Il gioco di Ripper

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Perché, in questa occasione, hai scelto un gioco di ruolo?

Io non sapevo niente di giochi di ruolo. Ma proprio quando avevo iniziato il romanzo mia nipote Andrea stava giocando al gioco di ruolo con i suoi amici on-line e mi ha lasciato giocare con lei. Giocavano a un gioco che si chiama Ripper che cerca di catturare jack lo squartatore a Londra nel 1888 e quindi mi è venuta l’idea di traslare tutto ciò nella trama che si svolge a San Francisco nel 2012, ma è stata un’idea di mia nipote, cioè, è lei che me lo ha mostrato…

La scrittrice peruviana Isabel Allende risponde così alla domanda di un blogger spagnolo che la intervista sul suo ultimo romanzo, Il gioco di Ripper. (http://www.librosyliteratura.es/entrevista-isabel-allende.html)

Il libro è uscito in Italia lo scorso Natale. Io lo avrei comprato anche solo perché è suo, ma poi deve essermi passato di mente e fino a una settimana fa mi sono scordata della sua esistenza. Menomale! ho avuto la possibilità di godermelo durante le vacanze, in un periodo di pura nullafacenza  e con tanto tempo a disposizione per non scordarmi neanche un dettaglio. L’autrice stessa ha definito questo romanzo una sorta di esperimento, infatti è il suo primo “poliziesco”; ovviamente per affascinare noi nerd ci vuole altro, e infatti al poliziesco si intreccia una banda di ragazzi dai diversi angoli del pianeta, amici perché partecipano al gioco di ruolo Ripper, del quale Amanda, la protagonista, e suo nonno Blake sono dei maestri. Il gruppo  esce dagli estremi del gioco online per indagare una serie di omicidi che hanno avuto luogo a San Francisco, apparentemente senza niente in comune, ma che si riveleranno essere più vicini di quanto si pensi alla famiglia della stessa Amanda; gli investigatori improvvisati si riveleranno un aiuto prezioso per il dipartimento di polizia al momento di riscattare l’ultima vittima.

Di questo libro adoro il fatto che i personaggi sono tutti strani. Dal primo all’ultimo, senza eccezioni. Dalla madre “curatrice” al nonno farmacista ma aspirante scrittore, per non parlare dei vari partecipanti al gioco, fino al punto che per quanto tutti amino sentirsi originali, leggendo questo libro molti di noi si renderanno conto di essere fin troppo normali, e forse è un bene.

Per indurvi a leggere questo libro non ho intenzione di spremermi le meningi con chissà quale frase a effetto, perciò rubo direttamente la domanda a quel blogger spagnolo e faccio rispondere la scrittrice.

Come indurresti il lettore a leggere Il gioco di Ripper?

Che apra la prima pagina, legga il primo paragrafo, se si coinvolge andiamo insieme fino al finale, sennò, lo perdo. In questo tipo di romanzo devi prenderlo dalla prima riga.

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