In guerra per amore – Pif vince o perde?


In guerra per amoreNelle sale cinematografiche è uscito “In guerra per amore”. Pif è tornato, sono tornati i protagonisti dei suoi film, Arturo e Flora; e tutti e tre, insieme, sono tornati a raccontarci una storia siciliana, la Storia siciliana, quella non ufficiale, vista da un piccolo e curioso punto di vista!

Se, in “La mafia uccide solo d’estate, gli occhi erano quelli di un bambino cresciuto negli anni ’90 con la fissa per Andreotti,  in “In guerra per amore” sono quelli di un giovane cameriere italoamericano (sempre interpretato da Pif) privo d’interesse per la sua terra d’origine, che sarà costretto a conoscerla durante il secondo conflitto mondiale per chiedere in moglie la sua amata Flora (questa volta Miriam Leone) al padre.

Le aspettative erano alte dopo il primo film (da cui probabilmente nessuno si aspettava niente), in parte Pif le ha soddisfatte, in parte disattese.

Partiamo da ciò che ci è piaciuto, ovvero, in sintesi, tutto ciò che ha in comune col primo film!

Infatti, almeno ad un primo sguardo, non ritroviamo solo i nomi dei protagonisti a accomunare le due opere di Pif, ma anche lo stesso tema a lui caro, la stessa “guerra per amore” in difesa della sua terra, contro chi non la ama, con chi la rovina: la Mafia, questa volta affiancata da dei potenti alleati però, gli Alleati, che nel 1943 presero il controllo della Sicilia facendo un patto con Cosa Nostra.  Stesso tema, un’ottica diversa, la stessa acuta e pungente delicatezza!

Non solo.. Come in “la mafia uccide solo d’estate” anche qui la trama è un percorso di agnizione, una presa di coscienza del fenomeno criminale che nel protagonista (interpretato da Pif stesso) avviene poco a poco, fino a imporsi con amara evidenza nel finale.. Arturo non è un paladino dell’antimafia né di qua né di là dunque, ma una persona qualunque che messa davanti all’evidenza dei fatti amplia i suoi orizzonti e impara dalla vita ciò che è bene e ciò che è male, ciò che dovrebbe fare ogni siciliano, ogni italiano, ogni persona con una morale. Partendo sia in questo che nell’altro film (narrativamente e fisicamente) da un amore non bene giustificato verso una donna,  si arriva sempre ad amare un’isola intera!

Non poteva  poteva poi mancare lo stesso stile di ironia, che caratterizza Pif da sempre e che nei film diventa un mix di comicità e amarezza quasi pirandelliane. Così si ride tanto, soprattutto nella prima parte del film, dopodiché il sorriso si congela un po’ sulla faccia, sostituito dalla cognizione del fatto che le cose non dovrebbero esattamente andare così… In questo caso il processo è un po’ invertito rispetto all’opera prima. In essa l’amarezza veniva riscattata dalle commuoventi immagini finali, piene di speranza per un futuro con più coscienza, questa volta Pif ha voluto lasciarci con  l’indignazione…

Fin qui tutto bene.. ma allora in cosa le aspettative sono state disattese?? Il problema forse sta proprio nel pregio che fin qui abbiamo illustrato: tante somiglianze con il primo film, ma niente in più, niente da aggiungere, nessun passo avanti, anzi forse qualche passettino indietro…

Infatti anche la maggiore attenzione ai dettagli, in alcuni punti quasi maniacale, in realtà nasconde un difetto di trama, di struttura principale del film, che si sfrangia, si perde nel tentativo di tenere insieme le vicende di Arturo e Flora e il vero fulcro su cui Pif vuole concentrare la storia: il fenomeno mafioso durante la guerra.  Se le prime sono evidentemente in funzione del secondo, fungendo quasi da scusa, l’insieme ne risulta comunque disarmonico, stridente, malriuscito..  

In più c’è la del tutto ingiustificata inserzione di personaggi inutili all’economia della storia, macchiette comiche che rubano spazio alle vicende principali, che avrebbero invece necessitato di un maggior sviluppo. Peccato.. Tutto ciò ci fa attribuire al film solo l’aggettivo “carino”, non “bello”, come invece lo era stato “La mafia uccide solo d’Estate”.

Questo non significa che non dobbiate andarlo a vedere, anzi! Sarebbero soldi sicuramente ben spesi rispetto a quelli per i biglietti della maggior parte dei film italiani al botteghino negli ultimi anni.. Se siamo così severi è solo perchè si tratta di Pif e da Pif ci si aspetta tanto. E poi chissà, ci sta benissimo che avrete un’opinione diversissima dalla nostra.

Dunque, mentre aspettiamo la trasposizione in serie televisiva del primo film (chissà come sarà?!) , correte a vedere “In guerra per amore”.. vi aspettiamo qui per avere la vostra opinione!!

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