INTERVISTA – Bruciare violini per vendere la cenere!

Very Nerd People ha avuto il piacere di fare due chiacchiere con Stefano Farolfi, l’ideatore, nonché produttore, regista, sceneggiatore e protagonista della pluripremiata web serie Bruciare violini per vendere la cenere! Stefano ha dedicato anima, corpo e tanta passione ad un progetto davvero ambizioso quanto particolare e raramente rappresentato sulla scena italiana: un misto di fantasy medievale e commedia ambientato in un tempo e un luogo incerti, denominato country punk.

Il nostro protagonista è Essilo, interpretato dallo stesso Stefano, uno zelante bardo in cerca di avventure, fedelmente accompagnato da Arialco, un cowboy dal carattere del tutto antitetico rispetto al suo amico che, per colpa della sua lingua lunga, rischia sempre di mettersi nei guai.
I due incontrano sul loro cammino Tigotea, una dolce contadinella che spera di mettere sul mercato la sua bevanda di cui lei stessa ignora tutte le potenzialità magiche: l’Alapapua. Fra politici, delinquenti, giullari, scontri di ogni sorta e rotture della quarta parete, se ne vedranno di tutti i colori!

  • Ci parleresti del titolo? Come ti è venuto in mente?  

Bruciare violini prende spunto dal folklore della Romagna ed il titolo fa riferimento proprio a un detto romagnolo. Una sera mia nonna stava guardando la tv, io stavo cercando un titolo per la serie e ad un tratto ha esclamato: “Questi bruciano violini per vendere la cenere”, inveendo contro la televisione. Ho pensato fosse un titolo perfetto perché rispecchia bene lo stampo della trama dell’intera serie: impegnarsi tanto facendo alla fine una cosa stupida e poco remunerativa.

  • Perché hai deciso di creare la serie? 

Principalmente per tre motivi. In primo luogo mi sembrava di aver avuto un’idea carina e pensavo potesse piacere anche ad altre persone! Poi poteva essere una buona occasione per costruire un portfolio, una specie di biglietto da visita per poter in futuro essere considerato e supportato da produttori o altri enti, magari per una seconda stagione o un altro progetto? Chissà. Però perché tu venga notato devi aver qualcosa da mostrare per far vedere il tuo potenziale. E in ultimo, ho sempre partecipato a progetti teatrali o audiovisivi, ma il tutto in piccolo e volevo affacciarmi per la prima volta ad un pubblico più vasto. Nel mio piccolo e con le risorse a disposizione ho cercato di fare qualcosa con uno spirito proprio, puntando sui personaggi, sul tono e sull’ambientazione.

  • Come sono nati i personaggi? 

Tanto tempo fa giocavo una campagna di D&D con degli amici e impersonavo un bardo ed è così che è nato il personaggio di Essilo e tutta la storia che gli ruota intorno. Continuavo a caratterizzare il mio bardo aggiungendogli il cappello e infine tutto l’abbigliamento piratesco, ispirato a Jack Sparrow, come si vede nella serie. Lo stile di Essilo rimanda all’idea romantica del pirata in cerca di avventura. Arialco, il suo compagno di avventure, è ispirato al Trinità di Terence Hill e, se vogliamo continuare il parallelismo con D&D, si può dire che si tratti di un guerriero. La coppia Essilo-Arialco ricorda quella Bud Spencer-Terrence Hill. Tigotea, impersonata da Sara, è un personaggio che è stato plasmato proprio su quest’ultima. Per caratterizzarla le ho dato la bevanda contadina incrociando così la tradizione rurale con quella nomade, ricorda una gitana, o nel mondo di D&D, una chierica. Rauross, il Selvaggio da guardia di Tigotea, è invece ispirato agli indiani d’America e ad un barbaro stupido di un amico. Un altro personaggio interessante, dal punto di vista psicologico, è lo spaventapasseri che ho reso tale perché cercavo l’elemento campestre che più esprimesse il concetto di solitudine e invisibilità e chi è in campagna che non viene mai notato? Lo spaventapasseri.

  • Qual è stato il personaggio più divertente da caratterizzare? 

Senz’altro Amir, è quello che fa più ridere pur essendo un personaggio secondario. E’ uno straniero che vuole fare il politico e puoi fargli fare di tutto. Anche lui è ripreso dal gioco di ruolo: era un mago intelligente ma con saggezza 2, è ingenuo ma è anche un gran falsario. Insomma, un personaggio. Il suo costume è un incrocio fra il politico e un abbigliamento esotico. Un fatto divertente per quanto riguarda il suo costume risale all’ultimo giorno di riprese: avevo lavato le sue scarpe di scena perché si erano sporcate, l’ho messe fuori ad asciugare ed un cane le ha rubate e mangiate!

  • E i costumi? 

I costumi li abbiamo fatti tutti io e mia nonna. Io mi sono occupato del concept, dei cartamodelli e delle parti in ferro, come quelle delle armature: per quella del cowboy ad esempio ho usato una lamiera in ferro di un millimetro e mezzo che ho piegato con un martello e un’incudine o per la giacca dello Spaventapasseri ho usato un telo di panno per imbianchini e delle fibbie. Le altre parti in stoffa dei costumi le ha cucite tutte a macchina mia nonna e poi ci siamo arrangiati come potevamo. In più i cappelli hanno aiutato a nascondere la crescita dei capelli nei vari giorni di ripresa, cosa che ho apprezzato solo dopo!

  • Dove avete girato? 

Invece che indebitarmi economicamente, mi sono indebitato di favori ma ne è valsa la pena. Mi hanno concesso l’utilizzo amichevole di un sacco di monumenti storici come la Rocca di Bagnara di Romagna al di fuori della quale, per una scena verso la fine della serie, abbiamo montato un gigantesco tappeto gonfiabile utilizzato per attutire le cadute degli stuntman nelle scene d’azione: siamo saltati giù dalle mura della rocca, quasi 9 metri, per scappare agli scagnozzi che ci inseguivano! E’ stato divertente ma il giorno dopo avevamo il collo distrutto causa tutti i salti che avevamo fatto per i vari take. La serie è stata girata in borghi (Palazzuolo sul Senio, Terra del Sole), rocche (Imola e Bagnara di Romagna), gallerie di antiquariato (Palazzo del Buon Signore), cascine, fattorie piene di animali e sotterranei. In una location, la galletria d’arte antica “Palazzo del Buon Signore”, abbiamo fatto venire un colpo al proprietario perchè, in una sala piena di vasi ciascuno con almeno un centianio di anni di vita, abbiamo girato una scena nella quale i personaggi si rompevano vasi l’uno addosso all’altro. Siamo stati anche in fattorie didattiche, dove il nostro selvaggio (Rauross, il “selvaggio da guardia” della contadinella), per entrare nella parte ed avere un aspetto realistico, si rotolava davvero nel giardino dove pascolavano gli animali (per poi girare la scena dove salta addosso a Tigotea).

  • E gli attori?

Tutti gli attori sono amici che hanno parteciato al progetto: quasi tutti avevano già esperienze recitative ma alcuni sono attori di professione come Alessandro Migliucci (Evarion, lo spaventapasseri di Tigotea) o Pippo Santonastaso, attore di cinema e teatro degli anni ’80 e tutt’ora in attività, che interpreta il simpatico e intraprendente prete di paese Padre Baffalo (in un certo senso è un ruolo che omaggia il personaggio che faceva ne “il bisbetico domato” con adriano celentano). Gli attori principali sono 12, così tanti per creare eventi in ognuno dei 15 episodi, nonostante il minutaggio ridotto; oltre a questi ci sono un grande numero di comparse e figurazioni speciali, alcune quasi più divertenti dei personaggi princpiali, come Grizzly, le nonne, i contadini, il Mimo, Sa-hal Ham-in, che potete vedere disseminati lungo tutta la serie. Tutti si sono dati un gran da fare, soprattutto nelle scene d’azione, nelle quali si sono buttati senza la preparazione adeguata, come solo chi è molto coraggioso o particolarmente incoscente può fare!

  • Hai avuto una troupe al tuo fianco in questa avventura?

Non molto da segnalare, è stata particolarmente ridotta, due ragazzi che hanno gestito la parte tecnica delle riprese audio/video: sono due professionisti. Oltre a loro mi sono rivolto ad un musicista per la composizione delle musiche (che ora si trova in America al Blackbird studio per un corso di alta formazione nella produzione musicale), a due ragazzi che hanno gestito la color correction di tutta la serie e un tecnico audio che mi ha fatto mixaggio e audio delle 30 tracce che gli passavo con dialoghi, musiche ed effetti.

  • Hai partecipato a molti festival, come è stata accolta la serie?

I festival sono un grande punto di incontro per gli autori: ho fatto un sacco di conoscenze con professionisti del settore e alcune volte sono nate belle amicizie (a distanza, perchè è più probabile trovare persone di altre nazioni o addirittura continenti, che persone vicine) e anche collaborazioni (alcuni di noi hanno realizzato una sorta di serie a staffetta, dove ognuno girava un episodio che finisce dove inizia il successivo e così via…); è ovvio che si spera sempre in un premio anche se non sempre arriva… e a volte si finisce con un po’ di invidia per i vincitori! Per fortuna Bruciare Violini è una serie che bene o male tutti finiscono per prendere in simpatia!

  • Di cosa vai più fiero? 

Mi piacerebbe avere la conferma che la maggior parte di coloro che guardano Bruciare Violini la trovino una serie curiosa e inaspettata: questo mi renderebbe molto fiero. Non volevo fare l’emulazione di un prodotto esistente bensì partire da certe ispirazioni che ho avuto e creare qualcosa di diverso. Spesso, causa i tempi serrati del format web, uniti ai problemi dati dall’ambientazione fantasy (pochi scorci adatti alle riprese) e alle risorse limitate, la narrazione è abbastanza contratta: spero che non risulti un limite insormontabile e che non faccia passare il giudizio del pubblico da “inaspettato” a “confuso”!

  • Quali sono i tuoi prossimi progetti? 

Le ferie! L’unica cosa che per adesso vedo come veramente “fantasy” (nel senso di irrealizzabili)! Mi piacerebbe andare avanti con una seconda stagione con più risorse in modo da correggere alcuni difetti e fare un prodotto migliore. Non è semplice perchè non è semplice trovare i finanziamenti, io non sono nemmeno un gran fan dei crowdfounding (e non abbiamo nemmeno abbastanza pubblico per poter aspirare a grandi cifre).

Bruciare violini per vendere la cenere esce ogni lunedì e giovedì su Cubik Tv e sono 15 episodi per un totale di 90 minuti. Noi di Very Nerd People, Stefano, tutto il cast e la troupe e, soprattutto, la nonna Alba ci auguriamo che la serie, carica di tutto il suo carattere e la sua unicità, possa piacervi e che possiate apprezzare il risultato dell’avventura di questo talentoso ragazzo che ha avuto inizio nel lontano 2011. Ad ogni modo, come dice Stefano: “Nel bene o nel male sarà sempre una storia da raccontare ai nipotini!”. E se avete altre domande da rivolgergli potete scriverle nei commenti!

CAST:
Personaggi principali:
Sara Bambi – Tigotea
Francesca Bugamelli – Tuotila
Matteo Celli – Zerco
Enrico Galassi – Arialco
Stefano Farolfi – Essilo
Eugenio Massara – Bardolo
Personaggi di supporto:
Federico Caiazzo – Amir
Alessandro Migliucci – Evarion
Pippo Santonastaso – Padrea Baffalo
Enrica Severi – Casia
Marco Silvestri – Rauros
Enzo Zuffa – Tebo
TROUPE:
Regia, sceneggiatura, produzione, montaggio audio/video, ideazione costumi: Stefano Farolfi
Realizzazione costumi Stefano Farolfi, Alba Martelli
Riprese e fotografia: Nicola Gamberi
Color grading: Sara Passuti e Davide Rossetti
Musiche originali: Michele Suzzi con la partecipazione di Alessandro Giacomoni e Filippo Medici
Postproduzione audio: Nicola Pacetta
Aiuto produzione: Lucia Cristiani, Laura Zoli
Trucco: Laura Zoli

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Juliet

Salve a tutti. Sono Annalisa Ballerini, una cinefila entusiasta di condividere con un pubblico la propria passione per la settima arte!