La casa degli spiriti: tre donne, il Cile, l’amore per la vita

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Ecco solo alcune delle copertine de La casa degli spiriti, pubblicato in più di 37 lingue! A sinistra la storica copertina della Feltrinelli

Buffo. Quando ho deciso di dedicare i miei primi articoli ai libri e ai film che mi sono più cari pensavo che sarebbe stato utile ai lettori per conoscermi. Ora ho sempre più l’impressione che questo sia piuttosto un modo per scoprire me stessa. Queste storie fanno parte di me, analizzandole, sto analizzando me stessa attraverso uno specchio…

Il libro di cui vi parlerò oggi è una materia molto delicata, un mostro sacro tra le mie letture ma soprattutto un mostro sacro della letteratura del Novecento: La casa degli spiriti. Libro d’esordio di Isabel Allende, scritto nel 1982, tratta, in forma di romanzo, vicende vicine alla famiglia della scrittrice, parente di Salvador Allende, il presidente socialista cileno morto durante il golpe dell’ 11 Settembre 1973, golpe con cui salì al potere il generale Pinochet.

La storia si svolge infatti in Cile (un Cile aspro, caldo, arido, crudo, realistico) durante un arco di tempo che va da prima dell’ascesa di Allende (il “Presidente” nel libro) a dopo il colpo di stato militare. Ma se vi aspettate un libro di intrighi, di uomini e di grandi eventi, rimarrete delusi, La casa degli spiriti è soprattutto una storia di donne, di tre generazioni di donne: Clara, Blanca e Alba. La casa degli spiriti è soprattutto una storia di famiglia, un diario,un albero genealogico, un bagaglio di ricordi, racconti, vicende, non molto diverso da quello che ognuno di noi riceve dai propri avi. La casa degli spiriti è una storia in cui La Storia entra dalla finestra e come un vento influisce, modifica, sconvolge la vita dei personaggi, ma all’interno della loro casa.

La narrazione si apre con Clara da piccola, in una casa in cui le idee socialiste del padre, Severo del Valle, causano inimicizie che portano ad una grande disgrazia in famiglia. In seguito a tale disgrazia Clara cade nel mutismo, da cui esce al momento di dire “sì” al matrimonio con il giovane conservatore e ambizioso Esteban Treuba, avendo avuto una visione riguardo al suo futuro. Da questo momento in poi le vicende si susseguono, tra ascese economiche, crisi, incontri, nascite, amori… Riassumervi il tutto non avrebbe senso, risulterebbe uno sterile resoconto con cui vi toglierei il gusto della lettura. Ha più senso invece provare a spiegare il titolo e da questo tentare di dare un’interpretazione complessiva alla storia.

Dunque perchè il libro si chiama La casa degli spiriti? Devo ammettere che me lo sono chiesta spesso, la risposta banale c’è ma non mi è sembrata mai soddisfacente: Clara, la prima delle grandi donne del libro, è una sensitiva, gli spiritelli l’accompagneranno lungo tutto il corso della sua vita. Il fatto è però abbastanza marginale, perché far dipendere da questo il titolo del libro?  Una seconda risposta finalmente l’ho trovata: gli spiriti di cui si parla non sono quelli esterni a Clara, ma è Clara stessa, è sua figlia Blanca, è sua nipote Alba: in loro, i cui nomi richiamano la luce non a caso, vive una fiamma, una fiamma che permette loro di resistere alle violenze del mondo esterno fin nel profondo del loro animo. L’educazione della famiglia di Clara, impedisce a questa di tramandare alla figlia valori diversi dalla libertà, così Blanca si innamorerà di un ribelle, Alba finirà nelle prigioni del regime. L’essere donna, dunque portatrice di vita, impedisce a Clara di tramandare alla figlia un valore diverso da quello dell’amore per la vita, amore che resisterà sempre alla morte, alla violenza, anche sacrificandosi, ma mai piegandosi. Nessun dittatore potrà distruggere quest’eredità spirituale, questi valori, questi spiriti, che resteranno sempre nella casa. Non riuscirà a distruggerli neanche il tempo (uno dei temi dominanti in un libro che comprende un arco di quasi cento anni), tempo che distrugge sì le case, la carne, le speranze, ma che non può distruggere lo spirito di una famiglia, spirito che è il filo conduttore dalla prima all’ultima pagina del libro.

Dal romanzo è stato tratto nel 1993 l’omonimo film, con attori del calibro di Meryl Streep, Jeremy Irons, Antonio Banderas, Glenn Close e Winona Ryder. La storia però, per esigenze cinematografiche, ha dovuto subire ingenti tagli (ad esempio Blanca e Alba sono fuse in un unico personaggio).

La casa degli spiriti, edito da Feltrinelli, è un romanzo da gustarsi con calma, che pretende attenzione e lentezza nella lettura; infatti, al contrario de La Collina dei conigli (500 pagine che si divorano in due giorni), non scorre veloce, richiede impegno, determinazione costante. In cambio però regala storie, personaggi indimenticabili, regala un’esperienza simile a un viaggio. Ed  alla fine di un viaggio ci si sente sempre diversi, il mondo ci sembra un po’ cambiato, come se (forse esagero, lo so) all’improvviso avesse una dimensione in più.

Per concludere voglio farvi un augurio. Vi auguro che vi accada ciò che è accaduto a me, vi auguro che vi innamoriate dei personaggi, tutti, con i loro difetti, i loro mille volti. Vi auguro di innamorarvi non solo di Clara, Blanca e Alba, ma anche della apprensiva Ferula, della delicata e fugace Rosa dai capelli verdi, dell’ambiguo Esteban Treuba (marito maschilista, ottuso, violento per Clara, nonno dolce per Alba), della prostituta Transito Soto, dei fratelli di Blanca, di tutti coloro che incontrerete tra le pagine del libro. Se sarà così, vi sembrerà poi di incontrarli spesso durante la vita, di intravederli in un dato comportamento di qualcuno, in un tratto del carattere e vi accadrà di non dimenticarli più. Accadrà, ne sono sicura, perché Isabel Allende ha disegnato ogni personaggio con una cura che non ho incontrato più in nessun altro libro… BUONA LETTURA!

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Leda

Caos, caos dappertutto! Anche adesso, nello scrivere la presentazione. Vorrei dire mille cose, ma non c’entrano. Mi dispiace, vi toccherà leggere i miei articoli se vorrete conoscermi! Lì, ve lo prometto, cercherò di metterci sempre me stessa

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