IL Mondo Di The Witcher

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Approfittando l’uscita di the Witcher 3 il diciannove di questo mese, vorrei approfondire per tutti quelli che hanno incominciato solo dall’annuncio del titolo ad interessarsi riguardo alle vicende di Gerald di Rivia, e al mondo dove esso si muove.

La saga dello Strigo prende forma dalla penna di Andrzej Sapkowski in una serie di racconti auto conclusivi scritti a metà degli anni ottanta e raccolti in due volumi, dove in pochissimo tempo grazie alla sua bravura in Polonia la sua terra natale riuscì a conquistarsi una folta schiera di appassionati.

Usando come spunto il suo ultimo racconto, decise a cavallo tra la fine degli ottanta e l’inizio dei novanta di dare al suo protagonista Gerald una vera e propria storia lineare raccontata in cinque volumi.

Nel resto d’Europa venne acclamato e paragonato a mostri sacri della narrativa Fantasy Europea quali Terry Pratchett.

Non me ne vogliano male i miei colleghi di V.N.P. addetti alla sezione della narrativa se divago un pochino dal mio campo ed entro un po’ nel loro (ma lo faccio per la scienza ndr).


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La scrittura di Sapkowski è molto particolare, non sembra nemmeno di leggere un fantasy il suo è un mondo cupo e sarcastico, dove l’autore si diverte a ribaltare con una certa dose di ironia quelli che molti considerano i pilastri fondamentali di questo genere.

In Italia i libri sono stati tradotti con venticinque anni di ritardo; mettete il fatto che l’autore chiede come unica condizione la traduzione diretta dalla sua lingua madre il Polacco, ed anche che qui in Italia si tende purtroppo a favorire autori il cui nome è sulla bocca anche di chi non mastica pane e libri; figuriamoci uno scrittore che potrebbe essere scambiato per uno scioglilingua, e si può intuire questo ritardo consistente.

Per quanto riguarda la pubblicazione, i libri sono stati presi dalla piccola casa editrice Nord che piano piano li ha tradotti col passare degli anni.

La serie letteraria dedicata alle gesta del Lupo Bianco può essere divisa in due: i primi due volumi raccolgono i racconti più famosi dedicati allo Strigo e poi vi sono i quattro libri di narrativa lineare con il quinto la cui traduzione è prevista per l’anno prossimo.

Chiudiamo questa parentesi e torniamo nella sezione assegnatami.

Nel lontano 2005 una piccolissima e sconosciuta software house Polacca chiamata Cd project, chiese i diritti per la realizzazione di un videogioco con protagonista Gerald di Rivia ed il suo mondo, a Sapkowski la cosa andò molto bene, lui stesso ha ribadito più volte che il suo era solo un mondo costruito per narrare racconti, e il suo obiettivo è sempre stato quello di creare un universo espanso.

Nonostante una serie di difetti che per molti sono considerati intollerabili, The Witcher uscì nel lontano 2006 e fu acclamato principalmente per l’audacia e la passione del team di sviluppo, su PC forse grazie anche alla sua esclusività divenne un must buy.

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Le vicende narrate nei videogiochi sono un estensione dei libri e ne mantengono inalterate le qualità narrative principali.

Gerald è uno Strigo, un assassino di mostri per professione, mutato geneticamente per adattarsi al suo scopo è stato addestrato come molti altri in una fortezza apposita dove le molteplici pozioni ne hanno cambiato irrimediabilmente lo stato fisico; molto spesso considerati un male necessario, gli Strighi si guadagnano da vivere portando a termine i contratti da loro assegnati, ma come i libri e videogiochi ci insegnano spesso però sono più le persone che incontrerà Gerald nelle sue avventure i veri mostri.

Rispettando l’impostazione narrativa di Sapkowski, anche nella serie di videogiochi non vi è una netta distinzione tra bene e male, ogni personaggio si muove per il proprio tornaconto e una neutralità di fondo del protagonista accentua la cosa, non vi sono cattivoni che radunano eserciti ne anelli magici, ma solo un quadro politico esplosivo, il mondo è imprevedibile e ogni azione anche la più stupida avrà un impatto nel tempo.

Vi è Nilfgaard un impero nazistoide (parole dell’autore) con grosse mire espansionistiche comandato da un astuto quanto misterioso imperatore, ed una serie di regni minori spesso in guerra tra loro, anche per la causa più stupida scaturita da qualche nobile.

Ma non dimentichiamo, vi sono anche gli Elfi e i Nani;e so già a cosa state pensando…la risposta è no, nei libri e di conseguenza nei videogiochi essi vivono segregati in ghetti e subiscono continuamente episodi di razzismo, molti di loro sono fuggiti nelle foreste per arruolarsi ad un gruppo terroristico che mira ad azioni di guerriglia contro gli umani chiamato Scoia’tael.

Molti componenti degli scoiattoli vorrebbero solo la pace ed un regno dove poter vivere, ma l’organizzazione a conti fatti si dimostra solo una pedina manovrata da mani più grandi.

L’autore non ha mai voluto disegnare una mappa del suo mondo come la tradizione Fantasy detta, poichè ha sempre sostenuto che leggendo i nomi dei luoghi o delle città si possa automaticamente capire come si evolveranno le vicende, ciò ha permesso a Cd Project una certa libertà permettendo loro di tracciare una visione sempre più ambiziosa del mondo, fino alla sconfinatezza delle lande di The Witcher 3.

Il gioco dunque è un estensione dei libri ed un inno agli stessi, vi posso assicurare che approcciare The Witcher senza prima aver letto i libri da cui è tratto significa perdere per strada buona parte delle sfumature del mondo e le citazioni durante di dialoghi.

I Libri di Sapkowski sono lo scheletro concettuale su cui si basa tutta la saga videoludica, vi sono delle piccole differenze come i capelli rossi di Triss che nei libri sono castani, ma le trasposizioni fatte di pligoni e pixel di personaggi fatti di inchiostro sono credibili e fedeli, non noterete differenze caratteriali tra lo Zoltan o il Ranuncolo videoludico e quello fatto di fogli e inchiostro o lo stesso Gerald,Cd Project è stata molto avvantaggiata nel creare personaggi carismatici, Sapkowski è un maestro nella caratterizzazione e la software house si è limitata con una certa furbizia e sapienza a riprodurre ciò che lui ha scritto.

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Per questo il team ha con il tempo e l’esperienza ottenuta assottigliato la linea narrativa che divideva i videogiochi dai romanzi, se nel primo The Witcher ad esempio si incontravano personaggi di minor conto, nel secondo capitolo l’asticella  è stata alzata , per arrivare al terzo capitolo che si presenta più citazionistico e collegato alle opere di Sapkowski come mai prima d’ora, con pilastri narrativi come Ciri, Yennefer e la caccia selvaggia.

Se non sapete di cosa sto parlando, cercherò di farvi un piccolissimo riassunto senza incappare in spoiler.

Ciri è tutto ciò che tiene in piedi la trama dei romanzi, considerata da Gerald al pari di una figlia, essa a causa del sangue nobile che le scorre nelle vene è l’erede al trono di Cintra ed artefice di una antica quanto mai misteriosa profezia.

Yennefer, citata solamente nei primi due The Witcher, è la compagna di una vita di Gerald nonché una maga potentissima e subdola, la loro relazione è stata interrotta tragicamente da un evento (tranquilli non ve lo dico), ma entrambi non riescono a staccarsi completamente l’uno dall’altra, nel videogioco almeno per i primi due capitoli viene data per dispersa, per Ciri è considerata al pari di una madre.

La caccia selvaggia da cui the witcher 3 prende il nome, è un evento che arriva in concomitanza con lo scoppio di una grande guerra, una serie di cavalieri secheletrici cavalcano ininterrottamente giorno e notte le lande uccidendo tutto ciò che si para davanti al loro cammino, si anche loro sono collegati a Ciri anche se in maniera diversa.

Tutto ciò da me descritto è solo il granello di sabbia di una spiaggia esplorabile solo leggendo le opere, sono sicuro che le abili mani di Cd Project saranno in grado di soddisfare anche chi i libri non li ha ancora letti.

The witcher 3 si preannuncia un ottimo gioco, ambizioso come non mai e carico di una narrativa complessa e matura ispirata a quelli che sono tra i libri fantasy più letti in Europa.

Non ci resta che attenderne l’uscita.

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valecant

All’anagrafe sono registrato come Valerio, classe 95 studio programmazione, le mie passioni sono principalmente libri e videogiochi,e qualunque cosa sia anche timidamente legata all’informatica.
Scrivo di Videogames da tempo remoto, e probabilmente lo faccio perchè di scrivere non posso farne a meno.