Kung Fu Panda 3: un altro successo?

Kung Fu Panda 3

Ebbene cari lettori e lettrici, lo scorso 17 marzo è uscito nelle sale italiane “Kung Fu Panda 3”, prodotto dalla DreamWorks (uscito invece il 29 gennaio negli USA). Per chiunque fosse amante del pigro e dolce panda Po posso assicuravi che non è cambiato di una virgola, il personaggio è cresciuto dal punto di vista personale, certo, come in ogni film d’animazione per bambini che si rispetti, ma hey, è sempre Po. Stavolta alla regia Jennifer Juh, già responsabile del secondo capitolo della serie, è stata affiancata da Alessandro Carloni. Ma lasciamo la burocrazia e passiamo alla trama: 

C’è tensione nel regno degli Spiriti. Un potente guerriero con le sembianze di toro, Kai, attacca il maestro Oogway riportando alla luce antiche inimicizie e ruba il suo Chi, l’energia interiore, trasformandolo in un piccolo amuleto di giada che, insieme ad altri Chi di altri maestri, lo rendono più potente. Egli desidera ardentemente di tornare nel mondo dei mortali per affermarsi come guerriero e, soprattutto, per annientare il ricordo di Oogway, che disprezza profondamente. Una volta raggiunta la terra dei mortali Kai dà la caccia a tutti i maestri che sono legati positivamente al ricordo di Oogway sfruttando i i suoi ostaggi, i maestri trasformati in amuleti di giada, di cui può controllare le azioni. La sua caccia lo condurrà ben presto al Palazzo di Giada, dove è sicuro di poter affrontare anche il celebre Guerriero Dragone, sì, il nostro dolce Po. Intanto però la notizia si è sparsa fra tutti e Po sa che per sconfiggere il suo nemico dovrà diventare il “Maestro del Chi” e solo suo padre, che ha appena ritrovato dopo venti anni, sembra potergli insegnare come usarlo.  

La trama è senz’altro molto semplice, ma non per questo meno coinvolgente. La parte migliore della serie dei Kung Fu Panda è l’atmosfera orientale che riesce a trasmettere con una grafica incredibile, unendo ironia e il fine di insegnare qualcosa ai bambini (e non) che vanno a vedere il film. Insomma, una bella fusione tra cultura orientale e occidentale. Il tema di questo capitolo era, a mio avviso, la famiglia. E sono rimasta entusiasta del fatto che la DreamWorks, come anche la Disney, stia cercando di rendere più “attuali” i propri progetti prendendo una posizione rispetto a temi piuttosto dibattuti ogni giorno. In questo caso, con mia grande sorpresa, la casa produttrice ha voluto fare chiari riferimenti alle famiglie arcobaleno e alla Stepchild Adoption, che sono qui pienamente sostenute. Po infatti ha appena ritrovato il suo padre biologico, un panda, ma non dimentichiamoci da chi è stato sempre cresciuto: dall’oca Mr. Ping. Arriveranno poi al compromesso che nessuno dei due è “più padre” dell’altro, bensì sono entrambi genitori di Po, anche se uno biologico e l’altro no, ed insieme a loro figlio formano una famiglia che si fonda su profondi legami affettivi. 

E’ bene ricordare che il film vanta professionisti incredibili, a partire dai doppiatori. Abbiamo per esempio Jack Black che interpreta il nostro caro Po, Angelina Jolie che dà la voce a Tigre o Bryan Cranston che impersona il padre di Po. Per quanto riguarda la musica invece, questa è stata curata da Hans Zimmer (ricordiamo tra i suoi numerosi lavori Il re leone e Il gladiatore) e da John Powell (ShrekDragon Trainer). 

Dunque, se volete passare una serata piacevole al cinema vi consiglio di vederlo! Buona visione!

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