La Lega degli Straordinari Gentlemen

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Si può riunire in un’unica opera i protagonisti dei grandi romanzi dell’epoca vittoriana, creando non solo un fumetto appassionante, ma anche un’opera che li mette a nudo rendendoli più umani? 

La risposta si trova nella ” Lega degli Straordinari Gentlemen” scritto da Alan Moore e disegnato da Kevin O’Neil, il primo volume fu edito per la prima volta nel 1999 da Magic Press, mentre qui in Italia lo troviamo pubblicato dalla Bao.  Moore, considerato uno tra gli autori più prolifici e geniali nel mondo del fumetto, ci propone una storia che è tutt’altro che banale.

Ci troviamo infatti nel maggio del 1898 in una realtà che mischia, come già precedentemente detto, tutti gli universi creati precedentemente da altri autori,  andando a creare un mondo eterogeneo e variegato. Il Governo britannico decide in questo periodo di riunire persone dalle straordinarie capacità al fine d’utilizzarle per risolvere problemi che necessitano di soluzioni fuori dal  normale; il compito di riunire questi personaggi verrà dato a Wilhelmina Murray, donna dallo spirito di ferro che non si lascia certo intimorire da nessuno, lei sarà la prima ad essere reclutata richiamata da Campion  Bond, un agente dei servizi d’intelligence britannici, quindi a lei sarà affidato il reclutamento degli straordinari gentlemen.

“L’impero Britannico ha sempre avuto difficoltà a distinguere i suoi eroi dai suoi mostri.” Campion Bond

Il secondo personaggio protagonista di questa storia sarà il famigerato Capitan Nemo, solitamente nemico dell’impero Britannico per convenienza si metterà al suo servizio, reclutato per le sue capacità di combattente e di geniale scienziato; egli accompagnerà la signorina Murray in giro per il mondo al fine di riunire gli altri membri del gruppo, primo fra tutti Alan Quatermain, la leggenda vivente, un eroe d’altri tempi ormai quasi dimenticato dall’impero. Egli, infatti, si trova nella città del Cairo, soggiogato dalla dolce morsa dell’oppio che gli attanaglia l’animo; toccherà alla donna strapparlo dalle grinfie della dipendenza per farsi aiutare nel recupero del quarto membro di questo eccentrico gruppo.

Disegno di Adam Huges.

Il prossimo personaggio è quello che reputo più interessante ed è diventato già dalle prime pagine il mio preferito in assoluto in questa saga; sto parlando del mansueto Dottor Jekyll e ovviamente del suo alter ego  Edward Hyde, che nel testo d’oggi prende delle sembianze molto più animalesche e brutali rispetto a com’era descritto nell’opera originale di R. Stevenson; i nostri eroi saranno quindi costretti a scontrarsi con la parte più “selvaggia” al fine di reclutare questo mutaforma all’interno del loro gruppo, si vedono costretti a braccarlo a Parigi, luogo in cui era espatriato il povero dottore per scappare dalle conseguenze dei suoi efferati crimini.

 

 

Infine per reclutare l’ultimo membro il gruppo si recherà ad Edmont nel Nord di Londra, in un collegio femminile alquanto particolare o almeno in cui stanno avvenendo fatti particolari, in questo luogo tre giovani donne vergini si sono ritrovate, non si capisce come, in dolce attesa. Il tutto non è dovuto ad un miracolo, bensì ad una forza molto più umana, cioè un uomo invisibile Hawley Griffin personaggio, come già si era intuito, dalla dubbia morale, come quasi tutti i partecipanti alla storia d’altronde.

Voglio che sia chiaro che quello che vi ho svelato della trama, come al solito, non sono altro che piccole anticipazioni fatte al solo scopo d’incuriosirvi; ovviamente la storia vedrà i  nostri protagonisti muoversi nel loro mondo al fine di salvare l’Impero dalla distruzione, ma di questa parte non voglio veramente svelarvi nulla.

Che dire, già solo per i protagonisti varrebbe la pena di recuperare questa storia per poter goder appieno di questo adattamento che riesce  nell’arduo compito di unire universi tra loro così lontani, donandogli una trama che è perfettamente coerente e che riesce ad approfondire nel giusto modo gli aspetti più complessi dell’animo di questi personaggi. Lo stile del disegno è fantastico vediamo infatti un perfetto miscuglio d’atmosfere come quella dell’era industriale, mista allo steampunk, fusa in modo perfetto con l’eleganza dell’epoca vittoriana creando un atmosfera molto cupa e a tratti molto gotica anche se in alcune pagine esplode in sequenze sature d’azioni e colori.

L’opera risulta in sé straordinaria e consiglio a chiunque di recuperarla, non solo perché è diventata una pietra miliare nel mondo dei fumetti, ma perché è una lettura che qualunque persona può apprezzare sia per lo stile originale che lo caratterizza, senza considerare i numerosi spunti presi da altre opere che non ho voluto elencarvi per lasciarvi  il piacere della scoperta di questi particolari riferimenti ad altri universi letterari. Detto questo non mi resta che augurarvi una buona domenica, anche una buona lettura,  ricordandovi di lasciare un mi piace alla pagina Very Nerd People e all’articolo, se è stato di vostro gradimento, condividendolo.

 

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