The Imitation Game: come sono nati i computer?

The Imitation Game

Chi non si è mai chiesto come sono nati i primi strumenti che hanno contrinuito alla nascita della tecnologia digitale? Senz’altro molte persone, ma sono sicura che nonostante ciò la curiosità sia propria di ogni sfruttatore di questi mezzi. E quindi, quando è nato il primo computer?

La risposta a questa domanda è stata descritta e approfondita da Morten Tyldum alla fine dell’anno scorso (2014) grazie al suo film “The Imitation Game” che racconta la storia del matematico Alan Turing, forse uno degli inventori che più a contribuito alla definizione e inizializzazione della tecnologia digitale, interpretato magistralmente da Benedict Cumberbatch. Distribuito in Italia dalla Videa CDE, la pellicola si è già aggiudicata varie nominations anche agli Academy Awards nelle categorie di: miglior film, regia, attore protagonista, attrice non protagonista (Keira Knightley), sceneggiatura, colonna sonora, scenografia e montaggio. Vediamo in breve la trama:

Seconda Guerra Mondiale, 1939. La Gran Bretagna entra in guerra. Il vero grande scoglio che non permette di far sapere agli inglesi dove e quando i tedeschi attaccheranno è la cosiddetta macchina “Enigma”, la macchina che cifra e decifra le suddette indicazioni. Di conseguenza è stato creato un progetto ad alto livello di sicurezza che prevede che un gruppo di vari crittoanalisti, matematici ed esperti di giochi di logica riescano a trovare un modo per decifrare i messaggi criptati. Il matematico  Alan Turing si propone per un posto nel gruppo e lo ottiene dati i suoi enormi successi universitari successivamente ad un colloquio con il comandante Alastair Denniston. Inizia così la collaborazione con le menti più brillanti nel campo di tutto il Regno Unito quali per esempio Hugh Alexander, campione di scacchi, e il giovane Peter Hilton. Turing, data la sua indole diffidente degli altri e piuttosto introversa, non è ben visto all’interno del gruppo e soprattutto dal Comandante che con qualsiasi pretesto cerca di buttarlo fuori in ogni momento. Alan sta però lavorando ad una macchina, “Christopher”, che permetterà di abbandonare il vecchio metodo a tentativi e logica per decriptare i messaggi ma riuscirà a decifrarli tutti in pochissimo tempo tutti i giorni. Per costruirla il matematico ha bisogno di fondi ed ambisce anche al posto di comando del gruppo. Il Comandante rifiuta le sue richieste portando Turing a rivolgersi allo stesso Churchill che esaudisce ogni sua richiesta. Dopo aver licenziato due componenti della squadra, che andavano particolarmente contro Alan, egli necessita di nuovi colleghi e indice un concorso che prevede la risoluzione di un cruciverba. Tra i due vincitori spicca una donna, Joan Clarke (ricordiamoci che il maschilismo ed i pregiudizi regnano ancora sovrani). Dopo mesi e mesi di lavoro e l’aiuto dei suoi colleghi, nonostante la totale mancanza di fiducia che molti hanno nel suo progetto, Alan Turing, riuscirà a ottenere ciò che desidera? Riuscirà Christopher, l’utopico strumento, a funzionare? Il film rievoca tre momenti della vita del matematico, in ordine cronologico il primo è ambientato a quando Turing frequentava la scuola coltivando una solida amicizia con Christopher, un suo compagno con cui inizia ad approcciarsi alla crittografia. Il secondo momento è quello sopra descritto e il terzo racconta gli anni successivi, precisamente il ’52 (fino al ’54), anno in cui Turing fu arrestato e processato per atti osceni in quanto omosessuale e “scelse” la “cura” chimica al posto del carcere, luogo in cui non avrebbe potuto continuare a lavorare alla sua macchina.

“The Imitation Game” è un altro brillante esempio di come il cinema possa riportare alla luce la vita di grandi geni della storia. Esso prosegue la tradizione di capolavori come “A Beautiful Mind”(2001) di Ron Howard e “The Social Network” (2010) di David Fincher. Accompagnato nelle sale recentemente anche da “La teoria del tutto”, lungometraggio sulla vita del cosmologo Stephen Hawking. Il ricordo dei grandi geni ci è quindi familiare e spesso per coinvolgere maggiormente si ricorre a tecniche narrative quali per esempio, come in questo caso, l’analessi (o flashback) e la prolessi che riescono a chiarire e anticipare allo spettatore (senza svelare troppo) ciò che è successo e ciò che avverrà.

The Imitation Game 2

Interpretare la figura di Alan Turing è stata senz’altro una grande sfida per l’attore Benedict Cumberbatch che doveva far capire come la fine che è stato costretto a scegliere il crittografo per le umiliazioni e le accuse subite rappresenti ancora oggi un motivo di vergogna non solo per il Regno Unito ma anche il mondo intero che ha conosciuto (e purtroppo conosce ancora) l’omofobia e la discriminazione. “The Imitation Game” non è solo un film che racconta come sia nata l’informatica ma anche l’orrore che si celava dietro le cosiddette “cure” e condanne di coloro che di essere curati e condannati non ne avevano assolutamente bisogno. La pellicola invita quindi a riflettere su come gli omosessuali, senza distinzione di ceto, classe, colore e meriti, abbiano subito e chi, purtroppo come Turing, si sia ribellato e abbia scelto di non essere vittima di tali umiliazioni. Si conta che grazie alla macchina di Turing la guerra fu abbreviata di ben due anni risparmiando la vita a 14 milioni di persone, un bel numero. Il suo curriculum militare venne tenuto nascosto fino agli anni Settanta, nel 2009 vennero formulate delle scuse verso la sua persona dal Primo Ministro Gordon Brown e nel 2013 la Regina Elisabetta, dopo un appello da parte di grandi esponenti del mondo scientifico (tra cui Stephen Hawking), ha elargito la grazie postuma per Alan Turing. Nonostante tutto Turing è considerato il padre dell’informatica moderna.

Dal punto di vista tecnico il film è ben realizzato. L’interpretazione di Cumberbatch è davvero notevole ma, a mio parere, lascia molto più a desiderare quella della Knightley che manca, in alcuni momenti, totalmente di espressività. Particolare la colonna sonora ed estremamente interessante la scenografia e la scelta dei colori: più caldi durante la guerra e più freddi nel periodo della condanna.

Citazione: Sono le persone che nessuno immagina che possano fare certe cose quelli che fanno cose che nessuno può immaginare. (Christopher/Alan/Joan)

 

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Juliet

Salve a tutti. Sono Annalisa Ballerini, una cinefila entusiasta di condividere con un pubblico la propria passione per la settima arte!