Il potere del cane

71mz5ow4hcL“Il potere del cane” di Don Winslow, edito da Einaudi nel 2009 in Italia, è un libro che ho conosciuto grazie a Zerocalcare, che ne parlava in una delle storie, quindi incuriosito dal titolo e dal genere, mi sono convinto a comprarlo.

L’autore riversa la sua esperienza in questi libri, poiché prima ha lavorato come investigatore privato, questo gli ha permesso di diventare  un esponente del genere poliziesco moderno; infatti riesce a farci calare pienamente nelle atmosfere da lui descritte, portandoci a vivere una storia da spettatore esterno e  onnipresente sottoponendoci un mosaico di punti di vista differenti l’uno dall’altro.

La trama è molto complessa e molti saranno i protagonisti che incontreremo, primo fra tutti  Art Keller, il nostro eroe dalle mille sfaccettature, poliziotto sempre in prima linea nella guerra contro i cartelli della droga; egli è il nostro protagonista di cui seguiremo l’evoluzione e la crescita, in tutti i sensi,  poiché la storia parte dal 1975 fino al 1997, all’incirca, per aiutarvi a comprendere meglio il periodo di cui stiamo parlando, si parte dal periodo dello scandalo del Watergate fino al mandato di Bill Clinton come presidente negli USA.

Tornando ad Art egli è per metà messicano e per metà americano, che si ritrovò, per una serie d’eventi legati alle sue straordinarie capacità, a rientrare in Messico al fine di fermare il flusso di droga diretto negli USA. Una guerra che non avrà mai fine e che lo porterà a vedere numerose vittime tra i suoi amici e conoscenti, cosa che non solo rafforzerà il suo spirito da combattente, ma che lo porterà a non delineare un netto confine tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Dall’altro lato della barricata avremo numerosi personaggi che intrecceranno la loro storia con quella di Art, alcuni malvagi fino al midollo, altri lasciati tra il bene e il male, costretti dalle circostanze a compiere gesti non nella loro natura; primo fra tutti troviamo Miguel Barrera, boss della federazione dei narcos e i suoi due nipoti Adan e Raul, personaggi astuti che incarnano, ognuno a suo modo, una versione di questo male, dal killer spietato al freddo calcolatore che bada solo ai numeri. Avremo poi Nora Hayden, che inizia la storia come adolescente complicata che diventerà col tempo una prostituta d’alto borgo capace di tessere trame al fine di soddisfare il suo insolito senso della morale ed infine Sean Callan un giovane irlandese di Hell’s Kitchen che passa da inesperto furfantello a, quasi per caso, capo di un territorio e killer spietato per la Mafia italiana.

Le storie s’intrecceranno l’una con l’altra, non  sarà una lettura semplice all’inizio poiché saremo sbalzati da una parte all’altra del mondo, facendo risultare la trama quasi frammentaria, ma questo stile di scrittura entro i primi capitoli riuscirà a catturarci, ci coinvolgerà ancora di più tenteremo di trovare le connessioni tra i vari protagonisti come se noi stessimo ricostruendo le file della storia. Saremo messi di fronte a una realtà che viene ovviamente romanzata, ma che non si discosta così tanto da ciò che è accaduto o che si presuma sia accaduto; infatti viene da lodare la capacità dell’autore di collegare ciò che viene narrato con gli eventi che si susseguivano in quegli anni, uno fra tutti il famoso terremoto di Città del Messico del 1985.

Winslow riesce a creare una storia coinvolgente e affascinante, raccontando di come molte volte, al fine di poter combattere il “male”, si arrivi a giustificare tutto anche gli atti di violenza più spietati, non perché si è malvagi, ma perché si è stanchi di dover seguir regole che limitano la possibilità d’azione in un gioco molto più grande di ciò che possiamo immaginare. Una scrittura che cattura e trascina il lettore a fondo nelle viscere della trama, poiché si crea un intenso intreccio di destini, legati l’uno all’altro in modo indissolubile creando un cuore pulsante di malvagità, anche quando si tenta di fare del bene.

 

Detto questo vi saluto e vi lascio con alcune frasi dell’autore, quando gli venne posta la domanda :”Cosa significa il potere del cane?”

” Innanzitutto si tratta di una frase della Bibbia e questo ha sorpreso tutti quelli che mi conoscono, pensa che un amico mi ha detto “Ehi cosa ti è successo!? Una notte sei inciampato e ti si è aperta la Bibbia?”. È un salmo che recita “Salva l’anima dalla spada, salva il cuore dal potere del cane”. Una frase che continuavo a ripetermi e a ripetere a tutti per capire da dove provenisse, a cosa appartenesse e continuavo a ripeterla anche perché aveva una sua poesia che si rispecchiava con quello che stavo scrivendo. Poi ho incontrato una donna, un ministro del culto che ha sposato me e mia moglie, che mi ha spiegato che era nel vecchio testamento e che il potere del cane è la capacità e la consapevolezza dei ricchi e dei potenti di poter opprimere i poveri e coloro che non hanno nessun tipo di potere ed io dopo 500 pagine di libro mi sono reso conto che stavo parlando di questo. Inoltre nello slang americano il cane, soprattutto il cane nero è un sinonimo di dipendenza, si dice “Questo cane mi ha azzannato”, per parlare della dipendenza da una droga e quindi era perfetto per un romanzo che parlava di droga.”

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Trips

Studente universitario del piemonte a tempo perso,ho sempre divorato libri,fumetti e film da che ho memoria!