Jack lo squartatore ovvero l’archetipo dell’assassino seriale

Jack squartatoreNotizia freschissima, quasi di giornata: un ennesimo appassionato e forse studioso di criminologia ha appena proposto un’ennesima teoria in merito all’identità di Jack lo squartatore.

In questo caso l’autore della nuova ipotesi si chiama Wynne Weston-Davies e l’assassino andrebbe identificato in tale Francis Spurzheim Craig. In fondo non è tanto la sostanza specifica di questa opzione ad incuriosirci ma la costanza di un interesse imperituro nei confronti di Jack lo squartatore, il killer seriale per antonomasia. Perché qualcosa ci lascia presagire che anche questa formulazione andrà ad arricchire la gragnuola di scritti e la ridda di supposizioni finora espresse, lasciando però terribilmente nel mistero la serie di delitti compiuti nell’estate del 1888 nell’East End londinese.

Ritrovamento di una delle vittime di Jack lo Squartatore

Sono passati ormai 127 anni da quei fatti ma non si placa il fascino esercitato da questa macabra e truculenta vicenda, e non si attenua neppure l’attrazione fatale operata dalla personalità di Jack. Sarà forse l’ambientazione vittoriana, lugubre e a tratti malsana, a costringerci a tenere vivo questo ricordo, oppure sarà la modalità cruenta e spesso criptica attraverso la quale il killer ha agito, o forse è semplicemente l’impossibilità di dare un volto a questo astuto carnefice ad alimentare un carisma indefettibile.

In inglese è stato coniato un termine apposito: “Ripperology”; potremmo tradurlo alla buona, ma comunque malamente, con ”squartatorologia” e potremmo usarlo per indicare un settore ampio di generica produzione culturale (alle volte anche pseudo-culturale) legata a Jack lo squartatore.

E vorremmo qui presentarvi una selezione delle migliori opere saggistiche prodotte finora da specialisti del settore, un insieme di letture obbligate per chi voglia avvicinarsi alla storia dello Squartatore.

A nostro parere, al primo posto è inevitabile collocare “Complete History of Jack the Ripper” (1994) di Philip Sudgen, uno storico di professione, molto sensibile alle questioni dell’Inghilterra di fine Ottocento. Il libro è scritto magnificamente e segue la successione degli eventi con intelligenza e minuzia, fornendo al lettore gli strumenti per ben comprendere il quadro indiziario. Probabilmente si tratta della pubblicazione qualitativamente migliore fra quelle che si sono occupate di Jack.

In seconda posizione dobbiamo segnalare l’opera di Paul Begg, “Jack the Ripper – The Definitive History” (2003), volume tradotto in italiano nel 2006 da UTET. Paul Begg è da molti ritenuto il massimo esperto mondiale dello Squartatore ed ha preso parte anche ad alcune opere documentaristiche. Il libro è scritto con maestria e non si può certo dire che abbia lacune manifeste ma, come molti hanno notato, l’inquadramento storico fornito dall’autore nelle prime pagine del libro è un po’ ridondante e forse inopportuno (addirittura si comincia con la fondazione di Londinium ad opera dei romani).

Interessante è l’approccio di stampo investigativo impiegato da Trevor Marriott, detective britannico in pensione, a suo tempo in forza al Criminal Investigation Department, in “Jack The Ripper – The Secret Police Files” (2013).

E’ doveroso segnalare la fatica letteraria della notissima scrittrice di gialli Patricia Cornwell, “Ritratto di un assassino – Jack lo squartatore” edito nel 2002. La scrittrice sostiene con convinzione l’ipotesi secondo cui il colpevole degli omicidi di Whitechapel sarebbe il pittore Walter Sickert. Il libro, a dire il vero, non brilla per eccezionalità e può essere evitato.

In ultimo vi segnaliamo “Scotland Yard Prime Suspect” (2011) di Robert House. Dategli un’occhiata, può valerne la pena davvero, magari dopo aver letto qualcuno dei libri presentati in precedenza.

Una cosa rimane certa: non smetteremo mai di essere attratti dalla animalesca ma astuta brutalità del male. Forse.

 

Vi è piaciuto il mio articolo? Condividetelo!

Condividi su