Dungeons and Dragons: le classi: il Druido

druido

Vadania, la bellissima druida presentata nel manuale del giocatore 3.5

Ben tornati nel mondo di Dungeons and Dragons. Questa volta parlerò della classe del Druido. Come ho detto anche nell’articolo del barbaro, una classe non ha nulla a che fare con la personalità del vostro pg. Inoltre, come per il barbaro, neanche in questo caso parlerò delle meccaniche specifiche della classe, ma parlerò dell’interpretazione e darò una leggera infarinatura su come giocare la classe. Ma passiamo al nostro druido.

Il druido non è, come sembra ad una prima occhiata, un signore della natura, che controlla gli animali e che addomestica venti e fulmini al suo volere. Il druido è la natura stessa, lui e la natura non sono due cose distinte, ma sono un tutt’uno, come la mano fa parte del nostro corpo, il druido fa parte della natura. E’ la curiosità che spinge i druidi ad imbarcarsi nelle avventure, scoprire nuove specie vegetali ed animali. Oppure è la rabbia verso tutto ciò che è innaturale, come le aberrazioni ed i non-morti, che vanno contro natura e non dovrebbero esistere. I druidi, come i chierici, sono utilizzatori di magia divina, ma a differenza a loro il potere non viene donato dalla divinità, ma direttamente dalla natura, esistono alcune divinità legate alla natura, e solitamente i druidi sono devoti ad una di queste. I druidi hanno una limitazione di allineamento alquanto strana, infatti loro devono avere da una delle due parti o entrambe (legale/neutrale/caotico e buono/neutrale/malvagio) l’opzione neutrale. Il manuale applica questa limitazione in virtù del fatto che  i druidi devono mantenere una certa forma di distacco dalla mentalità di chi non è un druido, e il non schierarsi, la neutralità, è indizio di disinteressamento o di bilanciamento, dei due opposti.
I druidi per entrare a far parte dell’organizzazione devono superare dei test, a volte persino mortali. Se non ne fai parte, la comunità druidica sembra totalmente inesistente, ogni druido sembra solitario, ma così non è. In realtà i druidi si tengono in contatto fra loro e anche se fra di loro si considerano tutti fratelli e sorelle, esiste un’organizzazione di tipo gerarchico, certo, non esiste qualcosa come “il re dei druidi”, però termini come “alto druido” non sono solo carini, ma hanno un significato nella comunità druidica.
Non sempre i druidi vanno d’accordo fra di loro e nonostante si considerino fratelli, a volte finiscono per scontrarsi, ed inevitabilmente, qualcuno sarà predatore, e l’altro preda.
Le razze che più si vedono spesso fra i druidi sono gli elfi e gli gnomi, per via della loro innata inclinazione verso la natura, però druidi umani e mezz’elfi  non sono introvabili. Druidi appartenenti ad altre razze sono nella migliore delle ipotesi rarissimi.

Il druido, è in assoluto la classe più versatile della edizione di D&D 3.5 e questo la rende la più adatta se si gioca da soli o in un gruppo piccolo, di 2/3 personaggi. E’, forse più del mago, la classe più pericolosa da affidare ad un giocatore esperto in mezzo ad un gruppo di giocatori novizi, perché potrebbe facilmente coprire tutti i ruoli e lasciare gli altri in panchina a guardarlo fare il loro lavoro, meglio di loro. Non che non possa fare qualcosa di simile con altre classi sia chiaro, ma se per esempio sta giocando un guerriero, magari ti vince un combattimento da solo, però quando si tratta di teletrasportarsi, fare azioni furtive, guarire o dialogare nonostante sia esperto non potrà far molto.
In definitiva, non sto dicendo che i giocatori esperti non dovrebbero giocare un druido, però devono sempre tener conto del fatto che non sono da soli al tavolo. Il druido può essere giocato efficacemente in QUALSIASI ruolo, al gruppo manca un combattente? Il druido va bene, al gruppo manca un incantatore? Il druido va bene, al gruppo manca uno scout? Il druido va bene, al gruppo manca un supporto? Il druido va bene. Perciò se qualcuno vi dice “Non ci serviva un druido, perché l’hai preso” ditegli di stare zitti perché un druido serve sempre, anche se c’è già un druido in squadra, inoltre prendete sempre un personaggio che vi piace giocare, prendere un personaggio che non vi divertite ad impersonare solo perché al gruppo serviva è un’errore che non va mai fatto. Il druido ha infatti accesso ad ogni ruolo grazie al vasto e variegato comparto di magie che ha a disposizione, alla capacità di forma animale, e al compagno animale. combinando queste tre cose possiamo diventare dei potentissimi qualunque cosa ci passi per la testa, a voi la scelta.

E ora parliamo delle caratteristiche più importanti di questa classe. Senza ombra di dubbio la saggezza è al primo posto, ci permette di utilizzare gli incantesimi al meglio (NOTA: se scegliamo di fare un combattente che usa la magia solo come supporto o che comunque non la usa altro che per potenziarsi o guarire a differenza del chierico rimarrà la nostra prima scelta, perché quando saremo in forma animale avremo forza destrezza e costituzione dell’animale in cui ci trasformeremo). La forza e la destrezza, caratteristiche da combattente, i primi livelli se vogliamo combattere potrebbe valere la pena avere dei punteggi decenti oppure se non vogliamo fare affidamento sulla forma animale (ma forse in questo caso il druido non è la classe adatta a noi) ma già dal 6′ livello in poi possiamo permetterci dei punteggi anche bassissimi grazie alla forma animale che sostituirà i nostri punteggi, anche se i nostri sono più alti di quelli dell’animale. Il carisma: come per quasi tutte le classi, la caratteristica peggiore, il druido non ha una grande scelta di abilità di oratoria fra quelle focalizzate della classe però se vogliamo essere dei bravi chiacchieroni niente ci vieta di investirci un punteggio abbastanza elevato, dato che i druidi non hanno bisogno di molte caratteristiche elevate per essere efficaci, inoltre contribuisce alla nostra abilità speciale, empatia selvatica, che ci aiuta a dialogare con le bestie selvagge. Della costituzione ne abbiamo bisogno, anche in forma animale, perché si, il nostro punteggio di costituzione cambia, e questo influenza i tiri di salvezza sulla tempra, però i nostri punti vita saranno comunque determinati dal nostro punteggio originale di costituzione, perciò non possiamo denigrare questa caratteristica, che di solito è la seconda caratteristica in ordine di importanza. L’intelligenza, ai druidi non dispiace avere un punteggio abbastanza alto, abbiamo una buona pool di abilità da cui scegliere, però noi, a differenza dei nostri cugini chierici, abbiamo 4+int e non 2+int, perciò anche un modesto 10 per noi vuol dire essere in grado di fare un po’ di cose, anche se qualche punto abilità in più è sempre ben accetto.

I druidi sono veramente difficili da differenziare, questa volta non come i barbari ed i nani, non c’è uno stereotipo, ma ci sono dei profili da seguire, incontreremo lo stesso problema con il Paladino, nel suo caso ancora più accentuato. Non possiamo avere un druido “particolare” che odia tutti gli animali selvatici, i druidi devono avere la loro comunione con la natura in comune. Però noi possiamo agire sempre sulla personalità, anche se non possiamo agire sulle sue massime, anche un druido può essere molto egoista, e mettere se stesso prima del suo boschetto di querce secolari preferito. Non tutti i druidi parlano solo di natura e bestie le poche volte che parlano e per tutto il resto del tempo stanno muti come lupi che attendono il momento giusto per colpire la preda, anche se l’idea non è brutta di per sé.

Difficoltà Interpretativa: XXXX

Difficoltà di gioco per novizi: XX

E questa era la quarta parte della descrizione delle classi, nel prossimo articolo parlerò del Guerriero.

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Videogiocatore, lettore e giocatore di ruolo da tavolo molto appassionato, nato nel 96 attualmente frequentatore di una scuola superiore a Scandicci in provincia di Firenze.

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