Trovato uno dei gemelli della Terra: “Kepler 452b”

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Finalmente dopo centinaia e centinaia di anni il dilemma che ha tenuto occupato alcune delle menti migliori della storia, sul quale sono stati scritti libri e film sembra essere stato risolto. “Esistono altri pianeti simili alla terra nello spazio?” Da adesso potremo rispondere di Si; infatti il telescopio ” Kepler ” inviato nel 2009 ha individuato un pianeta molto simile al nostro  nella zona Goldilocks, ovvero un’ area abitabile in quanto né troppo fredda né troppo calda per ospitare acqua e quindi vita. Il corpo celeste, scoperto il 23 luglio 2015, si chiama “Kepler 452b” presenta molte caratteristiche simili alla Terra, tanto che molti astronomi già lo chiamato la “Terra-bis” oppure il “gemello della Terra” , la distanza dalla sua stella è di 150 milioni di chilometri proprio come la distanza da noi e il sole, inoltre l’età del pianeta è circa di 6 miliardi di anni quindi la vita avrebbe avuto tutto il tempo di evolversi fino ad arrivare a specie intelligenti forse anche migliori di noi.

Ma cosa rende un pianeta abitabile? I fenomeni biologici necessitano di temperature alle quali i legami forti siano stabili e necessitano di un solvente come l’acqua per le interazioni dinamiche tra particelle. Ecco perché L’acqua è un elemento fondamentale per la vita e un pianeta deve anche essere grande abbastanza perché la sua gravità sia tale da avere un’atmosfera capace di trattenere il vapore acqueo e quindi di far scendere la pioggia. La scienza ci insegna che le forme organiche sono costituite da soluzioni acquose di molecole carboniose quindi altra caratteristica fondamentale per la vita sono le rocce, veri e propri magazzini di carbonio e un ciclo che permetta di riutilizzarlo. Kepler 452b potrebbe presentare tutti questi attributi “terrestri”.

La sonda Kepler appartiene alla NASA, e nonostante i suoi legami con i media la notizia non è stata diffusa molto dai giornali; in Italia solamente due quotidiani hanno dedicato almeno una pagina alla scoperta scientifica e quasi nessuno ha precisato un importantissimo dettaglio: è vero, abbiamo trovato un pianeta simile al nostro ma anche se sapessimo, per certo, che ci fosse vita non ci sarebbe nessun cambiamento per l’umanità poiché essendo distante 1400 anni luce, qualsiasi messaggio impiegherebbe il tempo che intercorre tra noi e Omero per arrivare da un pianeta all’altro. Inoltre il “dietro le quinte” della spettacolare scoperta ci svela che quello che possiamo conoscere di Kepler 452b dipende solamente da delle flessioni annuali della luminosità della sua stella: come se studiassimo una mosca che passa davanti ad un faro, non siamo ancora capaci di studiare la composizione di un’ipotizzabile atmosfera neppure con lo spettrografo più sofisticato HARPS costruito da italiani nel 2003 nell’Osservatorio Australe Europeo in Cile.

Il satellite Kepler ha fatto e continuerà a fare un buon lavoro, infatti con un telescopio di 95 centimetri di apertura a bordo a 150 mila chilometri dalla Terra e in orbita intorno al sole ha già scoperto 4200 esopianeti talvolta anche simili alla Terra. Noi però non ci accontentiamo, infatti è già programmato nel 2024 il lancio di una sonda con 34 telescopi  con lo scopo specifico di trovare gemelli della Terra che siano a meno di 70 anni luce da noi. Solo così potremo conoscere veramente in nostri coinquilini dello spazio.

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