Gomorra2 – la tragedia contemporanea che dà tanto fastidio

nonameGomorra2 . Ne parlano tutti. E’ il dibattito del momento, E’ giusto? E’ spettacolarizzazione della violenza? E’ pura realtà? Proveremo anche noi ad aggiungere la nostra alle mille opinioni che sono state espresse sulla serie (un po’ in ritardo causa esami, eheh) in occasione della fine della seconda stagione, di enorme e innegabile successo (oltre 1 milione di spettatori, la serie più vista di sempre su Sky, più discussa su twitter …), forse anche proprio grazie alle polemiche che ne sono seguite. Siccome l’articolo sarà una riflessione, soprattutto sulla seconda stagione, siete subito avvisati, ci saranno inevitabilmente alcuni SPOILER, dunque se dovete ancora vederla, non andate avanti con la lettura!!

Ebbene, per iniziare la nostra riflessione, mi piacerebbe partire con alcune frasi di Umberto Eco, tratte dal libro Il superuomo di massa: “il romanzo popolare tende alla pace, il romanzo problematico mette il lettore in guerra con se stesso“finito il libro, il lettore rimane confrontato con una serie di interrogativi senza risposta“. Sta parlando de Il Rosso e il nero di Stendhal, una storia apparentemente così lontana da Gomorra,  eppure guardate cosa dice:”il lettore non sa neppure se deve o può identificarsi con Julien Sorel“: Non è lo stesso motivo di crisi, di spaesamento, dello spettatore di Gomorra? Davanti a Ciro, a Jenny, si identifica a volte nell’uno, a volte nell’altro, ma la sua coscienza gli dice che tutto questo è sbagliato e lo costringe a fare i conti con se stesso.

Rita Atria, pochi mesi prima di suicidarsi (la sua storia qui) poichè la mafia le aveva creato un deserto intorno,  scriveva nel suo diario: “Prima di combattere la mafia devi farti un auto-esame di coscienza e poi, dopo aver sconfitto la mafia dentro di te, puoi combattere la mafia che c’è nel giro dei tuoi amici, la mafia siamo noi ed il nostro modo sbagliato di comportarsi.” Gomorra è proprio questo: un esame di coscienza, costringe a porsi domande sui propri valori, oltre che su quelli dei protagonisti. Come tutti gli esami di coscienza a molti non piace. A molti non piace vedere ciò che stanno cercando in tutti i modi di ignorare, di negare, fuori e dentro di sè; mettersi davanti a uno schermo e vedere i protagonisti, per cui fino a quel momento avevamo parteggiato, fare delle cose orribili, indicibili, costringe a guardare in faccia quella realtà che, sebbene nella serie sia ristretta a “gli stati uniti di Secondigliano-Scampia” (con ampi tentacoli a Roma in Gomorra2) , non è così lontana come fingiamo di credere.

Questo secondo me è il motivo per cui a molti Gomorra non piace, unito al fatto che non siamo più abituati a questo genere di narrazione, al “romanzo problematico“, ma a quello “popolare”, grazie alle Fiction Rai: molte fatte bene e coinvolgenti come coinvolgenti erano i feujetton dell’800 ma racconti in cui tutto è risolto, edificanti, in cui il bene e il male sappiamo benissimo da che parte stanno, e siamo felici perchè non ci riguarda.

La polemica mi ricorda molto quella che seguì l’uscita di Madame Bovary. Flaubert era accusato, come Saviano, di non aver reso la morale esplicita, di non condannare, come narratore, la sua protagonista. Ci fu un processo, ma grazie a quel libro nasceva una delle stagioni più floride della letteratura europea: il Realismo. Oggi Gomorra non è stata portata in tribunale, ma c’è stato comunque un processo mediatico con accusa e difesa ben schierate, che ha coinvolto l’intera opinione pubblica del paese come quello su Madame Bovary coinvolse l’intera Francia 160 anni fa. Speriamo che porti a una nuova fiorente stagione di SerieTV! Probabilmente, in entrambi i casi, il motivo è stato che l’opinione pubblica e la società non erano pronte ad affrontare certi argomenti, la realtà senza fronzoli, e lo shock è stato forte, ma quest’apertura di occhi ed anche il dibattito (anche se a volte assurdo) che ne è seguito, a un Italia abituata a parlare troppo poco di Mafie non potrà che fare bene.

E’ vero, ci potrà essere sempre chi fraintende il messaggio – c’è sempre chi fraintende il messaggio – chi si esalta e basta a vedere l’ascesa del suo “eroe”, chi trova da tosti avere una pistola in mano, ma davanti ad alcune scene è impossibile non provare schifo, e se non lo si prova ciò che non va è dentro lo spettatore, in quella Mafia dentro di noi di cui parla Rita Atria, non nello schermo.

Sarebbero tante le “scene-schifo” da citare di Gomorra2, dalla ahimè celeberrima uccisione della figlia di Ciro (per cui Fabio De Caro, l’attore che interpreta Malammore ha ricevuto insulti sui social…), alla uccisione di O’ Track.  Ma mi è sembrato che in questa seconda stagione si sia meno puntato su di esse, per far subentrare, all’azione violenta, la grigia tristezza e la monotonia di un potere che corrode, si insinua dentro ai protagonisti come “o’ bbelen” (il veleno) di cui parla Ciro a Genny.

La narrazione forse ne ha un po’ risentito, le puntate risultano meno al cardiopalma rispetto alla prima stagione, rallentate da scene in cui vediamo la quotidianità dei personaggi: le pillole di Don Pietro, le cene di Don Salvatore con la madre, i tanti dialoghi.. Ma niente è posto a caso, tutto è volto a portare alla luce la tristezza e amarezza che si nasconde dietro al luccichio dei soldi, nella coscienza che la guerra, più che con gli altri, è con la morte. Per questo Don Piero, padrone per tanti anni del terrorio, accetta di trovarsi costretto in un ambiente asfittico per quasi tutta la seconda stagione…

Tale amarezza tocca il suo apice nelle scene ambientate nel cimitero, il regno per antonomasia della Morte. Lì si svolge il colloquio tra Ciro e Rosario, la riunione convocata da Ciro per far conoscere al”Alleanza” il colpevole della morte d’O’Principe, l’ultimo colloquio tra Ciro e Don Pietro… In queste scene appare evidente come l’unica vincitrice sia proprio lei, Moira, che pian piano se li porta via tutti (qualcuno ha per caso contato quanti omicidi ci sono stati in Gomorra2?? E’ impossibile!!!).

In quel luogo i personaggi acquistano coscienza del fatto che saranno sempre e comunque degli sconfitti, che è solo questione di tempo perché Moira se li porti via, e sicuramente in modo violento. “I nostri amici sono tutti qui” dice Ciro a Rosario, l’ultima frase di Don Pietro è similissima. Eppure nessuno cambia regime di vita, non vogliono e non possono: è come camminare sul filo di un funambolo, come giocare a scacchi, un gioco di equilibri. La posta in palio è altissima, ricchezza, potere.. ma per continuare a giocare si deve pagare, perdendo una moglie, una figlia, la compagna, ogni passo falso è pericolosissimo e tirarsi indietro non si può, sennò si perde la posta in palio e soprattutto la propria di vita. In tutto questo una terza via, la polizia, la giustizia, non esiste; non esiste speranza, perché, come la Bellezza, nessuno l’ha insegnata loro.

Bene. Ho “parlato” tanto. Se vi ho tediato abbastanza chiudete pure! Altrimenti, se vi incuriosisce sapere perché ho chiamato quest’articolo Gomorra-la tragedia contemporanea, andate avanti:  vi lascio un ultimo spunto.

Perché tragedia?  Perché essa, come Gomorra, si aggira attorno e analizza in profondità l’efferatezza e i conflitti del Potere, un potere per cui si è disposti a sacrificare ciò che si ha di più caro (Agamennone sacrifica la figlia in L’Ifigenia in Aulide di Euripide,  Ciro la moglie in Gomorra2), un Potere per cui si ha paura di tutti, anche dei propri figli (il re Saul nella tragedia omonima di Alfieri, Don Pietro in Gomorra2), un potere per cui alla fine si riceve in cambio soltanto la morte da parte di chi si è amato (Agamennone da parte di Clitennestra nell’Orestea di Eschilo, Don Pietro da parte di Genny in Gomorra2). Sono sicura che voi ne troverete molte altre, anche perché penso -forse è un po’azzardato da dire – che in un certo senso con Gomorra nasca la “tragedia contemporanea”: il nuovo modo, catartico e coinvolgente, di analizzare il Potere dei giorni nostri.

Fiera che siate arrivati fino a questo punto nella lettura, vi chiedo un ultimo sforzo: contribuite a quest’analisi commentando, ci terrei tantissimo!!!

 

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