Hotel Transylvania 2 – I mostri sono tornati

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Quando si parla di sequel di solito ci ritroviamo davanti a film non proprio eccezionali che non reggono il passo con i loro predecessori, molti di essi risultano nettamente inferiori ma ci sono dei casi in cui i sequel, pur non raggiungendo il livello del film originale, riescono, comunque, a rivaleggiare con essi; la pellicola in questione è Hotel Transylvania 2 del 2015 diretta da Genndy Tartakovsky.

Gli avvenimenti iniziano qualche anno dopo la fine del primo film, Mavis e Jonathan sono sposati e con un figlio di qualche anno appena ma qualcosa non va, non è un mostro; questo fattore turba Dracula che decide di voler risvegliare a ogni costo le sue fattezze mostruose nascoste portandolo a vivere una serie di avventure.

Una nuova avventura si prospetta per la banda dei mostri, un’avventura avente il preciso scopo, quello di educare i bambini a essere migliori e a non avere pregiudizi; il primo film ha iniziato una storia con Johnny e Mavis, il loro amore è più forte del pregiudizio che si ha nei confronti di umani e mostri. In questo seguito si continua la storia con il figlio di dei due ragazzi, nato in un mondo di mostri e a cui Dracula cerca disperatamente di far spuntare le zanne ricadendo nuovamente nel pregiudizio ma in questo caso viene maggiormente accentuato, il non voler accettare l’evidenza perché diverso e cercando in ogni modo di cambiare le cose. Una grande morale è nascosta qui ovvero, non importa quale sia la razza di appartenenza, siamo tutti uguali e non vi sono differenze, specialmente tra famigliari.

Il vero obiettivo del film è dare proprio questo insegnamento con una voluta esagerazione delle scene mostrando cosa si è capaci di fare pur di arrivare all’obiettivo, viene mostrato in modo parodiato ma è quello che può succedere anche se, ovviamente, non in quelle proporzioni.

Il fattore comicità qui è molto presente, vi sono varie scene esilaranti e con esse i personaggi che ne fanno parte, molte delle scene semplici, una comicità semplice fatta per un pubblico infantile ma godibile anche per gli adulti; i personaggi sono, però, il fulcro di tutti il film, ogni cosa si basa su di loro mettendo in mostra gli aspetti del loro carattere sempre e comunque e in ogni situazione; esplorano i luoghi del loro carattere in modo più completo rispetto al primo film.

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Si nota una certa maturità da parte di Mavis, mentre Johnny resta il solito ragazzino spensierato non si può dire la stessa cosa della ragazza che ha subito una crescita caratteriale non indifferente, matura e adulta nei confronti di suo figlio, di suo padre e di suo marito permettendogli di essere la voce della ragione di tutta la pellicola, sa cosa è giusto e cosa è sbagliato e come dovrebbero comportarsi gli altri nei confronti del suo bambino.

Altra particolarità come nel precedente capitolo è l’assenza di un nemico anche se qui è realizzata solo in parte; fin dall’inizio viene enunciata la presenza di Vlad come un personaggio antico e ancora attaccato ai vecchi metodi, un vampiro vecchio stampo che non ammette l’unione tra umani e vampiri. Un villain praticamente fatto che potrebbe dar del filo da torcere a tutti quanti ma, vi è un ma, qualcosa sembra andare storto (mi fermo qua per evitare spoiler); questo fa notare che in una pellicola come questa non vi è bisogno di un nemico vero è proprio perché viene raccontata una semplice storia, la storia di una famiglia durante il loro percorso di vita esplorando vari aspetti di essa.

In ultimo abbiamo il finale, per tutta la durata delle vicende viene preannunciata una fine scontata ma il regista e gli sceneggiatori sono stato in grado fino alla fine di mandare in una strada diversa le idee dello spettatore facendogli venire tantissimi dubbi e varie domande su come potesse finire, un particolare molto fine e semplice ma efficace, riuscendo a intrattenere fino alla fine senza annoiare e con la voglia di scoprire il vero finale.

In conclusione, Hotel Transylvania 2 è un film per un film diretto a un pubblico di bambini, diverte e intrattiene in modo meraviglioso, una comicità semplici ma mai banale e una morale che arriva direttamente al cuore dei ragazzini; adatto anche a un pubblico adulto ricordandogli cosa veramente conta in una famiglia. Non è all’altezza del primo per un solo motivo ovvero il fattore novità, il primo capitolo è qualcosa di nuovo mentre questo è solo il continuo delle vicende intraprese.

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