I Medici: per ora è un ni

Se ne è parlato tanto negli ultimi mesi, poteva essere per la fiction con soggetto politico italiano ciò che è stato Gomorra per il noir. Poteva essere il nostro Trono di Spade, perché chi se ne intende di più di lotte interne degli italiani? Poteva essere un modo per la Rai di darsi finalmente alle serie di genere per adulti. Poteva essere tutte queste cose e ancora può sotto alcuni aspetti, sotto altri rimane ancora tanto, troppo da migliorare. Un po’ in ritardo forse, ma sempre sul pezzo, Vnp è lieta di presentarvi le sue (cioè in realtà mie) impressioni su “I Medici”, nuova serie internazionale targata anche e soprattutto Rai.

Sarò breve e conciso, anche perché siamo ancora alle prime due puntate e non potrebbe essere possibile dare giudizi completi tranne che su qualche punto. Per facilitare la presentazione dividerò questo articolo in sezioni, in modo che chi volesse può andare direttamente a ciò che gli interessa di più.

SIGLA

Partiamo parlando della sigla, cantata con la bellissima voce di Skin, che stona parecchio con le immagini che abbiamo. Devo ammettere che sembra una grossa strizzata d’occhio a sigle di produzioni più grandi, HBO sopra a tutte ma mi vengono anche in mente quelle di Netflix. Dove queste però ti inseriscono bene nei toni della serie, questa fallisce quasi miseramente. Bella eh, ma non troppo.

DOPPIAGGIO

Ok, questa è la nota dolente. La Rai si è ben guardata dal garantire anche la possibilità di vedere le serie in lingua originale sottotitolata.  La motivazione ufficiale è la taratura internazionale della serie. Quella ufficiosa è che hanno sbagliato quasi ogni cosa. Le voci stonano, soprattutto quella del protagonista Cosimo (il mio povero re del nord…), abbastanza smorta, quasi senza vita. Non mi sento di giudicare la bravura del doppiatore, ma forse l’attenzione della produzione. Perché se non ci si mettono le voci, c’è la sincronia con il labiale che in molti casi è completamente ignorata.

RECITAZIONE

Su questo punto poco da dire, ancora la serie è giovane. Mancano veri punti di tensione, colpi di scena, fasi che permettano di giudicare appieno una interpretazione. Per ora posso dire di non essere deluso, ma neanche del tutto colpito. Gli interpreti principali sono Richard Madden (Cosimo de’ Medici), Dustin Hoffman (Giovanni de’ Medici), Guido Caprino (Marco Bello) e Annabel Scholey (Contessina de’ Bardi).

COSTUMI E AMBIENTAZIONE

L’ambientazione è il punto di cui mi sento più soddisfatto: si presenta con forza già dalle prime immagini in cui Dustin Hoffman guarda Firenze esclamando “bellissima”, un fanservice irresistibile per me (si, sono fiorentino, e me ne vanto anche), però non c’è solo la città che viene resa abbastanza bene. Ho letto articoli in cui si denunciava la mancanza di colore, troppo medievale e poco rinascimentale, e quindi poco fedele. Qui mi sento più che autorizzato a dirvi che se leggete questo state leggendo una cosa falsa e fuorviante. Il rinascimento ha tantissime continuità col medioevo, soprattutto nel modo di vestirsi e nella vita di tutti i giorni, e queste vengono colte molto bene nella scelta dei costumi. Che poi, siamo onesti, la prima puntata parte con un lutto, nella seconda c’è una dichiarazione di guerra e poi arriva la peste, quanto colore potreste vedere in queste situazioni? L’unica cosa che mi sento di dire che è forzata forse è la presentazione del Brunelleschi, con la classica scena dell’arrivo del genio che, con un metodo poco ortodosso, dimostra la sua teoria.

Queste sono, appunto, le mie prime impressioni su “I Medici”. Ovviamente ogni giudizio definitivo è rimandato, ma per ora sarebbe un dignitosetto sei e mezzo. Può ancora migliorare, e sicuramente consiglio di guardarla, anche solo per dare fiducia alla Rai, sperando che continui a lanciarsi in questo tipo di produzione, sicuramente più matura e più accattivante. Mi piacerebbe soprattutto sapere la vostra, magari commentate su Facebook, e se vi sembra carina l’idea per la prossima puntata potremmo allestire una sorta di commento in diretta su Tweetter, con me oppure altri articolisti di cui vorreste sapere l’opinione! E anche per oggi è tutto, dal vostro amato Gerald di Quartiere.

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