Il nemico alle porte: il confine tra leggenda e realtà

il nemico alle porte

Buonasera a tutti! Sono molti i film che raccontano le atrocità degli anni della Seconda Guerra Mondiale dal punto di vista strettamente militare, basti nominare “Salvate il soldato Ryan” (1998) di Steven Spielberg. Stasera voglio però recensirvi un capolavoro che pochi citano (anche se spero che più persone lo conoscano): “Il nemico alle porte” (2001) di Jean-Jacques Annaud. La pellicola vanta la partecipazione di Jude Law, Joseph Fiennes, Ed Harris e Rachel Weisz, tutti talenti del cinema contemporaneo. Vediamo in breve la trama:

1942, Stalingrado. L’esercito tedesco è determinato a conquistare la città russa definitivamente, ma l’esercito sovietico continua la sua resistenza. Vassili Zaitsev (Vasilij Grigor’evič Zajcev, Jude Law) è una nuova recluta dell’Armata Rossa e arriva a Stalingrado insieme ad altri numerosi soldati, sia uomini che donne. La situazione si rivela subito drammatica: i russi sono meno equipaggiati. Vi è un fucile ogni due soldati e lo stesso vale per le munizioni, così i giovani militari si muovono a coppie: uno impugna l’arma, l’altro passa le munizioni. Dopo una violenta sconfitta dei russi, che tentano la ritirata, da parte dei tedeschi in una battaglia avvenuta fra le macerie della città, Vassili è uno dei pochi sopravvissuti e giace fra i cadaveri mentre i tedeschi continuano la loro opera di propaganda con megafoni ed altoparlanti per spezzare il morale russo. Improvvisamente una macchina sfreccia lanciando centinaia di volantini e si ribalta attirando l’attenzione dei militari tedeschi. Il guidatore, Danilov (Joseph Fiennes) si ripara in una fontana ed incontra Vassili. Danilov è commissario politico che si occupa della propaganda del Partito. I due avvistano dei tedeschi di vari gradi gerarchici e Vassili rivela immediatamente le sue doti di tiratore uccidendoli tutti con colpi assolutamente precisi. Danilov decide allora di usare Vassili, un ragazzo semplice degli Urali quasi analfabeta, come arma di propaganda per mantenere la speranza ed avere un eroe che ispiri e unisca tutti i compagni del Partito Sovietico nella lotta contro l’esercito tedesco. L’idea ha successo ed anche Nikita Khrushchev (Bob Hoskins) rimane sbalordito dalle doti del ragazzo che viene così trasferito alla Divisione Tiratori Scelti. Vassili conosce anche Tania (Rachel Weisz), una ragazza colta che si è arruolata volontariamente nell’esercito. Il cecchino russo inizia a fare così tante vittime tra i tedeschi che lo Stato Maggiore Tedesco decide di inviare uno dei suoi migliori cecchini per eliminare lo scomodo “pastore degli Urali”: il Maggiore Konig (Ed Harris).

Il film, come abbiamo capito, rievoca il duello fra i cecchini Vassili Zaitsev (1915-1991) e Erwin Konig. Non è certo però che questo sia mai avvenuto poiché non ci sono documenti militari che testimonino la caccia che i due si sono dati per più giorni. Vassili è assolutamente un personaggio realmente esistito: è stato uno dei cecchini russi più importanti durante la Seconda Guerra Mondiale e dopo questa ha gestito una fabbrica tessile a Kiev. Ovviamente l’intera pellicola è molto romanzata, i fatti sono stati rivisti e riadattati affinché fossero utilizzabili per una produzione cinematografica.

Il film riporta tramite immagini la terrificante situazione della Seconda Guerra Mondiale, ma non solo da un punto di vista psicologico, logistico o puramente narrativo, anche gli spazi, i costumi ed i luoghi sono ricostruiti perfettamente con una cura che rende il tutto molto realistico. Nonostante l’attendibilità poco certa dei fatti, il contesto e l’atmosfera sono egregiamente resi, tutto questo grazie anche alla recitazione eccellente di Law, Harris e Fiennes ed alla regia di Annaud (“Il nome della Rosa” e “La guerra del fuoco”). Credo sia importante sottolineare anche il filo magico che unisce tutti questi dettagli: la colonna sonora. Composta dal grande James Horner (“A Beautiful Mind”, “Titanic”), questa accompagna lo spettatore durante tutto il film in ogni momento della trama, coinvolgendolo e emozionandolo.

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