Il vecchio che leggeva romanzi d’amore

l-sepulveda-il-vecchio-che-leggeva-romanzi-damore-2004-parmaSi può sopravvivere all’umanità solo leggendo, o almeno questo è quello che tenta di fare il protagonista del libro “Il vecchio che leggeva romanzi d’amore” di Luis Sepulveda, edito da Tea in Italia e pubblicato per la prima volta nel 1989.

La trama parla di un uomo che vive da solo ai margini della foresta amazzonica in un paesino chiamato El Idilio, questo paese si trova sperduto lungo i margini di un fiume, loro unico mezzo per comunicare con il mondo “civilizzato”, infatti essendo così sperduto e isolato raramente è coinvolto nella vita dello Stato. In questo villaggio, amministrato da un sindaco imposto e che non comprende il luogo, vive un vecchio più solitario di altri che passa il suo tempo dormendo, cacciando quando necessario e leggendo romanzi d’amore; egli ha alle spalle una storia che per alcuni può essere dolorosa, ma che l’uomo accetta come parte del suo passato, infatti Antonio José Bolivar, non si era trasferito da solo in quel luogo sperduto ma, anni prima, era andato a vivere nella foresta con la moglie per sfuggire alla malelingue del loro paese natale, poiché la coppia non era mai riuscita ad avere figli.

La sfortuna vuole che la moglie, dopo due anni di vita grama nella foresta tentando di coltivare le zone che strappavano ai suoi artigili, morì di febbre malarica e Antonio, distrutto dal dolore e costretto a sopravvivere, si ritrovò a doversi adattare alla vita amazzonica incominciando a frequentare la popolazione degli Shuar, gli indigeni del luogo, che in poco tempo insegnarono all’uomo non solo come sopravvivere nella foresta, ma anche la loro filosofia di vita basata sul rispettare ciò che li circonda; da qui inizia una nuova fase per la vita di Josè, che si lascia alle spalle l’animo da contadino cristiano e diventa parte integrante di questo popolo.

“Nessuno riesce a legare un tuono, e nessuno riesce ad appropriarsi dei cieli dell’altro nel momento dell’abbandono”

La storia prende una piega diversa quando Antonio sarà costretto, per il bene della comunità, a fare una spedizione con gli altri uomini nella foresta alla ricerca di un tigrillo rabbioso, una delle bestie più pericolose, che è infuriato poiché alcuni gringo hanno cacciato e ucciso la sua compagna e i suoi cuccioli.

Una storia  su cui dovremo riflettere poiché molte saranno gli insegnamenti che ci vengono dati durante la lettura, vedremo dei cambiamenti radicali tra la vita dell’uomo nel suo presente e ciò che era nel suo passato andando a scavare, tramite i suoi flashback, nello scontro tra civiltà e natura, una tematica che adesso dovremo considerare scottante; oltretutto durante tutta la storia vedremo questo scontro, che ovviamente verte a favore della natura, nelle discussioni con il sindaco di El Idilio che litiga con il nostro protagonista, considerandolo un selvaggio e quasi un malato mentale, e che ha un atteggiamento nei suoi confronti di superiorità durante tutta la storia, anche nei momenti in cui i suoi errori sono palesi.

Antonio Bolivar è quasi una figura romantica, che ha vissuto ed amato non solo una persona, ma anche e sopratutto la natura incontaminata che lo circonda e che durante la sua vecchiaia si godeva la sua solitudine ai margini del villaggio, accompagnato solo da alcuni libri per tenergli compagnia e permettergli di vivere in tranquillità senza essere toccato dal Mondo che lo circondava.

Un libro che consiglio vivamente a chiunque sia affascinato da quel genere di natura amazzonica che risulta a tratti anche soffocante e molto pericolosa, ma che se conosciuta ed apprezzata può essere vissuta a pieno; quindi questo era tutto vi ricordo di lasciare un mi piace al post e alla pagina Very Nerd People per continuare a vedere i prossimi articoli! Buon weekend.

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Studente universitario del piemonte a tempo perso,ho sempre divorato libri,fumetti e film da che ho memoria!