Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve

il centenario

“Il centenario che saltò dalla finestra e scomparve” edito da Bompiani, nel 2011, è stato scritto da Jonas Jonasson ed il titolo già di per sé è curioso poiché anticipa una storia altrettanto stravagante, ma molto godibile; di sicuro non è una lettura impegnativa, nonostante in alcune parti critichi l’insicurezza umana nel ricercare una fede o un’idea politica al fine di giustificare la propria esistenza e appoggiarsi ad essa nel momento del bisogno, ma riesce perfettamente a conquistare il lettore già in poche pagine.

Troviamo quindi Allan Karlsson il protagonista del libro, un uomo eccentrico, buono e molto semplice che ha bisogno di poche cose per sopravvivere, anzi di una sola cosa: l’acquavite! È atipico poiché con la sua calma e pacatezza, rispetta e tratta in modo gentile chiunque sia educato e non l’offenda, senza cercare d’imporsi sugli altri, poiché non sopporta che qualcuno provi a parlargli di politica e religione siccome a lui non interessa né l’una né l’altra con il risultato di essere un pesce fuor d’acqua in questo mondo; alla fine però si ritrova  sempre circondato da persone che riconosceranno in lui un personaggio straordinario o perlomeno interessante.

La nostra storia inizia con Allan che troviamo centenario, sta infatti per festeggiare gli anni con una cerimonia in pompa magna, quando decide di scappare dalla casa di riposo e quindi per una serie di coincidenze si ritrova con una valigia piena di soldi e dei compagni, o meglio complici, atipici ognuno con un retroscena interessante; in parallelo a questa storia troviamo la biografia di Karlsson che ne ha veramente passate di tutti i colori e di tutti i tipi, per portarvi un esempio in seguito ad una serie di coincidenze alquanto fortuite lo ritroveremo a bere tequila con il presidente Truman, dopo che aver aiutato a creare la bomba atomica, insomma robetta da niente e questo è solo un accenno degli eventi che Allan ha vissuto e che lo hanno portato ad essere partecipe in molti dei momenti di svolta della storia del mondo.

Copertina del libro

Copertina del libro

Se volessi dare un giudizio finale sul libro direi che, nonostante come già detto non abbia pretese, nella sua semplicità tutto è reso credibile, ogni situazione ha un incastro perfetto con la realtá, rendendo tutto plausibile, ma non solo, riesce anche a risultare estremamente gradevole. Dovendo fare dei paragoni azzardati potrei dire che mi ricorda “Candido” di Voltaire per lo svolgimento delle vicissitudini e il protagonista, ma per quanto riguarda il metodo di scrittura, che rende tutto così ben contestualizzato, direi che il collegamento è “Cent’anni di solitudine” di Gabriel Márquez.  In breve se state partendo e volete qualcosa che v’intrattenga sotto l’ombrellone oppure che vi rilassi durante le pause studio, staccando un attimo la testa dagli esami futuri, ecco questo è un libro che mi sento di consigliare!

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