Kingdom: lo storicamente accurato e l’epica si sposano

L’anno scorso mi sono iscritto all’Università di Lingue Orientali e una delle prime materie in cui noi matricole ci siamo imbattute è stata Storia Cinese 1. Personalmente non sono un grande fan della storia in generale: brutte esperienze durante tutti gli anni scolastici precedenti e una pessima memoria per date e nomi mi hanno sempre tarpato le ali in questa disciplina, ma mai avrei sognato che poco dopo aver cominciato i corsi avrei scoperto uno dei manga più storicamente corretti, emozionanti e “utili” che abbia letto negli ultimi anni.

“Kingdom” è un manga Seinen (diretto ad un pubblico principalmente adulto) scritto da Yasuhisa Hara e pubblicato su Weekly Jump nel 2006, ambientato in Cina durante il periodo degli Stati Combattenti (475-221 a.C.). Questo evento è chiamato in questo modo perchè in seguito al periodo delle Primavere e Autunni (dove lo stato chiamato Jin dominava gran parte della Cina), sei ministri acquisirono sempre più potere fino al punto in cui le famiglie di questi individui si scontrarono tra di loro per spartirsi l’enorme territorio cinese. Con il tempo intrapresero guerre feroci e secolari per schiacciarsi a vicenda, in un caso anche dividendosi internamente, creando i sette Stati: Han, Wei, Zhao, Yan, Qi, Chu e Qin.

Il manga rivolve intorno a Shin, un orfano di guerra che lavora come servo per il capo di un villaggio di contadini nello stato di Qin. Con lui c’è anche il suo amico d’infanzia Hyou, e insieme si allenano duramente ogni volta che hanno un momento libero, nella speranza che un giorno possano abbandonare il loro attuale stile di vita e cominciare a scalare la gerarchia militare per diventare dei Grandi Generali Celesti: la carica più alta in assoluto nell’esercito cinese. La speranza è vana in quanto individui di bassissima estrazione come un servo o che non hanno un appezzamento di terreno non possono far parte dell’esercito, ma almeno hanno una motivazione per continuare a vivere. Un giorno un carro adornato attraversa il villaggio e passando vicino ai due ragazzi si ferma, facendo scendere un uomo alto e apparentemente nobile che chiede a Hyou di venire con lui alla corte dell’imperatore di Qin.

Shin amareggiato per non essere stato scelto continua la sua normale vita da servo fino a quando Hyou non torna morente dal suo amico per lasciargli un ultimo messaggio prima di spirare: dirigersi verso una baracca vicino ad un altro villaggio. Devastato ma deciso ad esaudire l’ultimo desiderio del suo migliore amico scappa verso il luogo indicato, scacciando anche dei banditi per arrivare, ma quello che trova lo lascia scioccato: una persona esattamente uguale a Hyou si trova nei pressi della baracca che si rivela essere Ei Sei, l’attuale Principe ereditario Qin, in fuga da palazzo e dal suo fratellastro che lo vuole morto per salire al potere. Il principe rivela a Shin che Hyou era stato portato a corte per agire da sosia nel caso fosse scoppiato un attentato che minasse alla sua vita, ma nonostante questo era molto fiero del compito e nel tentativo di fingersi il più possibile Ei Sei aveva guidato alla salvezza un plotone di uomini sacrificandosi. La notizia fa infuriare Shin, ma alla fine decide di schierarsi dalla parte di Ei Sei per soffocare la rivolta del fratellastro e vendicarsi della morte del suo amico.

In seguito grazie all’aiuto fornito gli verrà conferito un piccolissimo pezzo di terra, permettendogli di entrare nell’esercito e scalare la gerarchia, onorando la memoria di Hyou, promettendo che vivrà abbastanza per entrambi e raggiungendo il grado di Grande Generale Celeste in modo che il suo nome venga inciso negli annali della storia

Shin e i suoi compagni di guerra

Come il titolo suggerisce però, più della magnifica storia e i disegni impressionanti, quello che veramente sorprende di questa opera è il realismo dei rapporti tra protagonisti, l’epicità dei combattimenti al limite dell’umano, la correttezza storica di ogni avvenimento (quasi tutti i personaggi sono individui storici realmente esistiti), soprattutto le battaglie, precise fino all’ultimo uomo presente con tutta la gerarchia dei comandanti e tutti i giochi di potere del periodo, dipinti come se l’autore fosse stato di persona nelle sale e nei corridoi del palazzo di Qin. Inoltre i combattimenti al cardiopalma, la crescita del protagonista mentre diventa sempre più importante e incontra figure di potere, le sconfitte e le vittorie e l’epicità del tutto rendono questo manga un romanzo da leggere tutto d’un fiato. L’altro aspetto importante della storia è la narrazione della guerra e della sofferenza che porta, le atrocità che vengono compiute nel nome di una bandiera, la crudeltà di individui che possiedono potere ma soprattutto la quantità di morti che questi conflitti creano.

L’unica pecca è che  (SPOILER ALERT!!!)…

…Ei Sei è anche conosciuto come Ying Zheng, meglio noto come Huang Di, il Primo Imperatore della Cina, unificatore della stessa alla fine del periodo degli Stati Combattenti. In questo senso il manga non lascia molte sorprese sul finale (viene detto esplicitamente nel manga stesso), ma almeno il viaggio è tutto da scoprire.

(Fine spoiler)

Sono state mandate in onda in Giappone dalla NHK anche due stagioni sull’anime di Kingdom rispettivamente nel 2012 e nel 2013 che sfruttano la scelta particolare di usare i normali disegni per le scene narrative mentre in combattimenti importanti viene sfruttato un tipo di disegno 3D per far apparire le lotte all’ultimo sangue più dinamiche e godibili

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KiriSan
Studente di Lingue Orientali a Venezia, classe ’93, appassionato di GdR, Manga, Anime e quasiasi cosa sia vagamente attinente alla magia e al fuoco. Sono un master di Pathfinder ed “esperto” (così mi piace definirmi) di mitologia giapponese.
I miei generi preferiti di manga sono l’Horror e il Sentimentale-Slice of Life, ma per gli anime preferisco gli psicologici e le harem-comedy.
Ho ricevuto molti nomi in vita mia, ma voi chiamatemi pure Kiri-San.
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