Dulcis in fundo… Chocolat!

mUBjXjU43hhy5bHnpHztxSmiK40Siamo arrivati alla fine della rassegna sui miei tesori, su quei film, quei libri che mi sarebbero serviti per presentarmi a voi e che si sono dimostrati anche un modo per conoscere me stessa… Ebbene come non finire con Chocolat, lasciando che vi si sciolga poco a poco in bocca? Perché è proprio questo l’effetto che fa questo film (di Lasse Hallstrom,  con Juliette Binoche, Johnny Depp e Judi Dench), l’effetto di un cioccolatino che si scioglie pian piano sulla lingua, rilasciando poco a poco il suo sapore, in fondo non poi così tanto dolce, ma intenso, avvolgente, pieno di aromi, dal peperoncino, all’arancia, al fondente… Vi ho fatto venire fame? Ne è venuta anche a me scrivendo..Ma come al solito sto divagando. Di che cosa parla? Forse anche in questo caso è meglio lasciare che il film inizi a raccontarsi da solo:

“C’era una volta un piccolo e silenzioso villaggio nella campagna francese; gli abitanti credevano nella Tranquilité, la tranquillità. Se vivevi in questo villaggio, sapevi ciò che ci si aspettava da te. Conoscevi il tuo posto nello schema delle cose. E se ti capitava di dimenticarlo, qualcuno ti avrebbe aiutato a ricordarlo. In questo villaggio, se vedevi qualcosa che non avresti dovuto vedere, imparavi a guardare dall’altra parte. E se per caso i tuoi desideri non erano stati soddisfatti, imparavi a non chiedere mai di più. E cosi, nel buono e nel cattivo tempo, nella fame e nelle feste, gli abitanti del villaggio si mantenevano saldi alle loro tradizioni. Finché, un giorno d’inverno, non soffiò uno irrequieto vento del Nord…”

Con quel vento del Nord arrivano Vianne e Anouk, sua figlia. Come la madre, indigena del centro america, Vianne è nomade, quando si alza il vento del Nord parte. Ora il vento del Nord l’ha portata in questo piccolo villaggio della Francia, per aprire una cioccolateria Maya.

Insomma, sembra una fiaba! Un bel paesino della provincia francese, una cioccolateria che sta per aprire.. Eppure qualcosa non va: siamo in periodo di quaresima, la cioccolata è proibita! C’è qualcos’altro che non va: Vianne è atea e questo sconvolge la cittadinanza, il primo cittadino, il conte De Reinaud, più di tutti. Inizia così una guerra tra Vianne e il sindaco, il quale fa di tutto per boicottare il negozio. È una guerra fatta di pregiudizi: Vianne veste di rosso, è sola con una figlia che non sa chi sia il padre, con la sua cioccolata è tentatrice di peccato di gola.. È lo scandalo che turba la quiete! In più, come se non bastasse, fa amicizia con i pirati che attraccano sul fiume (ci avrei fatto amicizia anche io, il capitano è Johnny Depp!!!). Ma la penseranno davvero tutti come il sindaco? Vi sarà un incontro?  La cioccolata riuscirà a concilire gli animi, raccogliendo tutti davanti a una tazza calda? Sì,riuscirà a fare anche di più. La comparsa di Vianne e Anouk riporterà allegria nel paese, facendo riscoprire persino al sindaco-conte che la prima vita che vale la pena vivere è quella terrena, capace di regalare gioie che una società dedita al sacrificio ha dimenticato, gioe di cui la cioccolata è solo un simbolo. Infine anche Vianne avrà qualcosa in cambio, un dono dal villaggio, forse la cosa più bella: un posto nel mondo. Ma non vi voglio anticipare tutto.

Molti pensano, a causa del titolo, che questo film abbia avuto successo solo grazie all’universalità della cioccolata, motivo per cui non l’hanno ancora visto (il film è uscito nel 2000). Se siete tra questi, ritirate il vostro giudizio, dategli una chance, guardatelo, vedrete che cambierete idea. Così non cadrete anche voi in preconcetti, quei preconcetti che proprio questo film insegna a eliminare, guardando al nuovo, a ciò che viene da fuori, come a una possibilità di arricchimento, non come a un pericolo di contaminazione.  È un piccolo film, ambientato in un piccolo paese, ma tratta grandi temi (ed ha una bellissima colonna sonora di Rachel Portman!).

Ah, dimenticavo, perché l’ho inserito tra i miei tesori? Cosa ha significato per me? Probabilmente l’affetto che provo nei confronti di questo film è dovuto al fatto di essermi trovata anche io, atea o quantomeno agnostica, a vivere in un paese di provincia, in cui la religione cattolica svolge la funzione di collante sociale. Non incontrai nessun conte cattivo, nessun pirata (purtroppo), non aprii nessuna pasticceria, ma qualche difficoltà a inserirmi la trovai. Ora che non ci vivo più però,  quel paese un po’ mi manca, è uno tra i “miei posti” nel mondo. Così, forse, non so, ci vorrebbe uno psicanalista, mi identifico in Vianne, chissà..  Comunque sia, BUONA VISIONE!

Ecco prendete uno di questi… sono i suoi preferiti Oh, e lei come fa a saperlo? Sono brava a indovinare i gusti delle persone, su ne prenda uno.. (Vianne)

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