattico:, i 5 più validi garantiranno ai vincitori una borsa di studio di 1.000 euro e permetterà loro di partecipare attivamente alle iniziative che Terza Cultura promuove nelle scuole.
Per maggiori informazioni cliccate su questo link!

Voci di corridoio, mi hanno inoltre riferito che Terza Cultura aveva in mente di costituire la prima squadra toscana a partecipare ai campionati nazionali di robotica.
Per gli interessati, sulla pagina di Terza Cultura troverete tutti i contatti a cui chiedere maggiori informazioni.
Credo che un’istituzione come quella di Terza Cultura, così nuova, piena di appassionati e libera dai vincoli del sistema scolastico rappresenti un progetto di cui l’Italia ha davvero bisogno e mi auguro che si affermi sempre di più.

Mi viene però da riflettere; in un mondo che ormai pullula di scienza è arrivato forse il momento di cercare di comprendere un po’ più a fondo ciò che ci circonda.
Specialmente in Italia, che dalle statistiche risulta uno dei Paesi con scuole medie e superiori che offrono la peggior formazione scientifica.
Onestamente: alzi la mano chi di voi si annoia a morte durante le lezioni di fisica, chimica o biologia?
E se anche queste tre si salvassero, ammettetelo: odiate la matematica – e se non la odiate voi la odiano i vostri compagni di banco.
Ricordo la mia totale, violenta repulsione davanti a una funzione algebrica e ancora adesso nutro dell’astio nei confronti della mia insegnante che spiegava… male.
Male perché nessuno (a parte due o tre persone) capiva mai niente.
Eppure andavamo bene in tutte le altre materie; perché solo a matematica tre quarti della classe doveva andare a ripetizioni per raggiungere un sei?
Scommetto che molti di voi si sono riconosciuti in questa situazione.
La conclusione è dunque che le materie scientifiche fanno schifo? No, credo piuttosto siano campi della conoscenza affascinanti, che ci mettono in grado di fare delle vere e proprie “magie”.
Il problema è come ci vengono poste a scuola (ed è qui che progetti come quelli di Terza Cultura fanno davvero la differenza).
Alle elementari siamo stati tutti felici di mettere i fagioli nel cotone, o di disegnare lumache sgangherate per capire la differenza fra vertebrati e invertebrati.
Finché la matematica ci è servita per sapere “quante caramelle alla fragola ha comprato la mamma di Carlo” tutti avevamo le pagelle piene di “buono”, “distinto” e “ottimo”.
Tutto si è rovinato il primo giorno di medie ci hanno spiegato che una retta è formata da infiniti punti (eh? Ma dove sono?) o che tutta la materia è composta da atomi invisibili praticamente vuoti.
I primi tempi ci siamo sforzati, poi i più si sono arresi.
Il nostro sistema scolastico permette a chi si è laureato in un settore scientifico di ricevere una cattedra per insegnare qualcosa di totalmente diverso, come un dottore in chimica industriale che finisce a insegnare biologia. Cari lettori di Very Nerd People: sareste felici di dedicare anni di passione e sacrificio a studiare ciò che amate per poi ritrovarvi a fare un lavoro che c’incastra poco o nulla?
Se a un chimico che odia la matematica venisse assegnata proprio la cattedra di matematica, quanta passione potrà mai trasmettere ai suoi studenti?

Altro motivo per cui la stragrande maggioranza degli studenti italiani non eccelle nelle scienze secondo me è il metodo di insegnamento vecchio, asettico, cattedratico e ampiamente superato.
Lo ammetto, molti insegnanti di scienze e di fisica cercano di andare di mettersi in pari coi colleghi facendo quel che possono per rendere le lezioni interattive e capaci di incuriosire ma nessuno ha ancora capito che a noi questa scienza non basta vederla; noi ci vogliamo mettere le mani dentro, crearla, migliorarla, sfogare la nostra creatività.
Noi vogliamo combinare quegli atomi, percepire che esistono davvero anche se non li vediamo, vogliamo applicazioni vere, vita reale.
L’insegnante deve dirci a cosa serve studiare il grafico di una funzione, perché altrimenti è uno sforzo inutile fine a se stesso. Deve trasporre cose reali in quella funzione, dirci cosa indica quella x e dimostrarci che non sono solo teorie astratte.
Studiare solo per un voto stanca. Eppure siamo circondati di scienza!
Il nostro cellulare, il televisore, la pasticca per la tosse, il motore del cinquantino, il videogame sulla playstation…. Se ci dimostrassero come anche solo parte di tutto questo può nascere dalle nostre mani e può avere un nostro tocco creativo!
Perché dobbiamo passare anni e anni di scuola a sentirci degli stupidi se non capiamo cose che nessuno ci spiega davvero?
E allora cogliete la palla al balzo, specialmente se sognate di fare la nobile carriera dell’insegnante; iscrivetevi al corso di Terza Cultura e sporcatevi le mani, guardate come si fa a “presentare la scienza anche se sembra complicata”!
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