Edward mani di forbice: chi è il vero mostro?

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Buona sera a tutti! La recensione di oggi è su un cult di Burton, un film di un’infinita dolcezza che racchiude anche molti drammi della società moderna: “Edward mani di forbice” (1990) con un ingenuo Johnny Depp ed un’incantevole Winona Ryder. Vediamo in breve la trama:

La storia è introdotta da una cornice fiabesca: un’anziana signora racconta alla nipote l’origine della neve. Inizia così la narrazione e il ricordo di un passato neanche tanto lontano. La rappresentante dei cosmetici Avon, Peggy Boggs (Dianne Wiest) si reca al castello gotico che sorge vicino al perfetto paesino dove abita. Qui trova un ragazzo che vive in totale solitudine. Si chiama Edward (Johnny Depp) ed ha una particolarità: delle forbici al posto delle mani. Edward viveva lì da solo sin da quando, anni prima, il suo “inventore” (Vincent Price) era morto di infarto, il ragazzo è infatti una creatura artificiale, dotata di una ingenua bontà. Peggy porta Edward nella apparentemente perfetta cittadina in cui vive. Questa è caratterizzata da un’atmosfera di pace, allegria, è quasi fiabesca dominata da colori pastello che conferiscono un’uniforme eleganza (a dirla tutta è davvero inquietante). Tutti i cittadini sono sempre sorridenti e curiosi dei fatti altrui, specialmente del nuovo arrivato in città. Edward inizia così a cercare di inserirsi nella società e stringe un forte legame con la famiglia di Peggy arrivando ad innamorarsi perdutamente di Kim (Winona Ryder), la figlia adolescente. Non solo Edward è lo scoop del momento nella monotona cittadina ma inizia anche a rendersi utile alla comunità grazie alla sua particolarità: taglia siepi, capelli e persino il pelo dei cani perfetti della città perfetta. Ma tutto questo splendore può durare con un elemento che non può uniformarsi?

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Questo è forse uno dei capolavori di Burton, come è riconosciuto da quasi tutti i suoi fan. La sensibilità che questa pellicola porta con sé ed i profondi insegnamenti sono stati elementi di svariate citazioni ed analisi. In primis è ovvio che tratti del tema della discriminazione del diverso, della fermezza di un pregiudizio. Edward è la pecora nera nella cittadina che vuole spacciarsi per “perfetta”. Questa è in realtà un carcere che impone un monopolio di pensiero e comportamento. Tutti sanno tutto ma nessuno deve sapere e tanto meno dire come stanno realmente le cose. Chiunque desideri svincolarsi da questo organismo malato viene escluso da una coalizione di gruppo e per questo il film ricorda molto “Frankenstein” di Mary Shelley. La pellicola può anche far riferimento a “Le avventure di Pinocchio” di Collodi poiché rivisita la figura dell’inventore e dell’ “inventato” che vorrebbe solo essere un bambino vero o, come in questo caso, più vicino al modello ideale per conquistare il suo amore. Riguardo a quest’ultimo punto possiamo sottolineare una vicinanza alla fiaba “La bella e la bestia”. Kim è l’unica, insieme alla sua famiglia,a credere ed amare Edward per quello che è veramente e non per la sua utilità. Da questa profonda ed emozionante storia viene quindi fuori una vasta critica della società americana degli anni del dopoguerra, che ambiva ad una falsa perfezione, ed anche di una società basata sul vedere e non sul sentire. Può l’amore avere dei limiti imposti?

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Parliamo ora di aspetti da cinefili incalliti. La regia è stupenda anche se si vede oramai che il film inizia ad avere un po’ di annetti e possiamo notare l’evoluzione artistica e tecnica che ha subito Burton in 25 anni. La scenografia è fresca e pulita nella cittadina e gotica e cupa nel castello, questi due aspetti sono stati combinati alla perfezione grazie anche ad una sequenza di flashback ben studiata. L’unico difetto che ho trovato è stato, solo in alcuni punti, la colonna sonora di cui non sono rimasta molto soddisfatta. In alcune scene è molto appropriata ma, specialmente quando ci si trova nella cittadina perfettina, l’ho trovata non molto adatta al contesto, ma ovviamente sono opinioni personali. Nonostante ciò mi ha davvero colpita come film ed anche molto coinvolta.

Citazione: Kim- Stringimi..  /  Edward- Non posso..

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