Hayao Miyazaki, La Città Incantata

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Siamo arrivati all’ultimo dei 4 articoli dedicati a quelli che sono, a parer mio, i più iconici film del regista Hayao Miyazaki. Ho voluto lasciarmi per ultimo quel film che è stato maggiormente apprezzato dalla critica, riuscendo a vincere persino un premio Oscar nel 2003, per il miglior film d’animazione.Come per “il castello errante di Howl”, questo film prende ispirazione da un libro, scritto da Kashiwaba Sachiko e intitolato “Il meraviglioso paese oltre la nebbia”.

Traslocare non è cosa piacevole, e non migliora quando tuo padre sbaglia strada e finisce per perdersi. La natura esploratrice dei genitori di Chihiro non demorde, e quando scoprono un parco dei divertimenti abbandonato, l’eccitazione sale vertiginosamente. La bambina è riluttante ma non basta a fermare i due adulti, che, continuando a esplorare e attirati da un dolce profumo, incappano in un ristorante con la tavola imbandita, ma senza camerieri o clienti in vista. Non riuscendo a resistere a tali leccornie, i genitori si gettano sul cibo, ignorando Chihiro, che rimane angosciata e intimorita dal luogo, continuando a girovagare. Un fugace incontro con un giovane porta Chihiro indietro dai suoi genitori, ma la terrificante sorpresa nel vederli trasformati in maiali sconvolge la ragazzina, mentre le strade si popolano di spiriti. Rimasta intrappolata nella città, Chihiro deve riuscire a convincere la perfida strega Yubaba a ritrasformare i suoi genitori e a lasciarli andare…

Parte fondamentale dell’opera è la trasformazione della protagonista. Non fisica, ma psicologica. I primi tempi in cui la piccola è costretta a lavorare nei bagni pubblici per conto della strega, mostra tutto il suo carattere infantile, come la maleducazione e l’incapacità di badare a sé stessa. La maturazione della ragazzina si evince nell’ultima scena, che secondo Miyazaki, insieme alla prima, sono le più fondamentali in quanto <<  mostrano lo sviluppo del suo carattere>>.

Anche per oggi è tutto, ci vediamo alla prossima puntata!

つづく

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