“I pilastri della terra”: un vero romanzo storico?

I pilastri della terraUn caso raro nella narrativa moderna. Un caso raro ma piacevolissimo di romanzo storico strutturato con una cognizione delle dinamiche storico-sociali che si consumavano nel periodo descritto. Tutto questo è “I pilastri della terra” di Ken Follett. Davvero?

Ken Follett

Lo scrittore non abbisogna di una presentazione poiché il suo successo internazionale e la fama delle sue capacità di narratore lo precedono oltremodo. Molti sono i titoli che potrebbero essere addotti a testimonianza di quanto sto affermando. In ogni caso, a mio parere, “I pilastri della terra” è il suo capolavoro assoluto, tutt’ora ineguagliato e forse ineguagliabile. Una breve e fugace sinossi: le vicende narrate si svolgono in un’immaginaria cittadina inglese (Kingsbridge) fra il 1120 e il 1174 e ruotano attorno all’edificazione di una cattedrale gotica commissionata dal locale priore. Ed è proprio il priore di Kingsbridge, Philip, il principale protagonista del romanzo. Ma è difficile identificare un reale protagonista perché il romanzo si occupa molto approfonditamente delle vite di molti personaggi, coprotagonisti, come Tom il costruttore dell’edificio sacro, i suoi figli e i figli della sua compagna Ellen (una misteriosa donna, accusata di stregoneria forse anche a causa della sua acuta intelligenza). L’autore descrive poi molto puntualmente anche le vicissitudini di nobili e ecclesiastici locali che possono essere identificati come antagonisti: il vescovo Waleran Bigod e William Hamleigh.

Lo stile narrativo è piano e scorrevole, pertanto la lettura risulta agevole e sempre molto gradita, giammai involuta. D’altronde le attitudini narrative e il genio di Ken Follett sono oramai noti e non lasciano spazio a diatribe; non credo che alcuno si azzarderebbe a mettere in discussione l’eccellenza della scrittura e delle tecniche di narrativa impiegate dallo scrittore britannico. Ciò che invece è stato contestato è la correttezza e la veridicità storica, diciamo pure la verosimiglianza, del racconto. Una cosa è certa e nota: Follett si è servito dell’ausilio e della supervisione storica di due medievisti, dunque ha sottoposto il suo scritto alla critica e alla revisione di consulenti esperti in materia. Un’altra cosa è certa: due fra i maggiori storici del Medioevo italiani, Alessandro Barbero e Franco Cardini, hanno in qualche modo disprezzato il romanzo storico di Follett. Ma perché? Ebbene, i motivi sembrano non adeguatamente espressi, un po’ fumosi e troppo generici. Il prof. Alessandro Barbero ritiene che un romanzo storico debba essere scritto esclusivamente da uno storico di professione e a proposito di Follett aggiunge:

Ma il senso della faccenda sta proprio in quello: che scriva uno che ha da comunicare delle cose, e non uno che, come fa Ken Follett, deve chiamare il consulente per sapere che cosa dire.

Queste autorevoli opinioni inducono un dibattito stimolante in merito alla natura del genere letterario definito “romanzo storico”. Ma, a mio modesto parere, esse sono eccessivamente severe, e forse troppo autoritative. Mi è sembrato di cogliere nel romanzo ottime connotazioni coerenti con l’immagine più reale del Medioevo. Chiaramente il romanzo è stracolmo di particolari di fantasia, ma non lo era anche “I promessi sposi” di Alessandro Manzoni, in fondo? E’ altresì chiaro che alcune descrizioni potrebbero rivelarsi, ad una attenta analisi, un po’ improbabili, ma credo proprio che questo sia inevitabile e che debba essere concesso con irenico atteggiamento.

Tipica struttura di una cattedrale gotica

Eccezionali le parti del racconto nelle quali si espongono le fasi costruttive della cattedrale, dimostrando una conoscenza mediamente approfondita anche dei procedimenti architettonici e edili dell’epoca medievale. In definitiva, il romanzo deve essere letto. E’ una opportunità da non perdere.

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