Hunger Games: la storia rivoluzionaria? (film)

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Dato che senz’altro la vostra televisione, la vostra sezione delle notizie e così via saranno pieni di riferimenti alla prossima uscita della prima parte del terzo capitolo della saga di “Hunger Games”, ho pensato fosse il caso recensire il primo film ispirato alla storia. Portata sullo schermo per la prima volta dal regista Gary Ross nel 2012, la pellicola ha reso celebri gli attori che la interpretano. Prima fra tutti la fiammeggiante Jennifer Lawrence (Katniss), a seguire Josh Hutcherson (Peeta) e Woody Harrelson (Haymitch). Vediamo la trama:

In un futuro (non si sa quanto lontano) esiste solamente la regione di Panem la cui capitale è Capitol City che primeggia e sovrasta i dodici distretti che gli sono sudditi. Ogni distretto ha una specializzazione, ma quello che viene presentato subito allo spettatore è il numero dodici, l’ultimo. Il dodici è specializzato nella produzione del carbone e qui vive Katniss Everdeen (J. Lawrence) con la madre e la sorella, Prim. Katniss provvede a sfamare la famiglia cacciando nei boschi da quando il padre è morto e proprio cacciando conosce da ragazzina il suo unico amico e confidente, Gale (Liam Hemsworth). A seguito di una rivolta avvenuta più di 70 anni prima, però, ogni anno in ogni distretto, Capitol City organizza la Mietitura durante la quale una giovane donna e un giovane uomo tra i 12 e i 18 anni di ogni distretto dovranno combattere in un’arena fino alla morte. Questo bagno di sangue, che viene trasmesso in TV in ogni distretto e che intrattiene gli spettatori eccentrici di Capitol City, prende il nome di Hunger Games. Il giorno della mietitura è arrivato. Katniss e sua sorella, Prim (Willow Shields), dodici anni, si recano nella piazza dove Effie Trinket(Elisabeth Banks), colei che dovrà estrarre il nome dei tributi e seguire questi durante il loro percorso prima dei giochi, aspetta eccitata sul palco. Nonostante il nome di Prim compaia solo una volta, viene estratta. Deve partecipare ai giochi. Ma Katniss non può permettere che ciò avvenga, tanto tiene alla sorella e si offre volontaria al suo posto. Il tributo maschio è Peeta Mellark (Josh Hutcherson). Inizierà il loro viaggio sul treno che li condurrà a Capitol City, scortati dal loro mentore (una persona del distretto che ha vinto i giochi in passato e deve ideare strategie per i due tributi che segue) Haymitch (Woody Harrelson). Il vincitore può essere solo uno, secondo le regole.

La saga di Hunger Games, tratta dai romanzi di Suzanne Collins, è naturalmente di carattere fantascientifico e convoglia elementi di attualità all’esasperazione, come la fantascienza è solita fare. Questi sono per esempio il monopolio della televisione, della ricerca dello spettacolo e dell’estremo, la bramosa volontà di apparire nonché la supremazia di una dittatura e povertà dei sudditi di essa. I temi sono trattati alla perfezione dando veramente l’idea di quello che un regime possa imporre: la vita o la morte, la sottomissione e la speranza. Vine reintrodotta una specie di divisione classista che vede tra i privilegiati i membri dei primi distretti (specialmente primo e secondo), i Favoriti. L’odio cresce di conseguenza fra i vari distretti. Come può essere concepibile che le persone possano divertirsi guardando dei ragazzi che si uccidono a vicenda? Come si può sostenere un tale riprovevole ordine del dittatore Snow (Donald Sutherland)? La speranza. La speranza che il figlio/a possa essere un vincitore e possa sopravvivere e portare ricchezza mantiene vivi i genitori che vengono colpiti di conseguenza. La violenza. La violenza e la privazione rendono schiavo un popolo. Un riferimento evidente della violenza che sconfigge la dolce intelligenza e speranza è rappresentata dal personaggio di Rue, uno dei miei preferiti, una giovane donna che è un esempio per Katniss e la sprona a fare del suo meglio.

hunger games favoriti

Katniss è una ragazza tenace, una ragazza piena di rabbia, un ragazza che da sola cerca di trovare una soluzione ad ogni problema che gli si pone, generalmente reagendo in modo introverso e chiudendosi agli altri, che guarda con diffidenza, con l’eccezione di Cinna, lo stilista, Gale e sua sorella Prim.

Devo dire che il film mantiene una quasi perfetta fedeltà verso il libro (ovviamente non si può mettere tutto). Essendo il manoscritto per la  maggior parte una trasposizione dei pensieri di Katniss, trovo formidabile che siano riusciti a portarlo sullo schermo così coerentemente e efficacemente. Lo stile di narrazione della pellicola è fresco e asciutto, lascia così spazio all’incredibile, densa e allo stesso tempo terrificante e piena di tensione storia. Gli attori non sono da meno. Lo stesso le musiche che accompagnano la narrazione si adattano ad ogni tipo di tensione e svolta narrativa.

“Felici Hunger Games! E possa la fortuna essere sempre a vostro favore.”

Citazione: “Speranza. E’ quella l’unica cosa più forte della paura. Un pò di speranza è efficacie, molta speranza è pericolosa: una scintilla va bene, purchè sia contenuta.” (Snow)

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