Il Gladiatore: lo schiavo che sfidò un imperatore

il gladiatore 01

Salve a tutti! Oggi vi propongo uno dei miei film preferiti in assoluto. Non si parla di fantascienza, non si parla di animazione bensì di vendetta. Questa viene portata avanti in un contesto storico ammirato e studiato in tutto il mondo: l’Impero Romano. Il film in questione è “Il Gladiatore” (2000 – prodotto dalla Universal Pictures e DreamWorks Pictures) di Ridley Scott con Russell Crowe, che veste l’armatura di Massimo Decimo Meridio (il nostro valoroso gladiatore), Joaquin Phoenix (Commodo), Connie Nielsen (Augusta Lucilla) e Oliver Reed (Proximo). Quest’ultimo morì prima della fine delle riprese, di conseguenza la pellicola è stata a lui dedicata. Ma vediamo in breve la trama:

E’ l’anno 180 d.C. e l’esercito romano è pronto alla guerra ed alla vittoria contro i Marcomanni, in Germania, nella battaglia di Vindobona. L’imperatore in carica è Marco Aurelio (Richard Harris) e i soldati sono guidati dal valoroso generale Massimo Decimo Meridio (Russell Crowe). La guerra è vinta ma nonostante la contentezza per il successo, l’imperatore sente di essere vicino alla sua morte e ritiene quindi necessario nominare il suo successore. Al contempo i figli, Commodo (Joaquin Phoenix) e Lucilla (Connie Nielsen) sono stati convocati dal padre per essere informati della sua decisione. La consuetudine vorrebbe che fosse Commodo a succedere al padre ma così non vuole l’illuminato imperatore il quale desidera che sia Massimo ad ereditare i suoi poteri e restaurare la Repubblica a Roma. Massimo però, che vuole solo ricongiungersi alla sua famiglia, non sembra del tutto convinto ad accettare l’offerta propostagli. Commodo viene informato dall’Imperatore della sua decisione. Il principe è però un uomo “senza moralità” e sentendosi tradito e spodestato da ciò che gli spetta, uccide il padre soffocandolo. Massimo, leale solo al vero imperatore e conscio di quello che è veramente accaduto, non giura lealtà al nuovo comandante di Roma e viene condannato a morte e così anche la sua famiglia. Un soldato dovrebbe accettare la volontà dell’imperatore ma, una volta saputo che anche sua moglie e suo figlio avranno la stessa punizione, decide di ribellarsi proprio quando la spada sta per trafiggerlo. Il generale “ispanico”, nonostante sia ferito, cavalca nel tentativo di arrivare prima dei pretoriani e riuscire a salvare la sua famiglia. Giunto a destinazione però l’orrore che gli presenta lo fa rimanere attaccato ad una vita dominata dalla solitudine e l’ingiustizia solo per ottenere la sua vendetta contro colui che ha ordito tutte le sue disgrazie. Svenuto, Massimo viene recuperato da una carovana di commercianti di schiavi e bestiame e, da schiavo, viene acquistato insieme a Juba (Djimon Hounsou) da Proximo (Oliver Reed) che li farà diventare gladiatori. Giunto a Roma per i giochi in onore di Marco Aurelio, Massimo, ormai molto cambiato a causa della sofferenza, sarà più vicino all’attuare il suo piano.

Il-Gladiatore

Dal punto di vista tecnico ritengo che questo film rasenti la perfezione. Partendo innanzitutto dalla regia che ha permesso di evocare l’atmosfera del tempo attraverso un’interpretazione formidabile di ognuno degli attori. Un buon attore non è niente senza un buon regista (e viceversa) e quest’ultimo è di vitale importanza anche solo per far capire come rendere una certa battuta o un certo movimento. Proprio riguardo a questo punto si nota come Massimo, un uomo pieno di valore e coraggio, anche al culmine del pathos o della disperazione di una scena mantenga sempre un tono di voce autorevole e controllato. Quando? Per esempio nelle scene iniziali in cui informa che “la distanza (delle catapulte) è buona” e il rischio per la cavalleria “è accettabile”, anche nel momento in cui, provocato nell’arena da Commodo che rievoca come sono morti i suoi familiari, egli risponde in modo conciso, mantenendo la calma. Tutti questi dettagli rendono l’intera opera carica di pathos e coinvolgimento che raggiungono il culmine e vengono soddisfatti solo alla sua fine. Ovviamente non è solo merito di Scott se la pellicola è riuscita così bene, ma l’insieme degli artisti che ci hanno lavorato, gli attori in sè ma anche lo scenografo Arthur Max, per la ricostruzione dell’intera ambientazione, e gli sceneggiatori David Franzoni, John Logan e William Nicholson hanno contribuito a renderla talmente ben riuscita. Da ricordare è la colonna sonora, che accompagna la poesia di alcune scene emotivamente sorprendenti, di Hans Zimmer, Lisa Gerrard e Klaus Badelt che è stata nominata agli Oscar ed ha vinto il Golden Globe (il film si è anche aggiudicato gli Oscar al miglior film, attore protagonista , costumi, sonoro ed effetti speciali).

Il film è stato elogiato ma anche ampiamente criticato per le incongruenze storiche e queste ovviamente sono evidenti. Per citarne alcune si può ricordare che Commodo non uccise suo padre ma egli morì di malattia forse a Vindobona e o Sirmium il 17 marzo 180 d.C. . Commodo era sì un uomo senza moralità, completamente perso per la smania di potere e combatteva contro i gladiatori (ovviamente in incontri in cui era ampiamente favorito) ma non morì nell’arena bensì fu ucciso nel suo bagno dal suo istruttore a causa di una congiura ideata anche dalla sua cugina e amante Marzia. Lucilla cercò di organizzare una congiura ma venne scoperta, mandata in esilio e avvelenata prima della morte del fratello. Lo stesso Massimo combatte con le tigri ma i gladiatori non erano soliti combattere con animali feroci, questo compito spettava ai venatori. Molte incongruenze si riscontrano anche nell’equipaggiamento degli stessi gladiatori. Ovviamente la storia è di fantasia, Massimo e la sua storia non sono mai esistiti.

Il Gladiatore, Russell Crowe, Joaquin Phoenix

Scott chiese al comune di Roma di girare le scene dei gladiatori nel vero Colosseo ma questo rifiutò poiché l’anfiteatro era in fase di restauro e quindi sono state realizzate con effetti speciali. Al contrario le scene iniziali sono state girate in Inghilterra, nel Surrey, e il regista ottenne il permesso perché la foresta di Farnham doveva essere in parte disboscata.

Citazione: Commodo- Soldato, sei famoso, ti chiamano “L’Ispanico”, ma perché l’eroe non si rivela e ci dice il suo vero nome?
Massimo- Mi chiamano”gladiatore”
Commodo- Come osi voltare le spalle a me? Schiavo! Ti toglierai l’elmo e mi dirai il tuo nome!
Massimo- Mi chiamo Massimo Decimo Meridio, comandante dell’esercito del Nord, generale delle legioni Felix, servo leale dell’unico vero imperatore Marco Aurelio. Padre di un figlio assassinato, marito di una moglie uccisa. E avrò la mia vendetta. In questa vita o nell’altra!

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