Educazione Siberiana

received_10206512563445470Buon fine agosto a tutti! Oggi vi parlerò di un romanzo ambientato in Transinistria, regione della ex Repubblica Socialista Sovietica Moldava, nel periodo tra il 1985 e il 1995, sto parlando di “Educazione Siberiana”, scritto da Nicolai Lilin edito da Einaudi ed uscito nel 2009, una sorta di autobiografia che riporta fatti di vita vissuta dall’autore e fatti che sono accaduti ad altri suoi conoscenti, per questo viene definito romanzo semiautobiografico.

Dopo le generalità parliamo della storia che segue le vicende di Kolima, un ragazzo nato e cresciuto tra gli Urka Siberiani, una comunità criminale che segue rigide regole di comportamento, quindi osserveremo il processo dell’educazione che viene impartita al ragazzo, fin dalla sua nascita , per farlo diventare un criminale “onesto”, so che è un accostamento di parole piuttosto strano,ma nella loro visione del mondo chi segue le rigide regole di comportamento della vita malavitosa è detto onesto. Sin da piccolo verrà infatti insegnato al ragazzo come rispettare i criminali più anziani e come riconoscere ciò che è giusto e ciò che non lo è, gli sarà insegnato cos’è l’onore di un criminale, come rispettare le armi, che sono impregnate di sacralità nella loro tradizione, anche  come comportarsi in ogni situazione e tutto questo sarà legato in modo indissolubile alla religione ortodossa.

Nicolai Lilin ritratto

Nicolai Lilin.

Attraverso gli occhi di questo ragazzo, dalla mente sveglia e acuta, capiremo cosa significa crescere in un mondo le cui regole sono basate su una scala di valori diversa, l’omicidio non è vietato, ma richiede il permesso di un’ autorità anziana, il furto e il pestaggio sono atti normali, l’uccisione di poliziotti, usurai e banchieri, questi ultimi due maltrattati poichè a contatto con  i soldi che sono malvisti, è un gesto che viene socialmente accettato anzi riconosciuto come un vanto, ma lo stupro e la vendita di stupefacenti viene vietato nella comunità e malvisto per quanto riguarda gli elementi esterni.

Il libro trasmette e fomenta il senso dell’onore di questa popolazione, che si considera forte e libero da qualsiasi legge che non sia la loro,  proiettandoci nel loro mondo freddo, ma allo stesso tempo accogliente, fatto di pestaggi e omicidi e di scene in cui l’atmosfera diventa quasi familiare poiché ci s’immedesima nella comunità di questi “onesti”, disposti a morire l’uno per l’altro o a farlo perdifendere le loro tradizioni e il loro modo di pensare.

Nicolai Lilin racconta così, in modo schietto e sincero, un mondo lontano dalla nostra etica normale, ma  riesce nell’intento di metterlon davanti ai nostri occhi, spingendoci a saltare la barricata, a passare dalla parte del ” cattivo” portandoci a giudicarlo quasi positivamente, poiché la loro morale,il loro pensiero, non sarà dissimile da quello di una qualsiasi persona, il loro modo di agire sì.

Questo è quello che ci viene proposto nè più, nè meno, quindi  se avete voglia di una lettura forte, che a tratti taglia lo stomaco, allora vi consiglio di recuperare questo libro e di godervi questa immersione in questa comunità, impregnata di un’atmosfera a tratti quasi sacra e affascinante, ma che non mancherà di elementi che ci riporteranno alla cruda realtà dei fatti di quel mondo, cioè alla violenza e alle ingiustizie che ne sono una parte inscindibile.

Se vi è piaciuto l’articolo vi ricordo di lasciare un mi piace e di condividere su Facebook.

Trips

Studente universitario del piemonte a tempo perso,ho sempre divorato libri,fumetti e film da che ho memoria!

Condividi su