Hunger Games: Il canto della rivolta- Parte 2

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Cara Signorina Everdeen, mi creda, la partita volge al termine“.  Questa frase del Presidente Snow (Donald Sutherland) riecheggia, insieme alle molte altre del trailer, da giorni dai nostri televisori. Avrete visto cartelloni pubblicitari, post sui social network e chi più ne ha più ne metta. L’informazione ormai però è arrivata a tutti. Hunger Games: Il canto della rivolta- Parte 2 di Francis Lawrence è uscito nelle sale lo scorso giovedì (19 novembre 2015). E’ stato senz’altro uno degli eventi più attesi dell’anno. Forse il più atteso, dato il seguito di fan che vanta la serie. Jennifer Lawrence ha rivestito per l’ultima volta i panni di Katniss Everdeen, il successo è stato evidente, ma il film rende giustizia?

La trama riprende dalla fine della prima parte, il che è senz’altro un punto a favore. Katniss (Jennifer Lawrence) è appena sopravvissuta all’aggressione di Peeta (Josh Hutcherson). Nonostante la sua indisposizione fisica la rivolta contro Capitol City continua e, una volta guarita, la Ghiandaia Imitatrice non può che chiedere di partecipare direttamente all’azione. Con Peeta che ancora deve essere “rimettersi”, Katniss viene spedita nel Distretto 2 dove i ribelli stanno combattendo per far cedere il potere di Snow e dare una svolta significativa alla lotta. Prendere il 2 vorrebbe dire aver riunito tutti i distretti contro Capitol. Grazie ad un piano di Gale (Liam Hemsworth) la missione procede con successo, ma Katniss rimane ferita ed è costretta a tornare al 13. Una volta riabilitata la Ghiandaia Imitatrice cerca di escogitare un piano (non autorizzato ovviamente dalla Presidente Coin) per portare avanti la sua vendetta contro Snow: ma Panem, tutta Panem, è un teatro dove non si possono nascondere i segreti.

La serie cinematografica degli Hunger Games si è così definitivamente chiusa. Alcuni sostengono che quest’ultimo film sia il migliore dei quattro, io non condivido a pieno questo giudizio (personalmente preferisco il secondo) perché stavolta, tralasciando la fine, durante tutta la narrazione si è data molta più importanza ai fatti e agli effetti speciali piuttosto che alla psicologia dei personaggi che è una parte cruciale nei libri della Collins. Anzi, aggiungerei che molte parti che affrontavano questa caratteristica della saga sono state tagliate. Per quanto riguarda la successione dei fatti, paragonando sempre tutto al libro, il film ha cercato di essere il più fedele possibile, anzi, talvolta ha riportato alla lettera alcuni dialoghi, magari non proprio nelle stesse circostanze ma senz’altro non perdendo lo scopo degli stessi. I cambiamenti, si sa, sono la regola quando si porta un libro sul grande schermo. La saga di Hunger Games in questo senso è stata sempre impeccabile, ma a me, e penso a tutti gli altri appassionati della saga anche letteraria, ha dispiaciuta un’infedeltà in particolare. Nel film Katniss, dopo un suggerimento di Johanna, si imbarca di nascosto su un hovercraft per andare a Capitol City; nel libro invece le due ragazze seguono insieme un lungo periodo di addestramento e sostengono un esame per poter partecipare all’azione direttamente. Katniss lo passa, Johanna no per un crollo psicologico durante l’ultima prova (ed ecco l’analisi dei personaggi tralasciata). Una volta passato l’esame Katniss viene arruolata nella squadra del Comandante Boggs insieme anche a Gale e Finnick e la Coin (Julianne Moore), attraverso il suo consigliere Plutarch (Philip Seymour Hoffman) approva il trasferimento sul campo limitando le loro possibilità di azione (non possono stare in prima linea) decretando che la mansione principale della squadra sia quella di registrare pass-pro che incitino i ribelli. Ovviamente questo era solo un esempio di uno dei pochi, ma rilevanti, cambiamenti che hanno fatto, vuoi per ragioni logistiche o che.

Nel complesso la pellicola ha reso giustizia al libro. Dal punto di vista tecnico è impeccabile. Gli effetti speciali, le musiche e le scenografie sono assolutamente strabilianti e contestualizzano molto la storia, visto che la Collins spende poche parole per le descrizioni. Devo ammettere che gli ultimi dieci minuti stonano un po’ con il resto del film, ma la situazione è simile a quella del libro e difatti non riscosse molto successo tra alcuni fan anche sulla carta. Per azzardare un parallelismo potrei dire che i propositi di Katniss Everdeen coincidono a grandi linee con quelli di Harry Potter: entrambi aspirano alla normalità, alla fine della supremazia del male ma soprattutto della celebrità. Ovviamente la prima è nella regione di Panem, un luogo che sembra riprodurre una parodia dell’Impero Romano, l’altro è perso in un mondo magico, ma nonostante la differenza di generi si può notare queste analogie.

Dunque! Se siete fan della saga cinematografica e volete sapere come va a finire, che aspettate? Andate  a vedere Hunger Games: Il canto della rivolta- Parte 2! 

Ecco di seguito il link alla recensione della prima parte di Hunger Games: Il canto della rivolta. http://www.verynerdpeople.it/hunger-games-il-canto-della-rivolta-parte-1/

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