Recensione – Justice League: DC VS Marvel?

La DC, nel tentativo forse di stare al passo con la Marvel, ha compiuto scelte programmatiche e commerciali evidentemente di basso impatto sul pubblico. Pellicole come Batman VS Superman (Zack Snyder, 2016) e Suicide Squad (David Ayer, 2016) sono da considerarsi delle accozzaglie di personaggi caricature di se stessi o degli attori che li interpretano, immersi in situazioni ridicole, che rovinano le storie da cui sono tratte le vicende. Nulla in quei film attrae facendo provare allo spettatore quelle emozioni che si avvertono quando ci si appassiona ad un personaggio ed alla sua storia. Sorgono dubbi anche sul perché alcuni spunti interessanti, che differivano dalla versione cartacea perché logicamente risultavano molto più adatti alla versione cinematografica, siano svaniti nel nulla, uno su tutti gli effetti della kriptonite, sostituiti dall’esposizione o meno del protagonista all’atmosfera del suo mondo (idea del buon C.Nolan, al pari di un’altra mente geniale come J.Cameron che aveva donato l’idea delle ragnatele organiche per Spider-man, utilizzata poi da S.Raimi).

Justice League contravviene con quanto avvenuto, per fortuna: è piacevole, ma il paragone con ciò che è stato già visto in giro è inevitabile, e questo film non ne esce del tutto vincitore.

Distribuito nelle nostre sale il 16 novembre, è arrivato subito ai primi posti degli incassi di tutto il mondo, nulla di nuovo per un cinecomics che promette una raccolta di tanti bei personaggi tutti insieme in un unico film. Il film si apre mostrando cosa è diventato il mondo dopo la scomparsa di Superman ed in conseguenza dell’ascesa di esseri alieni sulla Terra continuano a manifestarsi nuove minacce. Dopo una carrellata delle storie personali di ogni personaggio, sorvolando sulle loro origini, appena accennate da pochi dialoghi, ci si sofferma sulla vita che conducono attualmente in parti diverse del globo.
Il Batman di Ben Affleck li cerca tutti e li raduna con l’aiuto di Gal Gadot, aka Wonder Woman, nel la prospettiva di un’imminente mega-nemico conquistatore di mondi.
Il film non manca di evidenziare i drammi che ognuno di questi eroi si porta dietro, cercando di portare alla luce le motivazioni che li spingono a lottare.

La pellicola è stata girata da Snyder e rimaneggiata in gran parte dal papà degli Avengers, Joss Whedon, co-sceneggiatore e co-regista (non accreditato) per rimediare all’abbandono di Snyder dovuto a cause personali. Le due mani sono evidenti e tutto il prodotto che ne viene fuori non può fare a meno di sembrare una brutta copia ben riuscita di The Avengers della Casa delle idee.

Tutto il film è intriso di un’atmosfera talvolta inutilmente drammatica e tormentata e da situazioni forzatamente umoristiche nel tentativo di smorzare la serietà di personaggi che si prendono troppo sul serio, sostenuti da una costruzione dei dialoghi che non gli rende giustizia.

Tuttavia il passo in avanti c’è stato, narrativamente, nel creare una storia di gruppo che gradualmente si amalgama per perseguire un fine superiore. Graficamente, perchè la DC ha dalla sua parte la capacità di mantenere l’impronta stilistica di un autore, a differenza della Marvel in cui è la produzione che fa da padrona, anche sulle scelte artistiche, riducendo il tutto ad un’immensa saga girata da un’unica persona, quasi sicuramente una scelta di coerenza per il cosiddetto “Marvel cinematic universe ”, ma il bello di un’opera è anche riconoscerne la firma.

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Juliet

Salve a tutti. Sono Annalisa Ballerini, una cinefila entusiasta di condividere con un pubblico la propria passione per la settima arte!

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